Palermo, abusi sessuali e maltrattamenti sulla figlia: "Meglio morta che lesbica"

Violentata, picchiata, rinchiusa in casa e costretta a subire ogni sorta di maltrattamenti dai suoi genitori a causa della propria omosessualità. È quanto accaduto ad una ragazza originaria della provincia di Palermo che oggi, a qualche anno dalla fine di quell'incubo durato almeno quattro anni, ha deciso di raccontare la propria storia e denunciare la sua famiglia.

L'incubo per la giovane Francesca, la cui storia è stata raccontata dal quotidiano La Repubblica, era iniziato poco dopo il compimento dei 15 anni. I suoi genitori scoprirono la sua omosessualità leggendo alcuni messaggi sul telefono cellulare della figlia e da quel momento, incapaci di accettare l'orientamento sessuale della giovane, si sono trasformati in aguzzini.

Mi tagliavo i capelli e vestivo maschile. La mia famiglia aveva già capito qualcosa delle mie scelte. Poi, una mattina ho lasciato il cellulare a casa, mia sorella ha letto i messaggi e li ha fatti vedere a mio padre. Quel giorno, sono corsi a scuola a prendermi. Tutti. Mio padre, mia madre, mia sorella e il suo fidanzato. E mentre eravamo in macchina, mi davano botte in testa, nelle gambe, mi davano botte dappertutto.

Francesca era costretta a subire le violenze sessuali da parte di sua padre, che spogliandosi le gridava "Tu queste cose devi guardare, non le donne", a vivere da reclusa in casa e subire le vessazioni dell'intera famiglia, convinta che con la violenza più becera e forti di un'ignoranza senza precedenti sarebbe riuscita a convertirla.

L'incubo si è concluso non appena Francesca ha compiuto 18 anni:

Ho tentato il suicidio tre volte, ma dopo l’ennesimo abuso sessuale sono scappata e li ho denunciati, ero appena diventata maggiorenne.

Ora, a distanza di anni, la 23enne vive in una comunità protetta e ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro i genitori, accusati di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori, preferendo per ovvi motivi non incontrare la sua famiglia in aula.

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