A Cipro una coppia gay vuole sposarsi e il governo pensa ad una legge

A leggere le notizie che arrivano dall'estero, riguardo alle coppie omosessuali, si prova oramai un senso di imbarazzo e di mestizia. Sembra che l'Italia sia una nazione dove si guarda il mondo dei diritti con una certa allegria per i risultati che gli altri paesi civilizzati raggiungono, per poi finire in un substrato di rabbia e disperazione per le difficoltà che la comunità lgbt affronta quotidianamente senza soluzioni politiche. Scriviamo quasi ogni giorno di coppie di fatto, di desideri di matrimonialità delle coppie di fatto omosessuali, di legislatori che parlano di omosessualità e diritti senza una traduzione che dia legalità a queste coppie. Parliamo e scriviamo su questa questione senza vedere soluzioni adeguate all'orizzonte.

A Cipro, è bastato che una coppia omosessuale facesse richiesta al governo e al Parlamento, per poter vivere matrimonialmente la loro unione, che il Ministro degli Interni si è dichiarato disposto a prendere in seria considerazione quella richiesta e a investire il Parlamento della questione. Così, il mese prossimo, il governo cipriota ha deciso di affrontare l'argomento credendo giusto che due suoi cittadini non si sentano discriminati rispetto alle altre coppie.

Come altri paesi entrati nell'Unione Europea, anche Cipro è riuscita a darsi regole di libertà per tutti i suoi cittadini, omosessuali compresi. Per questo nel 1998, data del suo ingresso nella UE, il governo si è mosso per l’abrogazione del famigerato paragrafo 171 che puniva gli atti sessuali tra omosessuali, anche se ancora molto può e deve essere fatto per raggiungere gli standard degli altri Stati in termini di diritti civili. Da allora, Cipro è entrata nella galassia dei luoghi dove molti omosessuali vanno a trascorrere le loro vacanze, aiutando l'economia di quel paese. Attenzione, ovviamente, alla parte turca dell'isola. Lì tutto è rimasto come era, e l'omosessualità è illegale e malvista.

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