La prima campagna anti-omofobia delle Isole Mauritius

Per la prima volta è stata lanciata una campagna antiomofobia nelle Isole Mauritius, realtà in cui i gay rischiano ancora il carcere in base a una legge del 1838

Essere gay, lesbiche, bisessuali e transessuali nelle Isole Mauritius può essere un vero e proprio inferno, a dispetto della bellezza del luogo che, spesso, è considerata paradisiaca. Secondo la legge in vigore (l’articolo 250 del Codice Penale del 1838 che riguarda “Sodomia e bestialità”) coloro che commettono il “reato” di sodomia possono essere punite con la reclusione fino a cinque anni di carcere.
Per questo motivo è stata lanciata una campagna contro l’omofobia – la prima delle Isole Mauritius – in cui delle immagini di coppie di uomini e di donne sono accompagnate dalla didascalia (in francese e creolo):

Dal momento che reclamiamo il nostro diritto d’amore, alcuni ci odiano. E voi?

La campagna – promossa dal Collettivo Arc en ciel e finanziata dal Fonds Canadien d’Initiatives Locales – chiama direttamente in ballo chi osserva quelle immagini e pone l’accento sull’annoso problema che affligge la comunità LGBT ai quattro angoli del pianeta: perché l’amore dev’essere punito?

Pauline Verner, del Collettivo Arc en ciel, così spiega la campagna:

Siamo nel 2015 e le persone non sono ancora libere di amarsi, di incontrarsi o di vivere in coppia. La pressione sociale e familiare è ancora molto forte.

Cosa si spera di ottenere con questa campagna? È ancora Pauline Verner a illustrarne il fine:

Speriamo che il governo ci aiuti a eliminare l'articolo 250, ad approvare una legge contro l'omofobia e a realizzare interventi pubblici nelle scuole per parlare di sessualità e della prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale.

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