In libreria: Felicità perduta, una storia d'amore gay

Il romanzo di Anne Percin, vincitore del premio Jean Monnet des Jeunes Européens nel 2010, per la prima volta tradotto in Italia

Si presenta come una casa editrice che pubblica esclusivamente comic strips, guide illustrate e una speciale linea di narrativa, la Hop! sceglie testi che fanno dell'ironia e della capacità di citarsi addosso la loro caratteristica principale. Con il romanzo, Felicità perduta di Anne Percin inaugura la linea Bonheur, che affronta il tema della ricerca della felicità, perseguita “in modi più o meno leciti e variegati”, sorte che il romanzo condivide al momento con Thomas Gunzig, autore di Campionario per una vita migliore. Da menzionare la grafica di copertina, di grande impatto.

Felicità perduta è una ricerca, di uno stato di pace interiore, e, soprattutto, un'intensa e delicata storia d'amore gay. L'autrice, Anne Percin, è nata a Epinal nel 1970. Oggi vive in Borgogna, dividendosi tra insegnamento e scrittura. Ha pubblicato opere per adolescenti e alcuni romanzi. Felicità perduta è la sua prima opera tradotta in Italia. Il romanzo ha ottenuto il premio Jean Monnet des Jeunes Européens nel 2010.

Il romanzo si incentra su Pierre che ha solo 28 anni quando entra in uno stato di crisi, e lui a dircelo, in un costante io narrante che dialoga col lettore, lascia la sua città, il suo lavoro e il suo grande amore, R.

Si rifugia in un paesino della Sarthe, nel nord della Francia. Non riesce più a essere felice con l'uomo che ama, l'uomo che l'ha salvato dall'anoressia, dai suoi continui flirt con idee suicide, e che l'ha amato come nessun altro potrà mai fare, che l'ha reso uomo sulla terra, offrendogli possibilità che non riesce più a cogliere.

Pierre si misura con la natura e con le sue leggi, consumare i frutti dell'orto, imparare a prepararsi da mangiare. Ogni tanto, R. viene a trovarlo. Qualche volta, manca. Nel capitolo Elogio della complessità Pierre ci spiega:

"La società non deve chiedere niente a coloro che non le chiedono niente", diceva giustamente George Sand. Ma, mia povera George, la società pretende nonostante tutto, lo sai. È intrattabile, insaziabile, tirannica. Ciascuno deve fare uno sforzo per essere come tutti gli altri. L’armonia sociale ha questo prezzo. Perché, però, non riesco a prendere la vita per il verso giusto? Come i girasoli, piegare la testa dove c’è il buono, dove fa caldo, sentirla gonfiare, gonfiarsi di semi, brulicare di tanti piccoli me e, con un estremo colpo della nuca, liberare il mio seme, riprodurmi e morire? Perché non lo so fare, eh? Su, su. Niente scuse. È come un bosco in cui ogni albero si sforza di stare dritto. Rivolto al sole, per tutta la sua vita di albero, ogni secondo si tende disperatamente

Da solo, Pierre, immerso nel pieno ritmo della terra, ritroverà se stesso e un modo, nuovo, speranzoso – anche se doloroso -, e più libero, di amare.

La felicità, quando arriva all’improvviso, non bisogna divorarla troppo in fretta, bisogna farne piccole provviste, per i giorni che verranno. Perché arriveranno poi giorni interi, completamente neri.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati