Cardinali e vescovi contro i diritti gay, ma sempre senza alcuna argomentazione valida

Si sono moltiplicate in questi giorni le dichiarazioni omofobe di alti prelati: da un lato il cardinale di Santo Domingo ha bollato come “commedie” le nozze gay; dall’altro il vescovo e co-principe di Andorra sostiene che i figli delle coppie gay avranno problemi psicologici per tutta la vita.

Il cardinal Nicolás de Jesús López Rodríguez, arcivescovo della capitale della Repubblica Dominicana, ha sbraitato contro il matrimonio tra le persone dello stesso sesso, affermando che “che tutte queste commedie non portano a nulla ma solo alla degenerazione dell’essere umana”.

Intervistato a margine di un incontro, López Rodríguez ha approfittato per dire la sua contro le nozze gay. Gli argomenti sono sempre i soli. Ha detto il porporato:

Dice la Bibbia “maschio e femmina li creò”. Non c’è da aggiungere altro. Ma il mondo di oggi è un mondo di impostori, comici, ignoranti e perversi che si adoperano solo perché le cose si facciano come a loro piace. Un uomo che vuole vivere con un altro uomo lo faccia liberamente per fatti suoi, ma che uno Stato si abbassi, si ridicolizzi, si perverta definendo matrimonio l’unione tra due uomini o due donne non lo accetterò mai: si tratta di una stupidaggine immensa.

La posizione del coprincipe di Andorra

Per Joan-Enric Vives, vescovo di Urgell e co-principe di Andorra, invece ha sostenuto che i figli delle coppie dello stesso sesso possono avere problemi psichici che dureranno per tutta la loro vita. Secondo il vescovo, infatti:

Un giorno lo Stato proverà disgusto per queste leggi sul matrimonio gay, soprattutto quando i figli delle coppie gay saranno adulti, avranno problemi e denunceranno lo Stato stesso che dovrà fornire loro cure psichiatriche per tutta la durata della loro vita. È un argomento che non è studiato in maniera approfondita e fare prove sulla pelle dei figli non mi sembra giusto.

Monsignor Vives ha rilasciato queste dichiarazioni a una televisione catalana e poi ha detto (si è forse reso conto che l’ha detta grossa?) che bisogna, comunque, sostenere la comunità lgbt:

Quello che dobbiamo fare è che queste persone si sentano valorizzate, stimate, riconosciute. Hanno sofferto molto e devono essere difesi.

Strano modo di intendere la difesa, quello del vescovo.

Le parole di Joan-Enric Vives sono gravi già di per sé, ma lo sono ancora di più se si considera che lui è capo di uno Stato, quello di Andorra. L’altro co-principe di Andorra è il presidente della Francia, quel François Hollande che è difensore a oltranza dei diritti gay.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati