Intervista. Queerblog incontra Alessandro Zan per capire cosa è successo a Padova

La scorsa settimana, come abbiamo già avuto modo di raccontarvi lunedì 9 agosto, attorno a Padova è scoppiato un presunto caso di omofobia. Secondo un giornale locale il Comune avrebbe vietato alle coppie gay di partecipare al bando per l’assegnazione degli alloggi.

Poche ore dopo quanto accaduto il Sindaco ha smentito la notizia. Oggi, attraverso queerblog.it, l’assessore (e omosessuale dichiarato) Alessandro Zan precisa che anche in Italia esistono posti in cui l’orientamento sessuale non sia un fattore discriminante.

È vero che a Padova un bando è stato vietato alle coppie omosessuali?
Questa è una notizia falsa che è stata data da un giornale per cercare uno scoop e purtroppo, senza attenzione, è stata ripresa dai siti online delle testate nazionali.

Un giornalista ha tentato di interpretare in modo molto creativo le dichiarazioni dell’assessore alle politiche abitative Giovanni Battista Di Masi il quale ha esplicitamente detto che il bando per i dieci alloggi pubblici, rispettando i criteri della legge regionale, sarà rivolto a tutte le coppie, anche a quelle di fatto.

Nelle graduatorie tutte le famiglie, sia etero che omosessuali, con figli avranno un punteggio maggiore rispetto alle coppie che per il momento non hanno deciso di allargare la famiglia.

Questo ragionamento, che non fa una piega, è stato trasformato da un quotidiano in qualcosa di totalmente opposto.

Cosa risponde ad un utente di queerblog.it che sul sito ha sostenuto che non è vero che esiste a Padova il registro delle coppie di fatto?
Potremmo anche dire che Napolitano non è il Presidente della Repubblica. Ciascuno può dire quello che vuole però a Padova è stata approvata nel 2006 l’anagrafe delle coppie di fatto.

A tutte le coppie, etero ed omosessuali, conviventi sotto lo stesso tetto e iscritte all’anagrafe delle coppie di fatto viene rilasciato un certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi. Molte delle coppie in possesso di questo documento hanno avuto dei benefici soprattutto nei casi in cui ci sarebbe potuto essere una possibile discriminazione perché non costituivano una famiglia riconosciuta dallo Stato.

Proprio in virtù di un attestato anagrafico di famiglia in base ai vincoli affettivi il Comune di Padova ha consolidato il concetto secondo cui una coppia convivente può essere anche omosessuale.

Alla legge regionale di cui facevo accenno prima possono accedervi sia le coppie sposate che quelle conviventi. Quindi anche quelle gay o lesbiche.

L’unica differenza tra le coppie che decidono di partecipare al bando per l’assegnazione della casa è costituita dalla presenza dei figli. Se hai dei figli, al di là del tuo orientamento sessuale, avrai più punti in graduatoria.

A parità di reddito una coppia eterosessuale senza figli avrà meno possibilità di una coppia omosessuale con figli di avere l’alloggio richiesto.

Sarebbe assurdo che la stessa amministrazione che si è vantata di avere la prima anagrafe in Italia delle coppie di fatto e di avere in giunta un assessore, io, che arriva dal movimento gay discrimini.

Quante coppie gay si sono iscritte all’anagrafe delle coppie di fatto?
Un terzo delle coppie iscritte è omosessuale. Due terzi eterosessuale.