Bloccata iniziativa lituana per far approvare una legge contro la propaganda omosessuale

Per il rotto della cuffia la Commissione Elettorale della Lituania ha respinto una richiesta per iniziare la raccolta firme per far approvare per via referendaria una legge sulla “propaganda omosessuale”

La Lituania blocca un’iniziativa per far approvare una legge contro la propaganda omosessuale

La Commissione Elettorale Centrale della Lituania ha respinto, con un margine strettissimo, una richiesta formale per la raccolta delle firme necessarie per far approvare per via referendaria una legge sulla “propaganda omosessuale” molto simile a quella vigente nella vicina Russia. In ogni caso la Lituania ha già approvato varie leggi a carattere omofobico.

Cinque membri della Commissione si sono opposti all’accettazione della domanda, quattro erano favorevoli e due si sono astenuti. Senza dubbio ha avuto il suo peso nella decisione il parare del dipartimento giuridico del Parlamento lituano che aveva avvertito la Commissione Elettorale che accettare il progetto poteva essere discriminatorio, contrario alla Costituzione e ai trattati internazionali firmati dallo stato. Ricordiamo che la Lituania è uno Stato membro dell'Unione europea e in questo semestre è il presidente di turno della stessa Unione.

Il principale promotore della proposta, Gintautas Labanauskas, consigliere di Kaunas (seconda città della Lituania per numero di abitanti e il principale centro industriale della Lituania), ha mostrato la propria contrarietà alla decisione della Commissione, assicurando che la sua proposta vuole impedire solo la propaganda aggressiva dell’omosessualità e non esclude di ricorrere al tribunale. Nel caso in cui i giudici gli dessero ragione, sarebbe necessario raccogliere trecentomila firma per poter presentare il referendum, una soglia che non è impossibile da raggiungere in Lituania, un paese in cui, pur senza giungere agli estremismi della vicina Russia, l’omofobia sociale è molto forte. Un progetto simile era stato già proposto al Parlamento lituano, ma la risposta dell’allora presidente Dalia Grybauskaite (già commissaria europea) e la protesta del Parlamento Europeo fermarono il disegno di legge.

La situazione delle persone LGBT in Lituania non è semplice e negli ultimi anni sono state approvate diverse iniziative a carattere omofobo, come la legge che vieta la “manifestazione e la promozione” di contenuti pubblicitari che fanno riferimento all’orientamento sessuale o l’altra norma per la “protezione dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione” secondo la quale possono essere pubblicizzate solo le famiglie consentite dalla Costituzione e dal Codice Civile. Considerato che la Costituzione vieta esplicitamente il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le conclusione sono ovvie. Inoltre si è cercato di vietare la celebrazione dei Gay Pride ed è stato anche proposto di vietare la chirurgia di rassegnazione del sesso.

Nonostante tale contesto, le statistiche evidenziano come la società lituana vada verso la modernizzazione: sono sempre più le persone che scelgono di vivere in coppie di fatto. A oggi il 40% delle coppie lituane non è sposata e il 35% dei bambini vive in famiglie non tradizionali e, tra questi, diversi sono cresciuti in famiglie omoparentali.

Via | Dos Manzanas
Foto | Mr. T in DC

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