Prete allontanato e mandato in Sardegna per aver sostenuto la causa gay criticando la Chiesa?

“Ogni giorno, anche in Europa, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate viene negato il diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione”.

È questo il messaggio, il link condiviso sulla pagina Facebook da don Mario Bonfanti, accompagnato dal commento "Purtroppo questo capita anche in Italia... specie nella chiesa". La Curia di Milano a quanto pare non avrebbe gradito questa sua presa di posizione e ha così deciso di mandare il religioso a Ales-Terralba, trasferendolo da Milano. L'uomo si trovava a Pergo, in Brianza, in base ad un accordo temporale. Scaduto il tempo, è rimasto lì anche nei mesi a seguire senza nessuno spostamento. Fino ad ora. Il vicario, infatti, gli avrebbe scritto:

"Il tempo trascorso dall'ultimo rinnovo e gli atteggiamenti discutibili assunti dal Sacerdote suggeriscono ora l'assunzione di nuovi provvedimenti (...) tenuto conto anche delle sue prese di posizione pubbliche in contrasto con il magistero, mantenute nonostante i fraterni e ripetuti richiami del Vicario episcopale competente"

Dal 1 marzo è stato così "invitato" a tornare in Sardegna. Ma i suoi fedeli non ci stanno: hanno aperto un gruppo su Facebook "Io sto con don Mario" e hanno tappezzato la città di messaggi in difesa e solidarietà del prete. La famiglia del religioso ha appoggiato la causa del loro parente:

"Siamo i familiari di don Mario. Non possiamo tacere davanti a questa ingiustizia subita da nostro figlio. Neanche il peggior criminale viene condannato negandogli il diritto di difendersi e voi uomini di Chiesa dovreste essere ben lungi da questi comportamenti. Avete, invece, tramato alle sue spalle; lo avete trattato come un cane senza rispetto e dignità"

Via | Corriere