Il contestato sciopero della fame di Ivan Scalfarotto per le unioni civili

Ivan Scalfarotto ha iniziato uno sciopero della fame a favore delle unioni civili in Italia, ma c'è chi l'accusa di rimanere comunque al governo con NCD

Ivan Scalfarotto sta facendo lo sciopero della fame per denunciare la situazione di stallo dei diritti civili in Italia. Dice Scalfarotto:

Il fatto è che non ce la facevo più a far finta di niente, ad andare avanti con il mio lavoro come al solito, mediando, giocando di rimessa, con fair play.

E poi punta il dito:

Qua c'è Giovanardi che mena colpi tutti i giorni con la scimitarra, c'è la piazza di San Giovanni che strilla e si mobilita. Ma noi dove siamo? Gli italiani che sono favorevoli a compiere questo passo in avanti sulla strada dell'uguaglianza dei diritti, cosa fanno? Non parlo dei gay, del gay pride. Parlo degli italiani perbene, eterosessuali, del mondo progressista. A nessuno sembra importare questa vergogna che relega l'Italia, nella mappa mondiale dei diritti, insieme ai paesi del patto di Varsavia.

L’idea di Scalfarotto è quella di “aprire un dibattito nel paese che sottragga questo tema all’idea che si tratti della battaglia di una minoranza e lo restituisca alla dignità di una questione nazionale, che investe il modo di essere e la natura stessa della nostra democrazia”.

Chiamato in causa Giovanardi risponde: “Pensavamo di averle viste tutte, ma un autorevole membro del governo Renzi che fa lo sciopero della fame contro il Parlamento supera davvero ogni limite”. Bisogna dire che il gesto di Ivan Scalfarotto ha fatto storcere il naso a molti. Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera, commenta: “Lui governa con Ncd che impedisce le unioni civili. Denunci il ricatto e si dimetta”, e gli fa eco Elvira Savino, deputata di Forza Italia: “La sua azione dimostrativa sarebbe credibile solo se si dimettesse da sottosegretario”. E dal canto suo Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay "Il Cassero" di Bologna, chiosa: “Il ddl Cirinnà non porterà alcun miglioramento tangibile”.