Queerblog intervista Alessandro Pasini, censurato per la foto di un bacio gay. Esclusivo

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato della censura avvenuta in un istituto a Brescia, dove in un giornale scolastico è stata vietata l'immagine di un bacio gay inserita in un articolo che pubblicizzava anche gli eventi Lgbt per la giornata di San Valentino. Il preside non ha gradito la foto scelta e per protesta la redazione ha mandato la pagine "incriminata" totalmente bianca con l'indirizzo link su cui trovare l'articolo originale oscurato e non autorizzato.

La stampa locale e il web ha riportato la notizia e anche noi abbiamo dato la giusta attenzione alla storia. Così, quale modo migliore per affrontare nuovamente l'argomento se non quello di intervistare il diretto interessato? E così abbiamo fatto, chiedendo ad Alessandro se ere disposto a rilasciarci qualche sua dichiarazione e commentare l'accaduto insieme a noi. Ha gentilmente accettato e ha risposto a tutto quello che gli abbiamo chiesto.

Ciao Alessandro, sei stato al centro di una polemica che ha interessato il web e la carta stampata: ti aspettavi tutto questo clamore?
Sinceramente no, non pensavo che il mio pacato grido di indignazione potesse avere così tanta eco. Ne sono felicemente sorpreso.

Ci racconti la tua versione di cosa è accaduto?
Il mese scorso ho avuto l'occasione di redarre, per il giornalino del mio Istituto, un breve articolo riguardante un paio di iniziative proposte per la festa di San Valentino associazioni attive nel mondo LGBT (in particolare l'iniziativa “Everything is Love” proposta da Coin in collaborazione con Agedo e il video “Ti sposerò” prodotto da Arcigay). Consapevole dell'importanza dei temi trattati, ho deciso di privare il mio articolo di qualsiasi giudizio personale o opinione politica, limitandomi solamente ad una trattazione di carattere informativo. A corredo dell'articolo io e lo studente che ha il ruolo di caporedattore della rivista abbiamo deciso di inserire l'immagine di un bacio, frame dal video di Arcigay. Quando, come da routine, la bozza dell'edizione è stata presentata per l'autorizzazione alla stampa, alla sola vista dell'immagine il Preside ha detto: "No! Questo non si pubblica!". Dopo un breve colloquio, in cui ho anche proposto di cambiare l'immagine correlata, ha detto che avrebbe letto l'articolo e ci avrebbe fatto sapere il giudizio definitivo nei giorni seguenti. La decisione rimanè rimase invariata, pubblicammo per protesta una pagina interamente bianca con il link per la lettura online.

Pensi che si possa parlare di censura?
Si tratta di vera e propria censura! Ho proposto di cambiare la foto e anche, se fosse stato necessario, di modificare leggermente l'articolo, ma non ho ottenuto nulla! Era la tematica il vero problema!

Il preside avrebbe dichiarato di avere le maniche larghe ma che "quel bacio non c'entrava niente". Come commenti questa sua giustificazione?
Mi sembra, come tutte le altre motivazioni fornite dal Preside a me ed ai giornali, un inutile tentativo di arrampicarsi sugli specchi, dove palesemente traspare una verità di fondo colma di bigottismo e, forse, omofobia. Inoltre il tentativo è quello di focalizzare l'attenzione sull'immagine del bacio, quando io ho più volte proposto di cambiare l'immagine "incriminata" a patto che l'articolo venisse pubblicato!

Quando hai capito di essere gay e come hai vissuto la cosa?
Ho avuto piena certezza della mia identità sessuale quando frequentavo le medie, è stato un periodo difficile in cui mi sono sentito "alieno" in un mondo che non mi comprendeva.

Il tuo coming out come è stato? Come lo hai detto ai tuoi e come hanno reagito? Come vivi la tua omosessualità?
Il mio coming out è stato un processo inizialmente difficile, pieno di angoscia, preoccupazioni, quasi snervante, ma che alla fine si è rivelato necessario e liberatorio. I miei genitori sono venuti a saperlo nel periodo della mia prima "relazione seria" e quando è arrivato il momento di dirglielo sapevano già tutto. Hanno reagito benissimo, dicendo una frase che non dimenticherò mai: "l'unica cosa importante è che tu sia felice!". Ora vivo la mia omosessualità in totale serenità, ho la fortuna di avere un meraviglioso gruppo di amici e amiche omosessuali (con cui, tra l'altro, abbiam fatto nascere, esattamente un anno fa, il progetto del gruppo giovani "Una Zebra a pois" di Arcigay Orlando a Brescia) che anche per questa recente vicenda si è dimostrato un solido appoggio dimostrando una solidarietà commuovente.

Si parla spesso di omofobia nel nostro Paese: tu ne sei mai stato vittima in prima persona?
Fortunatamente non sono mai stato vittima di gravi atti di omofobia. Tempo fa, però, un sabato pomeriggio, io e il gruppetto di amici sopra citato, siamo stati vittima di un'aggressione verbale da parte di alcuni ragazzi che poco prima ridacchiavano e ci prendevano in giro perché due di noi, fidanzati, si stavano baciando.

Cosa pensi delle parole del preside che dichiara "Ho epurato quel bacio e tutto il resto per non urtare la sensibilità di nessuno." Nel 2012 siamo ancora qui?
A quanto pare sì! Ciò che mi sconvolge è che non è solo il bacio il problema, è l'intera tematica dell'omosessualità che non vuole essere trattata! Sembra quasi che la volontà sia quella di far cadere il silenzio su questi temi, come se non esistessero!

Com'è il clima nella tua scuola? Ti hanno appoggiato tutti? Qualcuno ti ha criticato? Hai avuto un sostegno inaspettato?

Purtroppo nel mio istituto sono diffusissimi sentimenti di maschilismo e machismo, che creano spesso disagio a studentesse e studenti, disagi spesso percepiti anche da parte del corpo docenti. Inaspettatamente ho ricevuto un sostegno notevole da numerosi studenti, non posso che esserne contento.

Hai parlato di molte mail di supporto e di indignazione per quello che è successo: ci riporti alcune frasi?
Io personalmente ho ricevuto parecchie mail e messaggi di solidarietà, inoltre sono state ricevuto, dalla redazione del giornalino, numerose mail di indignazione. La più significativa di quest'ultime è stata scritta da due studenti che dichiarandosi "veramente indignati" scrivono frasi semplici ma forti:"Nel 2012 fanno ancora scalpore due persone dello stesso sesso che si amano?"[…]"Persone gay, persone etero, siamo comunque TUTTI ESSERI UMANI"[…]"Siamo a conoscenza di come sia la 'filosofia' in questa scuola, ma almeno proviamo a migliorare le cose". Secondo me è importantissimo il fatto che i due ragazzi abbiano concluso la mail con "Preferiamo rimanere anonimi.".

Hai ricevuto anche mail "negative" o di persone che appoggiavano questa decisione di censura?
Personalmente no, so che ci sono stati commenti e opinioni "negative", ci sono stati anche alcuni alunni e docenti che si sono dichiarati d'accordo sul fatto che la foto potesse essere un po' "forte" e forse inopportuna in un contesto scolastico, ma non ho sentito ancora nessuno schierarsi apertamente a favore della censura.

Come hanno vissuto questo clamore i tuoi genitori?
Mi appoggiano e mi sostengono, come tutte le persone che mi vogliono bene.

Hai un messaggio da lanciare finale? Vuoi dire qualcosa ai lettori di Queerblog?
Certamente! Ciò che mi ha insegnato questa vicenda è di non fermarsi davanti a nulla e continuare a lottare per esprimere le proprie idee e per conquistare la propria libertà! E' banale, lo so, ma è giusto ricordare che anche dopo la più bruciante sconfitta, con la propria forza e determinazione, si può raggiungere un traguardo ben più alto di quello immaginato; così la mia voce era stata censurata dal giornalino d'Istituto, ora la sua eco è andata ben oltre ai confini della scuola.>