Stati Uniti: Barack Obama censura la protesta gay



A sei mesi di distanza dall’assegnazione del Nobel per la Pace a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, si può affermare senza essere smentiti che il comitato svedese ha fatto il passo più lungo della gamba.

È di questi giorni la notizia riguardante il confronto, poco civile, che sta avvenendo tra la comunità omosessuale statunitense e il proprio primo cittadino. La polizia di Washington ha infatti impedito a giornalisti e fotografi di documentare la protesta organizzata da gay e lesbiche contro Barack Obama.

A nulla è servito il recente provvedimento preso, a seguito del quale in ospedale etero ed omosessuali possono godere dei propri diritti. La comunità GLBTQ statunitense vuole di più. Vuole che l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali non sia monopolio solo di pochissimi stati.

Probabilmente per quanto fatto finora da Barack Obama in altri campi, su tutti quello della sanità pubblica, l’obiettivo non è neanche da considerarsi impossibili. Anzi.

Certo è che tale traguardo non potrà mai essere raggiunto con la censura o attraverso altri strumenti che tutto fanno pensare tranne alla pace.