USA: il 2013 anno fondamentale per i diritti gay

Questo è stato " l'anno più gay della storia gay" per gli americani, un articolo che tira le somme su 2013, in ambito di tematiche LGBTI

Secondo le parole di Fred Sainz, vice presidente del gruppo per i diritti degli omosessuali Human Rights Campaign, questo è stato "l'anno più gay della storia gay".

In America, prima delle elezioni dello scorso anno, gay e lesbiche avevano diritto a sposarsi in soli sei stati. Ora, ce l'hanno in 16. Alan Greenblatt, dalle colonne del VPR la radio del Vermont, invita a riflettere su questi numeri nell'articolo "Come il 2013 è stato l'anno più grande nella storia dei diritti gay", tirando le somme di un anno entusiasmante per la comunità LGBTI.

Gli fa eco Eric Marcus, autore di Making Gay History

Abbiamo raggiunto un momento nella storia in cui è molto difficile, se non impossibile, tornare indietro

Centrale l'apporto del presidente Barack Obama, che nel suo discorso di insediamento fa esplicito riferimento ai diritti civili degli omosessuali, nel corso del suo mandato sono raddoppiate di numero, le persone apertamente gay che hanno prestato servizio come giudici federali e ambasciatori.

Se quasi due terzi dei Repubblicani, attraverso i sondaggi, si dichiarano ancora contro il matrimonio gay, comunque, in questa America che sembra ben calata nel contemporaneo, molti di loro hanno giudicato "inevitabile", il riconoscimento giuridico di questo diritto.

I gay, però, non hanno vinto ogni battaglia. Il Senato ha approvato una legge anti - discriminazione noto come ENDA il mese scorso, ma in più di metà degli Stati rimane legale per i datori di lavoro di licenziare persone perché gay o transgender.

All'amministrazione Obama, va in ogni caso il merito di aver concluso la questione del Don't ask, Don't tell, approvata sotto il mandato di Bill Clinton, che impediva ai soldati gay il diritto al coming out.

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