In vista dei Giochi Olimpici Invernali, crescono le critiche al governo russo per la sua omofobia

Il mondo politico, sportivo, artistico e LGBT si sta dando da fare per boicottare i Giochi Olimpici Invernali che si terranno in Russia. Anche se qualche atleta gay bolla il tutto come una esagerazione.

In vista dei Giochi Olimpici Invernali, crescono le critiche al governo russo per la sua omofobia

La persecuzione di cui sono vittime le persone LGBT russe per via del loro stesso governo e di gruppi di estrema destra sta facendo sollevare sempre più critiche da parte di leader politici, artisti, istituzioni sportive e via dicendo a livello globale.

Barack Obama ha affermato di “perdere la pazienza con i paesi che minacciano o recano danni alle persone LGBT”. Obama, come è noto, ha cancellato il suo incontro con il presidente russo Putin per via del caso Snowden, ma ha avuto anche parole dure per la politica omofoba portata avanti in Russia. Secondo Obama:

Aprendo le porte a Edward Snowden e calpestando i diritti LGBT, Putin sta scivolando in una mentalità tipica della Guerra Fredda. Credo che Putin e la Russia si giochino molto con l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali e credo che capiscano che la maggioranza dei paesi partecipanti non tollereremo che gay e lesbiche vengano trattati in maniera distinta. Sono atleti e vanno lì per gareggiare.

Il poliedrico Stephen Fry ha scritto una lettera aperta al Primo Ministro britannico e al Comitato Olimpico Internazionale esortandoli a far celebrare i prossimi Giochi Olimpici invernali fuori della Russia. Fry si aggiunge alla lista degli artisti, come Harvey Fierstein, per esempio, che denunciano che il governo russo sta utilizzando la minoranza LGBT come capro espiatorio e lo paragonano alla Germania nazista (non dimentichiamo che Stephen Fry è ebreo e omosessuale).

Ange George Takei – il mitico Sulu di Star Trek – è dell’idea che si debbano spostare i giochi olimpici invernali:

Il Comitato Olimpico Internazionale deve fare la cosa giusta e cioè proteggere gli atleti e i fan e spostare i Giochi Olimpici Invernali del 2014 dalla Russia. Al solo sventolare una bandiera rainbow – e chissà se anche solo a guardare con entusiasmo il pattinaggio artistico – rischi di essere messo in carcere per settimane!

E poi ha aggiunto:

Molti credono che questo appello contro i Giochi Olimpici in Russia sia esagerato. Avreste la stessa opinione se la legge invece dei gay, prevedesse il carcere per gli ebrei, per i cattolici o per i musulmani nel caso in cui mostrino qualche segno del proprio credo o che si azzardassero a pregare prima di una gare? La discriminazione in ogni sua forma è una piaga nei Giochi Invernali e non dev’essere tollerata.

Le organizzazioni di settore criticano la posizione del governo russo anche se in maniera più sfumata e chiedono alla Russia di riconsiderare le leggi contro la cosiddetta propaganda gay, ma sottolineano anche che i Giochi non dovrebbero essere lambiti dalla politica. Il Comitato Olimpico Internazionale, poi, sembra essere disposto a celebrare i Giochi Invernali a Sochi, calpestando, di fatto, i diritti umani.

Anche nel mondo LGBT, comunque, c’è chi ritiene che sia esagerata questa campagna di boicottaggio. Il pattinatore su ghiaccio Johnny Weir, gay dichiarato, si è detto “russofilo hardcore” (è sposato con un cittadino russo) e ha detto che boicottare i Giochi di Sochi è “stupido”:

Non è colpa del popolo russo se il suo governo è così retrogrado e sta dando tanti problemi a un gruppo minoritario. Credo che per aiutare la comunità LGBT locale sia necessaria la nostra presenza: avrebbe maggior impatto la nostra presenza che non la nostra assenza.

Quando però gli è stato chiesto se durante i Giochi Olimpici di Sochi ha in mente di compiere qualche atto esplicito di solidarietà nei confronti della comunità LGBT locale, Weir si è dichiarato un “purista”:

Non mi piace mescolare quello con cui sono nato – sia l’essere bianco o nero o gay – con quel che faccio sul ghiaccio.

Chi invece sfiderà la censura russa è il pattinatore neozelandese Blake Skjellerup che ha annunciato che indosserà una spilleta con la banidera arcobaleno durante i Giochi Olimpici, anche se questo significherà litigare. Skjellerup ha fatto coming out nel 2010 e ha affermato di non avere alcuna intenzione di tornare a mettersi nell’armadio in occasione dei Giochi di Sochi.

Via | Dos Manzanas

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