Corsi ai militari per accettare al meglio soldati gay dopo il coming out

Con la fine del 'Don't Ask Don't Tell', non manca tanto prima che finalmente i soldati gay possano fare liberamente coming out. Un momento storico che deve, però, essere ben condotto. Come potrebbero reagire eventuali commilitoni di fronte all'omosessualità dichiarata di un altro ragazzo? Sembra assurda come domanda, ma a quanto pare non è cosi.

Del resto non sono pochi i casi di discriminazioni ed omofobia all'interno delle caserme: c'è gente che non può nemmeno guardare 'The vampire diares' con il proprio amico, nello stesso letto. Tze. E così, ecco i corsi e gli aggiornamenti:

"Sei obbligato a seguire gli ordini che richiedono interazione con altri che sono gay o lesbiche, sebbene ci sia una reticenza di base, questioni morali o fede religiosa"

Così dicono alcuni documenti già spediti alle basi militari. E fra pochi mesi, quando il Don't Ask Don't Tell sarà ufficialmente storia passata, il futuro dovrà essere in grado di rapportarsi con il presente reale. Senza discriminazioni, senza polemiche e omofobia. Un passaggio importante, verso il quale ci sono aspettative e anche tensione, a tal punto da dover 'educare' soldati al servizio del proprio paese (etero, gay, bisex o trans che sia...).