E il vescovo di Pistoia condanna l'aggressione ai due dirigenti dell'Arcigay. L'unico a farlo.


Anche questa breve dichiarazione diventa notizia in Italia. Nel Paese in cui le aggressioni ai gay devono davvero essere incisive e non trascurabili per essere riportate nei Tg, ecco che trova spazio e suscita quasi clamore, la dichiarazione del vescovo di Pistoia, monsignor Mansueto Bianchi, l'unico esponente religioso ad aver pubblicamente condannato la violenza subita da due dirigenti dell'Arcigay di Napoli:

"Più che le ferite nel corpo, credo abbiano fatto male quelle nell'animo. Ma entrambe le ferite subite da Federico, segretario del Comitato pistoiese Arcigay, obbligano a riflettere e vanno condannate con fermezza. Sono una violazione della dignità umana"

Non importa quindi i loro gusti sessuali. La violenza è violenza. Banale? Niente di eclatante? Scontato? No, dal momento che non ricordo una sola parola spesa, in ambito cattolico, per condannare altri tipi di violenza, dal caso Svastichella ai più recenti casi di omofobia. Nè da parte del Papa nè di altri esponenti religiosi. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, ringrazia il vescovo:

"Queste parole totalmente condivisibili sono un segnale di novità e apertura impensato e sorprendente. Finalmente, e per la prima volta, un esponente della Chiesa cattolica interviene a condanna di un episodio di omofobia e solidarizza con Arcigay. Speriamo che la dichiarazione di Monsignor Bianchi sia il sintomo di una rinnovata attenzione nei confronti dei diritti di gay, lesbiche e trans da parte della Chiesa Cattolica e non rimanga un episodio isolato"