Nuove crociate. Via scambisti, gay e guardoni dal Piave

Sapete da cosa è minata la nostra confusa e fragile democrazia? Dai nudisti che per molti sono "puri esibizionisti"; da quelli che per alcuni amministratori locali -leghisti, ex Dc, non importa, con l'annovero dei centrosinistri - vengono oramai catalogati come guardoni, tipi che si crogiolano in "atteggiamenti offensivi", pensiamo verso quella che viene definita morale pubblica. Il Nord del "ghe pensi mi", sembra issare il nuovo vessillo del puritanesimo di massa, prontamente copiato da qualche solerte amministratore del sud. Mai restare indietro. L'Italia dei luoghi d'incontro di natura intima, dei "posti" frequentati dai gay (me che ci vanno a fare le famiglie lì? Anch'essi guardoni?), deve vedersela ora con questa rinascente epopea del "degrado" di antiche libertà.

Sindaci e assessori in allenamento ad arginare quelle che loro stessi hanno definito "bollenti evoluzioni" e così il nuovo talebanismo nostrano vuol ricacciare nel più assurdo privato ciò che da tempi immemori si consuma anche in luoghi naturali. Vale per i gay o le coppie etero che non sapendo dove consumare lo fanno tra oscuri cespugli e rive di fiumi, dove si sa, la notte, le famiglie e i bambini, si recano a frotte. Se ci si mettono di buona lena, l'ultima crociata potrà essere fatta contro le darkroom e certe saune e finalmente ottenere la fatidica castità tanto proclamata dai bolsi capi cattolici. Entreremo in Paradiso.

Pensavamo risolta la questione dell'area golenale in quel di Spresiano e dintorni, dopo che il sindaco aveva bollato come malati i gay e successiva ritrattazione a metà. Non sono bastati i pattuglioni notturni per bloccare gli amori al chiar di luna, complice la natura. Andavano bloccati gay, amorucci e natura.

Ora la soluzione: la meno dispendiosa secondo lo stesso sindaco. Il terreno ghiaioso è stato scavato da una ruspa per farne un bell'avvallamento, successivamente transennato da quelle belle fascette di plastica bianche e rosse, che fanno tanto arredo urbano, e da paracarri bianchi e neri. E tanto per essere precisi e inequivocabili, sono stati piazzati cartelloni stradali con tanto di divieto di sosta. Chi si azzarda a sfidare quel divieto, potrebbe rischiare di finire in un bel fossato e addio piaceri della carne.

I sindaci del luogo, rispondono in un coro unanime, che quella è una delle risposte alla richiesta di sicurezza e decoro. Gli ambientalisti non si sa.

“Sì - dice il noto sindaco Missiato - perché non sono un visionario, è la gente che viene in municipio emi ferma per strada a domandarmi di far qualcosa a tutela della sua tranquillità, a fronte di problemi che sono sotto gli occhi di tutti. E io cosa devo rispondere, di no? La mia non è una battaglia contro le persone omosessuali, se serve lo ripeto ancora una volta, bensì contro gli atteggiamenti offensivi di quanti, che siano gay, etero, scambisti o guardoni, utilizzano l’area golenale come se fosse un immondezzaio per i loro comodi”.

E aggiunge:

“Era il modo più rapido e meno costoso per intervenire in questa fase di emergenza - spiega Missiato - a meno che non volessimo alzare una rete di filo spinato”

Sì, certo, signor sindaco, magari a basso voltaggio, come si fa in certe parti toscane per difendersi dai cinghiali.

A dare man forte a Missiato, un altro sindaco di centrodestra, di Santa Lucia.

“Alle famiglie in passeggiata - dice il primo cittadino di Santa Lucia - si presentano scene oltre il limite della decenza e temiamo pure che sul nostro Piave possano annidarsi pure fenomeni di delinquenza, che siamo determinati a stroncare”.

Nuova l'equazione delinquenza e luoghi di incontro notturni. Mi sa che allora tocca infossare tre quarti di territorio italico.