Matteo Renzi sulle Unioni Civili: “La discussione dovrà essere rapida”

Arcigay commenta le parole del Premier Matteo Renzi sui lavori per le Unioni Civili, al via finalmente nel 2016.

Oggi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha preso parte alla consueta conferenza stampa di fine anno e tra i tanti argomenti toccati, anche grazie alle domande dei giornalisti presenti, si è parlato anche delle tanto attese unioni civili, che inizieranno nel mese di gennaio il loro percorso al Senato.

Il Premier ha confermato l’impegno del Governo e, a chi chiedeva se il risultato sarà un compromesso tra le varie parti politiche coinvolte nel processo, Renzi ha assicurato che non si scenderà a patti e che le discussioni dovranno essere rapide:

La stepchild adoption nasce come proposta nella Leopolda del 2012. Su questo e su altro ci sono opinioni diverse. Io non mi tiro indietro rispetto a niente, la discussione dovrà essere rapida.

Su questo punto è intervenuto puntualmente Arcigay, con un lungo commento e qualche precisazione firmata dal segretario nazionale Gabriele Piazzoni:

Abbiamo ascoltato con attenzione gli impegni presi da Matteo Renzi in tema di riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso e apprezziamo la determinazione con cui il premier ha definito il traguardo dell’approvazione della legge sulle unioni civili nei primi mesi dell’anno, oltre allo sblocco della legge contro l’omotransfobia. Tuttavia non possiamo lasciare questo traguardo avvolto nell’indeterminatezza dei tempi e del merito delle questioni, perché da sempre quell’ambiguità è stata la sua peggior nemica. Pochi giorni fa, quando la Grecia ha esteso l’istituto delle unioni civili alle coppie di gay e lesbiche, il primo ministro Alexis Tsipras non ha potuto fare a meno di sottolineare il ritardo con cui giungeva quella riforma, ritardo che ha chiamato “stagione di vergogna” e che ha avuto un contraccolpo concreto nella vita delle persone. Occorre perciò interrompere anche in Italia un’attesa che crea una diseguaglianza reale nella vita di tanti cittadini e cittadine. Dobbiamo fare presto, dice il premier, è un fatto di giustizia, di equità e di dignità. E su questo non possiamo che essere d’accordo.

Ma, prosegue Piazzino, occorre prendere tutto il tempo necessario affinché il risultato sia soddisfacente, e non una legge incompleta frutto di veloci discussioni poco approfondite:

Ma oltre a questo, anzi: proprio per questo, è necessario definire con chiarezza l’obiettivo che si intende centrare: la proposta di legge in discussione al Senato non riesce a puntare all’uguaglianza piena ma all’interno del dibattito parlamentare ha già trovato un equilibrio su alcuni punti di uguaglianza sostanziale, fra cui la stepchild adoption. L’obiettivo è raggiunto in quei punti e nell'equilibrio che tutti assieme rappresentano nel testo di legge, non al di sotto. Il dibattito fa sempre bene, nessuno vuole imbrigliarlo: ma al dibattito bisogna arrivare con le idee chiare e con un meta fissata. Perché come esistono, dentro e fuori dal Partito Democratico, parlamentari che vorrebbero ridimensionare quella legge, esistono anche eletti e elette, oltre a tutto l’associazionismo lgbt compatto e a gran parte del paese, che vorrebbero l’estensione del matrimonio egualitario, che resta un obiettivo ma che soprattutto deve avere un peso e una considerazione nell’attuale dibattito sulle unioni civili. L’auspicio, allora, è che si faccia presto e si faccia bene: quella legge parla di persone che chiedono di essere uguali alle altre, non semplicemente un po’ meno diseguali di prima.

Il 2016 è ormai alle porte e, con l’avvio delle discussioni in Senato alla fine del mese, possiamo finalmente iniziare ad assaporare un cambiamento già entro la prossima primavera.

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