Giudice dell’Ecuador nega a donna transessuale di modificare i propri documenti citando la Bibbia

Singolare decisione di un giudice ecuadoriano in merito alla richiesta di una donna transessuale di cambiare il proprio genere sui documenti.

Un giudice dell’Ecuador ha negato a Diane Rodríguez, attivista transessuale, di vedersi riconosciuta il genere femminile sulla propria carta d’identità, nonostante il cambio di nome fosse già stato autorizzato. Ma se la decisione è ingiusta, lo sono ancora di più le motivazioni addotte dal giudice Ricardo Rivardaneira che ha fatto ricorso alla Bibbia

Diane Rodríguez è un’attivista che si batte per i diritti delle persone transessuali in Ecuador: è presidente dell’associazione Silueta X e nelle scorse elezioni di febbraio è stata candidata al Parlamento del suo paese. Nel 2009 ha ottenuto di poter cambiare legalmente il suo nome da Luis Benedicto a Diane Marie, ma nei documenti continua a risultare di sesso maschile, sebbene la sua identità di genere sia femminile. Situazione che l’attivista ha voluto risolvere presentando richiesta alla giustizia dell’Ecuador. Ora il primo giudice del Tribunale Civile di Guayas, una delle ventiquattro province dell’Ecuador, le ha negato il permesso, facendo ricorso a una citazione biblica:

Al versetto 27 del primo capitolo della Genesi, la Bibbia dice: “E Dio creò l'uomo a sua immagine; / a immagine di Dio lo creò: / maschio e femmina li creò”.

Diane Rodríguez ha annunciato che farà ricorso contro la sentenza. La sua avvocata, Mónica Valarezo, ha commentato:

Il giudice ha citato vari versetti della Bibbia e qualunque avvocato può dimostrare che questo, dal punto di vista legale, è parte della soggettività di ognuno. Credenze, dogmi e simili non entrano nell’ambito legale.

Giovanny Jaramillo, rappresentante del Comitato Ecuadoriano Permanente per i Diritti Umani, ha annunciato che il caso verrà denunciato alla Vicepresidenza della Repubblica, all’Assemblea Nazionale, alla Corte Nazionale di Giustizia e al Consiglio della Magistratura; inoltre verrà presentato dinanzi alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani.

E pensare che Costituzione dell’Ecuador, all’articolo 11, vieta espressamente la discriminazione “per motivi di etnia, luogo di nascita, età sesso, identità di genere, identità culturale, stato civile, lingua, religione, ideologia, credo politico, orientamento sessuale”.

Via | Dos Manzanas

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