Milano, la Corte d’Appello dispone la trascrizione di una adozione piena da parte della mamma sociale

Se la politica resta a guardare, è la Giustizia italiana a fare passi da gigante per i diritti LGBT. Ecco cosa ha stabilito la Corte d'Appello di Milano.

La politica italiana continua a prendere tempo, relegando le unioni civili e i diritti LGBT a tutt’altro che una priorità, ma per fortuna c’è chi si muove affinché le cose cambino davvero, a partire dai singoli casi. É del 16 ottobre, ma è stata resa nota solo oggi, la sentenza storica della Corte d’Appello di Milano, che ha ordinato la trascrizione dell’adozione di una minore da parte della propria mamma sociale, ex coniuge della madre biologica della piccola.

Nonostante il matrimonio tra le due donne, celebrato in Spagna, sia ormai finito, i giudici hanno deciso di riconoscere alla madre sociale la piena responsabilità genitoriale nei confronti della bambina, oggi 12enne, anche se quell’unione, per ovvi motivi, non è stata riconosciuta in Italia.

La bimba, spiegano i giudici nella sentenza pubblicata oggi da Articolo29, fin dalla nascita “è stata adeguatamente amata, curata, mantenuta, educata ed istruita da entrambe le donne che hanno realizzato l’originario progetto di genitorialità condivisa, nell’ambito di una famiglia fondata sulla comunione materiale e spirituale di due persone di sesso femminile. Proprio per questo si è deciso di accogliere la domanda di trascrizione nei registri dello Stato Civile, ricalcando di fatto quanto già accaduto in Spagna, dove le due donne sono a tutti gli effetti madri della bimba:

la Corte ritiene invece meritevole di accoglimento la domanda di riconoscimento nell’ordinamento giuridico italiano e di conseguente trascrizione nei registri dello Stato Civile, in base al disposto di cui all’art. 28 del predetto DPR, dell’ordinanza del giudice spagnolo che con pronuncia ormai definitiva, resa il 21 maggio 2010, ha dichiarato l’adozione piena della bimba da parte di CC, con effetti legittimanti e che con la medesima ordinanza, corretta con successiva ordinanza in data 1.6.2010, ha attribuito alla minore i cognomi CC SS.

La 12enne, quindi, su ordine dei giudici manterrà anche nel nostro Paese i cognomi delle due madri.

Immediato è stato il commento di Arcigay, che attraverso il segretario nazionale Gabriele Piazzoni, ha prontamente sottolineato la portata storica di questa sentenza:

Finalmente, dopo settimane di spiacevoli polemiche fuoritema, abbiamo l'opportunità di riportare il dibattito nel cuore della questione omogenitorialità e di occuparci, come sottolineano i giudici, dell'interesse superiore dei bambini e delle bambine, quelli che già esistono. Si noti allora che la Corte d'Appello di Milano ha ordinato la trascrizione dell'adozione piena e legittimante per la minore, non una forma di vincolo più debole, come invece accade nel ddl sulle unioni civili in discussione al Senato. In un dibattito a senso unico, che sembra ammettere solo ridimensionamenti all'attuale testo di legge, finalmente intravediamo la possibilità di una spinta verso l'alto. I bambini non si discriminano: riconosciamo legami solidi ad ogni figlio o figlia, anche a quelli con due papà o due mamme. A chi ancora tentenna sull'istituto della stepchild adoption chiediamo di mettersi una mano sulla coscienza e chiedersi piuttosto quanto quella legge sia ancora distante dalla piena uguaglianza e dal diritto superiore dei bambini di vedersi riconosciuti a pieno i propri affetti.

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