Lodi del corpo maschile: il gioco letterario

Un'idea dello scrittore Giulio Mozzi, che selezionerà le opere insieme ad Alessandra Celano. Ispirato alla raccolta del 1536 "Les Blasons Anatomiques du Corps Féminin", del poeta francese Clément Marot.


Di solito, le lodi, siamo abituati a sentirle riguardo il corpo femminile, il commento, il complimento, il corpo maschile sembra avulso da una lode letteraria, ironica, soprattutto. Una forma poetica di adorazione scherzosa.

A riempire questo vuoto ci ha pensato Giulio Mozzi, dalle pagine del suo bollettino letterario Vibrisse, uno dei migliori scrittori italiani di adesso dunque, insieme ad Alessandra Celano (appassionata di giochi di parole), propone una piccola, appassionante, sfida, con poche regole:

la partecipazione è riservata alle donne eterosessuali e ai maschi omosessuali – e a chiunque, per proprio orientamento sessuale, desideri il corpo maschile.

Per lodare le parti anatomiche del corpo dei maschi, ma  per stimolare, in maniera gioiosa, la lettura e la scrittura di poesie L'idea, come spiega lui stesso, nasce così:

Nel 1536 (un po’ d’anni fa) il poeta francese Clément Marot lanciò (da Ferrara, dove si trovava all’epoca, in esilio per motivi politico-religiosi) una sorta di gioco, o competizione, tra colleghi. Pubblicò una “Lode alla bella tetta” (Blason du beau tétin) e invitò altri poeti a comporre altre lodi, per ciascuna parte – anche la più piccola, anche la più intima – del corpo femminile. Il libro, intitolato Les Blasons Anatomiques du Corps Féminin, apparve l’anno stesso (dapprima come annesso a un’opera dell’Alberti, poi come volume autonomo).

Per partecipare basta scrivere un componimento in versi, collegarsi al sito attraverso questo link, e seguire le istruzioni per partecipare.

Cliccando qui potete leggere le lodi già pervenute e selezionate.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati