Gay pestati in discoteca, sospesa la licenza al Just In


Le prime informazioni che abbiamo ricevuto sul pestaggio dei 7 ragazzi gay a Luino erano limitate e ridotte, anche se il fatto era già evidente nella sua gravita. Non si tratta di "semplificazioni dei giornalisti", come dicono gli amici di Arcigay Palermo, che ringrazio per averci inviato in tempi brevissimi questa testimonianza, ma dell'esigenza di diffondere subito le notizie, riservandosi di arricchire e precisare i fatti in un secondo momento.

Domenica era importante dare subito la notizia, adesso invece abbiamo la possibilità di tornarci su e possiamo leggere la testimonianza diretta di Marco Coppola, uno dei ragazzi aggrediti, nonché componente del direttivo di Arcigay nazionale. Intanto, però, vi diciamo che il questore di Varese ha sospeso per 15 giorni la licenza alla discoteca Just In

"Unico dato incontrovertibile - ha spiegato la Questura di Varese - le lesioni riportate da tre dei clienti coinvolti, visitati e medicati in ospedale a Luino con prognosi dai 15 ai 20 giorni".

Nelle parole di Marco leggiamo ancora la tensione e l'angoscia per un'aggressione immotivata e improvvisa, che lascia un fondo di insicurezza anche al di là delle ferite fisiche subite e guaribile in qualche giorno. La paura di essere un bersaglio non per qualcosa che si fa, ma per quello che si è. Contro tutto ciò dobbiamo combattere non solo noi, ma tutte le donne e gli uomini che sono democratici e credono in una società libera, siano di destra o di sinistra, laici o cattolici. Ecco la testimonianza:

[...] con un gruppo di amici etero e gay mi sono recato in questo locale di Luino. Tutto bene fintanto che Daniele e io balliamo abbracciati sul cubo come tantissimi altri eterosessuali. Un buttafuori a quel punto scaraventa giù Daniel e lo prende per il collo urlando finocchi froci andate a prenderlo da un'altra parte, gli amici intervengono, gli altri buttafuori intervengono per aiutare il collega.

Ci portano fuori a scarpate, con pugni e calci e spingendo, insultando anche le ragazze presenti con termini non riportabili. Appena tirato in piedi ho chiamato i Carabinieri 7 volte fin tanto che due volanti si sono presentate e hanno identificato tutti i personaggi in questione.

Il buttafuori omofobo si è presentato come semplice cliente arrabbiato con noi perchè su quel cubo volevamo provarci con la sua fidanzata. Evidente è che quella persona non aveva un contratto regolare e si è inventata una storia mal costruita e decisamente scarsamente credibile.

Dopo di questo ci siamo recati all'ospedale della città dove siamo rimasti per sei ore. Due di noi, i più gravi, in osservazione. I risultati dei referti sono stati il riscontro di varie contusioni, escoriazioni, denti scheggiati, lividi, cefalee. Dai dieci ai 20 giorni di prognosi per tutti.

Non tanto essere stato malmenato, buttato giù dalle scale facendomi picchiare la testa, nemmeno le sberle mi hanno toccato quanto vedere chi ami viola in viso perchè qualcuno sta stringendo per trattenerlo ottenendo un vero e proprio strangolamento. Daniel ha questi segni sul collo, oltre le varie contusioni che mi fanno chiedere in QUALE PAESE DAVVERO VIVIAMO.

Sono sempre stato spavaldo ma ho avuto davvero paura questa volta. Perchè il nostro paese non ha ancora una legge contro l'omofobia? perchè questo governo, seppure con altre priorità, non decreta urgentemente l'estensione della legge MANCINO?

Ovviamente procederemo tutti con le querele di parte. Queste persone devono pagare.

Nell'arco dei miei mandati avevo ricevuto minacce, intimidazioni, offese. Ma nulla è come la violenza immotivata e irrazionale. Sarebbe bastato un attimo e non so dire come sarebbe andata a finire.

Scusate lo sfogo ma sono davvero turbato, Vorrei qui ringraziare il nostro Presidente nazionale (Paolo Patanè, ndr) non solo per essersi subito attivato nella comunicazione, ma per la vicinanza, la sensibilità e l'umanità che lo contraddistinguono.
Grazie ancora a tutte e tutti.
Marco Coppola