La censura di “Un ciclone in convento” per la storia gay? Una scelta editoriale. Parola di Mauro Mazza


Ricordate il post di ieri sull'episodio censurato (bellamente saltato) della decima stagione di Un ciclone in convento? Parlava di una coppia gay che si amava e, alla fine, si sposava. Un caso? Ma anche no. E infatti, mentre il web si è letteralmente incendiato per questa vicenda, Mauro Mazza, il direttore di Rai Uno, ha spiegato (?) la decisione di non mandare in onda la puntata. Nessuna scusa tipo "L'episodio ha preso fuoco da solo ma prometto di mandarlo in onda alle 2 di notte su Rai4" o "Un puro caso, è successo anche con un episodio dei Teletubbies". No, la risposta ha il potere di far girare le balle ancora più a mulinello:

"L’imminente avvio della nuova programmazione della rete ci obbligava a togliere un episodio della serie. La scelta di non trasmettere la puntata in questione è stata una scelta editoriale ponderata proprio per evitare qualsiasi tipo di polemica su un tema di grande attualità che non poteva essere banalizzato."

Analizziamo bene la cosa. Ci obbligava. Chi? Da chi? Da cosa? Una scelta editoriale ben ponderata. Eh, complimenti. Ma soprattutto, il gran finale: "Un tema di grande attualità che non poteva essere banalizzato".

E qui mi incazzo. Perché se fosse stato qualsiasi altra storia banalissima di omicidi, suicidi, o il furto di un ravanello sarebbe stato mandato tranquillamente in onda. Siccome si parla di una coppia gay che si sposa nel convento del telefilm, si apre il caos e la puntata viene censurata. Quali polemiche sarebbero sorte? Una casalinga avrebbe perso i sensi finendo direttamente con la faccia nel frullatore o la testa dentro al forno? Ad un ragazzino in pubertà sarebbero esplosi tutti i brufoli sulla faccia dallo shock? Una signora si sarebbe incatenata con il filo del ferro da stiro davanti a casa sua minacciando i passanti? Quale diavolo di polemica sarebbe mai nata? E' così terribile, almeno, mandare in onda un episodio di un telefilm senza dover obbligatoriamente censurare il tutto?

I colleghi di TvBlog ci segnalano anche che durante la settima stagione sparì una scena con il bacio della poliziotta collega dell’agente Meier con un’altra donna. Pure lì si temevano scene di follia e isteria di massa?

Se ancora non vi siete strappati i capelli davanti ad una risposta così banale (perché questa è banalizzazione, non un telefilm!), il peggio dovete ancora leggerlo. Carlo Giovanardi, ieri, ospite di Radio 24 si è detto d'accordo sulla scelta di non trasmettere la puntata. Un ascoltare che ha chiamato in diretta gli ha, però, fatto notare che ogni domenica viene trasmessa la Messa su Rai Uno. E che, anche in quel caso, uno se la deve sorbire. Risposta di Giovanardi?

"Beh, ma noi siamo un Paese cattolico"

Laico, (*censura*), laico!

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