I bambini hanno diritto ad una famiglia. L'importante è che non sia gay


In questi giorni si è tenuto a Roma un incontro del Pontificio Consiglio per la Famiglia sul tema I diritti dell'infanzia. Al termine dell'incontro il cardinal Ennio Antonelli – che è il presidente dell'organismo vaticano – ha presentato alcune annotazioni. E potevano mancare riferimenti all'omosessualità? Certo che no!

Il porporato affronta il discorso alla larga: il bambino ha diritto ad una famiglia che è composta da un padre e una madre – anzi specifica che devono essere di sesso diverso – e in caso di adozione il diritto del bambino è quello di essere adottato da una famiglia composta da un uomo e una donna uniti in matrimonio, perché “altro è essere padre e madre e altro è fare da padre e da madre; altro ancora è svolgere qualche funzione genitoriale”.

Riscaldati quindi i motori, Antonelli snocciola il suo rosario contro gli omosessuali, citandoli direttamente o indirettamente. In tredici punti espone il suo punto di vista, affermando, bontà sua, che, comunque, i gay devono essere rispettati “nella loro dignità e nei diritti umani fondamentali”. Se siete ansiosi di leggere questi punti, li trovate dopo il salto.


Non è accettabile un'educazione dei bambini che miri intenzionalmente a costruire personalità omosessuali o incerte e confuse.

Altro è insegnare il doveroso rispetto verso tutte le persone e altro è proporre ai bambini e agli adolescenti l'omosessualità come un ideale alternativo.

Le persone omosessuali devono essere rispettate nella loro dignità e nei diritti umani fondamentali.

Non ogni desiderio è un diritto.

Non i desideri, ma i beni oggettivi devono essere posti a fondamento della legge.

Solo la coppia uomo-donna, unita in matrimonio e aperta ai figli, è un fatto di interesse e rilevanza pubblica.

Voler istituzionalizzare una forma di affettività, solo perché si tratta di un sentimento, è come voler istituzionalizzare un rapporto tra amici.

Ingiustizia è trattare cose diverse allo stesso modo.

Altro è provvedere a bisogni e diritti individuali e altro è istituire il rapporto tra omosessuali.

È paradossale esaltare il pluralismo e le diversità culturali e nello stesso tempo minimizzare le differenze umane fondamentali, quella dei sessi uomo-donna e quella delle generazioni genitori-figli, in nome dell'uguaglianza e della non discriminazione.

L'amore crea unità nel rispetto dell'alterità, armonizza e valorizza le differenze, a cominciare da quelle dei sessi e delle generazioni.

Destabilizzare il matrimonio e la famiglia è accrescere l'individualismo e la conflittualità, compromette la coesione, lo sviluppo e il futuro della società.

Le ideologie, che approvano relazioni sessuali fuori del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna sono in evidente contrasto con la parola di Dio, oltre che con il vero bene delle persone.

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