Stonewall di Roland Emmerich è da boicottare?

Roland Emmerich ha forse distorto la storia di Stonewall “eliminando” le persone transessuali che furono la vera anima dei moti del 1969?

Non è ancora uscito è già montano le polemiche. Il film Stonewall di Roland Emmerich è stato preso di mira da buona parte del mondo LGBT perché, a giudicare dal trailer, si sarebbe proceduto a una falsificazione storica. Stando a quanto si sa (anche se bisogna ammettere che non c’è una fonte univoca su come sono andate le cose nel 1969) a dare inizio a tutto furono un gruppo di presone transessuali e di colore, mentre il film fa vedere un ragazzo bianco. Nel corso degli anni c’è sempre stata tanta frizione su questo argomento tanto che Sylvia Rae Ravera, colei che avrebbe scagliato il famoso tacco divenuto poi simbolo di tutta la rivolta, ebbe a dire una volta:

La scintilla della rivoluzione l'abbiamo iniziata noi checche, travestiti e puttane. Dove stavate voi, ch'eravate nascosti allora, e venite a raccogliere gli allori adesso, di una rivolta della quale non avete alcun merito?

È stata lanciata anche una petizione online per invitare a boicottare il film. Roland Emmerich, dal canto suo, si giustifica dicendo che la storia da lui raccontata è quella di un ragazzo gay cacciato di casa perché gay e che si imbatte nei moti di Stonewall. Il regista, cioè, pur raccontando di quei celebri moti rivoluzionari, ha voluto porre l’accento sul problema delle persone LGBT cacciate di casa e senza fissa dimora. E in ogni caso commenta:

Quando il film arriverà finalmente nelle sale il pubblico vedrà che onora profondamente gli attivisti che erano lì, inclusi Marsha P. Johnson, Sylvia Rivera e Ray Castro e tutte le persone coraggiose che diedero vita al movimento per i diritti civili che esiste ancora oggi. Siamo tutti uguali nella battaglia per l'accettazione.

Certo, a giudicare dal trailer e dalle foto non si direbbe che sia stata data molta importanza alle persone transessuali, ma non ci resta che aspettare di vedere il film per avere un quadro completo.

Via | Gay.it
Foto | Facebook