Elezioni comunali 2011. A Bologna si candida Benedetto Zacchiroli, gay dichiarato


In Italia aumentano i politici che fanno coming out. Dopo Alessandro Cresci (Idv), qui l’intervista, anche Benedetto Zacchiroli, candidato alle primarie bolognesi del centrosinistra, ha parlato in pubblico della sua omosessualità. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un incontro pubblico organizzato al Cassero, storico locale gay di Bologna.

“Dichiararsi”, precisa Zacchiroli, “non è pettegolezzo. Come teologo e come gay, come quello che sono, dico che non mi stupisce che il Vaticano abbia posizioni contrarie. Mi stupisce molto invece che la sinistra e il Pd non abbiano il coraggio di dire quel che si deve dire, e di avere la schiena dritta. Vorrei un Pd e una città che vivono la differenza come una ricchezza”.

Gli omosessuali in politica non sono una garanzia per gay e lesbiche. Nelle scorse settimane ragionavamo qui delle posizioni poco gay-friendly di Nichi Vendola, gay dichiarato. Il governatore della Puglia ha così paura pur di non farsi scappare l’elettorato omofobo decide di non apparire in pubblico con il proprio compagno.

Il coming out non è più sufficiente. Zacchiroli così come gli altri politici omosessuali non devono solo esserci. A loro tutti, in particolare gay e lesbiche, chiedono un impegno serio e concreto. Zacchiroli cosa intende fare per gli omosessuali bolognesi?

Su questo dovrebbe ragionare in pubblico il candidato sindaco. Della Chiesa così come del suo ruolo a letto il candidato sindaco può già parlarne in privato con gli amici. Agli elettori interessa altro. Loro sono il vostro superiore. Al proprio datore di lavoro parlereste di quello che siete? No, certo che No. A lui interessa sapere cosa fate.

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