Il Senato francese non ascolterà gli omofobi manifestanti contro le nozze gay

È stata resa nota la risposta che Jean-Pierre Michel, primo vicepresidente della Commissione Legislativa del Senato francese e futuro ponente nella camera alta della legge sul matrimonio ugualitario, ha indirizzato ai quando convocano una manifestazione contro l’uguaglianza dei diritti per le persone lgbt e che avevano chiesto di essere ricevuti in udienza all’inizio dei lavori della commissione il prossimo 4 aprile.

Nella lettera Michel non esita a definirli come la rappresentazione “della peggiore delle omofobie” e li rimprovera del fatto che i soldi spesi per convocare la manifestazione non siano invece stati spese in iniziative di solidarietà. Scrive Michel:

Ho molte riserve in merito al vostro collettivo. Scrivete di “non avere alcun fondo, nessun mezzo di finanziamento. Senza dubbio le manifestazioni si sono tenute, secondo tutti gli osservatori, organizzatori e manifestanti, con dignità e rispetto per tutti, a partire dai gay”. Dal mio punto di vista è chiaro che voi rappresentate la peggiore omofobia, quella che dice: “Non ho nulla contro gli omosessuali, ho un sacco di amici omosessuali, ma mi oppongo all’uguaglianza che meritano”. Questa è la stessa posizione di chi dice: “Io non sono razzista, è il mio vicino a essere nero”. Voi negate la vostra omofobia come altri negano il loro razzismo.

E continua:

Come cattolico, ritengo che la somma di denaro spesa nell’organizzazione delle vostre manifestazioni e i fondi per il mantenimento del vostro collettivo sarebbero potuti essere destinati alle organizzazioni di solidarietà vicine alla chiesa cattolica.

La risposta di Jean-Pierre Michel ha scatenato diverse proteste, come quella della deputata cristiano democratica Christine Boutin, contraria alle nozze gay, che l’ha bollata come un insulto ai francesi, asserendo che lo Stato è diventato totalitario.

Via | Dos Manzanas
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