Manifestazione contro l’omosessualità e il matrimonio gay a Haiti

Oltre mille persone sono scese in piazza ad Haiti per manifestare contro l’omosessualità e per scongiurare l’approvazione del matrimonio ugualitario nel paese caraibico.

La protesta contro l'omosessualità e il matrimonio ugualitario ha riunito diversi gruppi religiosi, dai protestanti ai musulmani, che hanno esposto cartelli con slogan anti gay e hanno intonato canti in cui minacciavano di dar fuoco al Parlamento se si procederà con la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Eddy Jean-Pierre, uno degli organizzatori della manifestazione, di fede protestante, facendo riferimento alla situazione di povertà estrema e di catastrofe in cui versa il paese, ha affermato all’Associated Press:

Credo in Dio e Dio condanna l’omosessualità. Haiti non accetterà questo obbrobrio e Dio ci punirà ancora più se permetteremo che venga approvata una simile legge.

La manifestazione è stata organizzata da vari gruppi religiosi, tra cui la cosiddetta Coalizione Haitiana di Organizzazioni Morali e Religiose. La protesta si è avuta un paio di giorni dopo che un gruppo di vigilanza per i diritti umani ha celebrato una conferenza nella quale ha condannato l’escalation di violenza contro le persone LGBT nel paese.

La comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale di Haiti è sparuta e fino a ora ha mantenuto un profilo molto basso, anche per via del forte stigma sociale e della minaccia di violenze fisiche o di licenziamento nel caso in cui si scelga di vivere apertamente il proprio orientamento sessuale. In moltissimi casi la comunità LGBT non denuncia la violazione dei propri diritti alle autorità locali per timore di rappresaglie.

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