Syriza vince in Grecia: più speranze per le persone LGBT?

Syriza è il primo partito in Grecia ed è anche quello più gay friendly (anche se Tsipras nei giorni scorsi ha avuto un'uscita poco felice sulle adozioni omoparentali)

Syrizaha vinto le elezioni in Grecia con il 36% dei voti, ottenendo 149 seggi. Le analisi sulla vittoria di Syriza e di Alexis Tsipras andranno avanti per giorni, come anche quelle su cosa significherà tale vittoria per la politica greca e quella dell’Europa tutta. Con tutte le precauzioni del caso – l’agenda economica sarà il punto centrale della politica greca – la vittoria di Syriza può rappresentare anche una speranza per compiere passi avanti in materia di diritti umani delle persone lesbiche, gay, transessuali e bisessuali.

Delle grandi forze politiche greche, Syriza è quella più friendly verso il mondo LGBT. Nel Congresso del 2013 – il primo convocato come partito unitario – la formazione si è impegnata a

combattere la violenza razzista e omofoba e tutte le discriminazioni basate sull’origine razziale o nazionale, sulla religione, sul colore della pelle, sulla disabilità, età, orientamento sessuale o identità di genere

così come anche a promuovere i relativi cambiamenti legislativi, tra cui il diritto di autodeterminazione del genere e il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In tal senso, Syriza ha assunto la linea pro-LGBT di Synaspismós, il più importante dei partiti che formavano la coalizione di partenza.

Un altro mondo, insomma, in confronto al secondo partito di queste elezioni Nea Dimokratia, che si oppone a qualunque riconoscimento di diritti in materiali LGBT (ha promosso, per esempio, una legge di unioni civili solo per le coppie eterosessuali). Il Pa.So.K. (Movimento Socialista Panellenico, di centro-sinistra) in passato si è detto favorevole a legge simili al PaCS francese, che poi, comunque, non è stato in grado di portare avanti quando è stato al governo (mi sembra tanto di leggere in filigrana quello che promettono i nostri governi…). Non parliamo poi di Alba Dorata, partito apertamente omofobo.

Detto questo, il fatto che Syriza abbia ottenuto tali risultati non è certo garanzia che le sue promesse in materia LGBT siano poi realizzate, o per lo meno che lo siano a breve tempo (ricordiamo, in ogni caso, che Tsipras si è mostrato un po' reticente sulla questione delle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso). Non dimentichiamo, infatti, che la Grecia moderna è una società molto omofobica in cui l’influenza della chiesa ortodossa ha il suo peso non indifferente.

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