Il 15% degli statunitensi ritiene che la bisessualità non sia un vero orientamento sessuale

Uno studio dell’Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA) ha messo in evidenza come il 15% delle persone intervistate sia “totalmente in disaccordo” nel sostenere che la bisessualità sia un orientamento sessuale reale.

La ricerca, presentata durante l’incontro annuale dell’American Public Health Association, mette in luce risultati molto negativi per le persone bisessuali, che devono affrontare una serie di situazioni di rifiuto che possono influire negativamente sulla loro salute, tanto fisica quanto mentale. Mackey Friedman, ricercatore dell’Università di Pittsburgh e direttore del progetto di prevenzione dell’HIV nella stessa università, afferma:

Gli uomini e le donne bisessuali devono affrontare il pregiudizio, lo stigma e la discriminazione sia dalle persone eterosessuali che da quelle omosessuali. Questo può condurre all’isolamento e anche all’emarginazione che, stando a quanto dimostrano i dati, portano con sé l’abuso di sostanze stupefacenti, la depressione e comportamenti sessuali a rischio.

Secondo Friedman, inoltre, tutta questa situazione comporta anche una minore disponibilità a sottoporsi al test dell’HIV e, se necessario, a iniziare il trattamento adeguato.

La ricerca è stata condotta su un campione di millecinquecento persone adulte ed è risultato che la maggior parte di coloro che mostrano un atteggiamento di rifiuto nei confronti della bisessualità sono gli uomini eterosessuali, mentre le donne e quanti si riconoscono come lesbiche, gay, bisessuali o transessuali mostrano meno pregiudizi in questo campo.

Questi i dati per gli Stati Uniti d’America: una simile ricerca qui da noi credo che porterebbe a risultati abbastanza diversi. Si pensi solo a quante persone LGBT considerano i/le bisessuali come uomini e donne che non hanno il coraggio di fare coming out…

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