Amministrative 2011: Bologna ha bisogno di un nuovo sindaco per non chiudere il Cassero

In Italia le persone che conoscono il significato della parola democrazia si contano sulle dita di una mano. La politica non offre alternative. È come un dittatore. A destra così come a sinistra si lavora affinché gli omosessuali siano sempre dei cittadini di serie B. I gay, ahimè, si sono abituati a questo pregiudizio. È sufficiente leggere i commenti di questo blog per rendersi conto dei danni provocati da un piccolo gruppo di persone etero ed omosessuali.

Precludere il futuro a moltissime persone è solo uno dei due danni fatti dalla politica. Oggi la politica, convinta della sua arroganza, dagli omosessuali vuole di più. Dopo aver mangiato il loro futuro prova a cannibalizzarli divorando il loro diritto di riunirsi. A Bologna il commissario incaricato dal Governo di amministrare la città dopo le dimissioni di Flavio Delbono (Pd), ex sindaco che aveva agevolato la compagna, ha deciso di chiudere il Cassero, storico locale italiano per gli omosessuali. Il prossimo anno il Cassero compirà 30 anni.

“Capisco - spiegaSergio Del Giudice (ex presidente di Arcigay)- che per gli standard di questo Paese far rientrare questi diritti nella normale amministrazione sarebbe fantascienza, ma con la commissaria è in atto una demolizione: congelato l’ufficio del garante delle persone private della libertà personale, sospesa l’attivazione del registro già deliberato del testamento biologico, smantellato l’ufficio politiche per le differenze con annesso servizio contro le discriminazioni Lgbt. E adesso viene chiuso uno spazio di socialità gestito da collettivi omosessuali”.

Brutta bestia la democrazia. Se fosse un valore forte del nostro un commissario non eletto da cittadini non si permetterebbe di decidere della vita del Cassero.