La patacca omofoba. A Viareggio un testimone accusa: "I due gay al bar hanno infangato la reputazione di un carabiniere".


Sì, anche noi dobbiamo fare il "mea culpa" e in futuro pensare che certe cose possono non essere quelle che vengono raccontate. Siamo troppo allenati a santificare l'omosessualità che si corre spesso il pericolo di non accorgersi che esistono anche tra i gay, i cafoni, i maleducati, i razzisti, gli omofobi. E quelli che si divertono a costruire casi di omofobia, probabilmente mai accaduti. Il fatto riguarda i due gay redarguiti in Versilia da un carabiniere perché, secondo la denuncia fatta ad Arcigay dai protagonisti, si abbracciavano "amichevolmente". Il fatto ha scatenato i giornali locali ed è stato denunciato durante la serata finale di Mister Gay in quel di Torre del Lago da Fabio Canino e dalla madrina dell'evento, Paola Perego.

Ora, a quanto denunciato dal Il Nuovo Corriere della Versilia, con una serie di immagini inequivocabili su quanto accaduto, la versione iniziale dei due potrebbe ritenersi falsa. A raccontarlo, Luca Lopez, un ragazzo di 36 anni, presente quella mattina al bar Cusimano. Il giovane, appena saputo di quello che avevano riportato i giornali si è recato nella caserma di Viareggio a rendere spontanea testimonianza sull'accaduto.

Ero appena fuori della porta di ingresso del bar, e stavo fumando una sigaretta – racconta Lopez, secondo quanto riportato dal sito -, e quando i due ragazzi sono arrivati li ho sentiti benissimo dire “Ci sono i carabinieri” – l’Alfa e la Punto di ordinanza erano infatti parcheggiate davanti -, “ora ci divertiamo, li facciamo incazzare”. Si sono seduti a un tavolino, hanno fatto colazione, poi uno dei due si è alzato, è andato a sedersi sulle gambe dell’amico e hanno iniziato a pomiciare, baciandosi sulla bocca appassionatamente. Non è vero che si stavano solo abbracciando innocentemente come possono fare due amici, e un cliente del bar ha chiesto al carabiniere se non fosse il caso di dire loro qualcosa.






Grave, se così stanno le cose, che i due abbiano raccontato una storia, magari soltanto per "divertirsi". Come se Arcigay, noi tutti, necessitiamo di gente che intende divertirsi contro la nostra buonafede. Ma torniamo al racconto-testimonianza di Luca Lopez:

Il carabiniere è stato di una correttezza assoluta. Ma quale omofobia…! Gli ha parlato come un padre, e quando i ragazzi gli hanno chiesto se si sarebbe comportato ugualmente se a baciarsi fossero stati un ragazzo e una ragazza, invece che due gay, lui ha risposto di sì, perché non ci sarebbe stata nessuna differenza, visto che in un luogo pubblico si deve tenere tutti comportamenti consoni al decoro e alla decenza. Secondo me – ha poi concluso il testimone – è stata tutta una montatura, visto che appena fuori del bar uno dei due ha detto all’altro “lo vedi ora che bomba scoppia”.

Pare che ad "assolvere" il militare non sia stato soltanto Luca ma anche altri testimoni. C'è una sequenza fotografica ripresa da telecamere interne del bar in questione che lasciano parecchio amaro in bocca a chi quotidianamente si batte con coerenza e sincerità contro ogni forma di discriminazione e omofobia. Se due gay, non sappiamo per quali ragioni, si divertono a fare di quella sincerità e coerenza, strali di inciviltà e derisione, poco importa che siano gay. Se è quella la verità raccontata da Luca, da altri testimoni, dalle telecamere, i due dovrebbero vergognarsene e subirne le conseguenze. Non si può essere disponibili all'imbecillità mattutina di chiunque.

Facciamola finita di fare sempre le vittime – dice Alessandro Bandoni, consigliere di circoscrizione a Marina di Carrara e abituale frequentatore della Versilia -, cerchiamo di vedere che spesso siamo noi che ce le tiriamo addosso. Io a molti casi di “omofobia” stento a crederci, eppure sono gay quindi “parte in causa” per così dire. Ma com’è che in una città quale Carrara che sicuramente non è gayfriendly come può essere Torre del Lago o Viareggio certi casi non accadono mai? Non è che spesso, li si usa appositamente per “alzare la tensione” e per ogni minima cosa si urla subito all’ omofobia, senza guardare il resto, perché gridando all’omofobo di turno, si cancella tutto quello che c’è dietro? Porgo la mia solidarietà al carabiniere trascinato inutilmente in questa gran cassa mediatica.

Se le cose stanno come raccontate - spetterà alle autorità competenti deciderlo - anche io chiedo scusa al carabiniere, raccontato come omofobo, vittima di due gay che si son presi il gioco di farci arrabbiare per un caso di omofobia mai accaduto. Alle 5 e mezzo di uno stupido mattino.

Foto | GayMagazine