Il prefetto di Reggio Emilia annulla la trascrizione delle nozze gay celebrate all'estero

Commenta Flavio Romani: “Ormai si governa con la prepotenza, vessando cittadine e cittadini, con la consapevolezza di compiere un abuso ma con l'arroganza di chi crede di essere nella posizione di poterlo fare”

Ci risiamo: un prefetto ha annullato le trascrizioni di matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso registrati in comune. Il prefetto è quello di Reggio Emilia che ha fatto annullare le trascrizioni, nonostante una serie di sentenze di tribunali abbiano messo chiaramente in evidenza come questa non sia una competenza dei prefetti, sebbene una circolare di Alfano abbia dato queste indicazioni. Commenta Flavio Romani, presidente di Arcigay:

Nonostante ormai diversi tribunali abbiano stabilito l'illegittimità della circolare del ministro Alfano e nonostante quelle stesse sentenze abbiano messo in chiaro che quell'annullamento non è tra le disponibilità dei prefetti, si è comunque dato seguito al diktat del Viminale, umiliando cittadini e cittadine che già erano dovuti andare all'estero per formalizzare le loro unioni.

Continua poi Romani:

Siamo pervasi da un senso di rabbia e impotenza perché quando nemmeno il ricorso alla Giustizia ristabilisce la differenza tra le procedure legittime e gli abusi, significa che vengono lesi i presupposti stessi della nostra Repubblica. Ormai si governa con la prepotenza, vessando cittadine e cittadini, con la consapevolezza di compiere un abuso ma con l'arroganza di chi crede di essere nella posizione di poterlo fare.

Intanto, il Parlamento non legifera in merito e non solo ripiega su quello che è un contentino (le unioni civili alla tedesca o, come diciamo spesso, le unioni ghetto) ma ci fa capire sempre chiaramente che i problemi importanti sono altri. Sono sempre altri, quando ci sono di mezzo i diritti umani.

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