Lettera al Parlamento per lo sciopero di Francesco e Manuel. E la Concia insiste per mettere subito in calendario legge sulle unioni civili


La lettera, inviata dalle varie associazioni italiane Lgbt, è indirizzata a tutti i componenti del Parlamento italiano: da Renato Schifani a Gianfranco Fini, da Giulia Bongiorno a Giuseppe Palumbo. Tutti questi onorevoli sono stati contattati affinché possano intervenire in prima persona e decidere di prendere finalmente in considerazione la possibilità di rendere legge i diritti e i doveri delle coppie gay italiane e di riconoscerle ufficialmente.

Ricordando a tutti loro come il Trattato di Lisbona vieti qualsiasi trattamento inferiore o discriminazione verso l'omosessualità, chiedono che si metta la parola fine a questa indifferenza continua avvolge il mondo gay. Le persone lgbti continuano ad essere emarginate a causa del loro orientamento sessuale e sono consegnate ad un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Infine, viene riportato agli occhi di tutti, che dal 4 gennaio due ragazzi hanno persino deciso di digiunare come protesta per questa situazione apparentemente immobile e invisibile a tutti (o quasi) i politici. Il gesto esprime la totale esasperazione del popolo gay, stanco di sentirsi un fantasma da parte dello stato. Per questo, per l'ennesima volta, chiedono a gran voce che venga discussa al più presto una legge in Parlamento. Per uscire, finalmente, da questo buio che avvolge, nascondendoci al mondo. E Paola Concia, inoltre, ribadisce ancora una volta, con fermezza e decisione, il suo impegno:

"Ho scritto oggi ai presidenti dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, per chiedere che sia calendarizzata subito la discussione in Commissione delle proposte di legge sulle unioni civili, per alcune delle quali sono prima firmataria. Questi ragazzi hanno scelto una forma di protesta pacifica ma simbolicamente significativa per richiamare l’attenzione delle istituzioni, della politica e dei media. Ma ad oggi la risposta è stata solo un’assordante silenzio, sia dei mezzi di comunicazione che della politica. Ho voluto formalizzare questa richiesta perché sono fermamente convinta che in un paese civile nessuno deve essere costretto a sacrificare la propria vita per rivendicare un diritto fondamentale. E perché un paese migliore, deve esserlo per tutti, nessuno escluso"

Ecco l'elenco delle associazioni che hanno aderito all'iniziativa: Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Crisalide PanGeneder, Associazione Lista Lesbica italiana, Associazione Trans Genere, Circolo Mario Mieli di Roma, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, Gay Roma.it,I Ken Onlus Napoli, Ireos Onlus Firenze, Liberamente NOI Roma, Mit, Nuova Proposta Roma, Open Mind Catania, Queer. Sel – Sinistra e Libertà Ecologia per la cultura differenze, 3 D – Democratici per pari Diritti e Pari Dignità di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Roma Rainbow Choir, Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli, Arcigay Roma, Alessandra Brussato Mestre-Venezia.

Foto | IlSecoloXIX