Da oggi nel New Hampshire sono legali i matrimoni gay e diverse coppie hanno deciso di celebrare le loro nozze allo scoccare della mezzanotte di questo primo gennaio 2010.
Quindici coppie si sono sposate con una cerimonia nel palazzo del Governo di Concord – capitale dello stato –, altre coppie hanno organizzato le nozze privatamente.
Negli USA i matrimoni sono legali in Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont e New Hampshire e nella città di Washington; New York riconosce le nozze celebrate altrove; California, New Jersey, Oregon e Nevada riconoscono altre forme di unioni civili.
Sebbene da poco tempo siano legalizzate, le nozze gay fanno sempre discutere a Washngton, a tal punto, da far nascere una campagna pubblicitaria da parte dei boicottatori e avversi alle unioni tra persone dello stesso sesso.
Iniziano a girare, infatti, per le vie della città, autobus con slogan come “Lasciate che le persone possano votare riguardo al matrimonio gay“. Gli attivisti Lgbt hanno manifestato fortemente contro queste scritte per la città, poiché ledono la dignità delle persone omosessuali e la Costituzione americana.
Ma ovviamente il fronte accusato reclama la libertà d’espressione. Non c’è che dire, appena concessi i diritti e già qualcuno cerca disperatamente di annientarli.
Fonte | Towleroad
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New York non sarà il sesto stato USA dove gay e lesbiche potranno sposarsi. Con 38 voti contrari e 24 favorevoli il Senato dello Stato di New York ha votato contro la legalizzazione delle nozze tra persone dello stesso sesso. Il governatore David A. Paterson aveva fatto sapere che avrebbe firmato la legalizzazione se il testo all’esame dell’Assemblea avesse superato lo scoglio del voto.
Al momento attuale la situazione per il matrimonio tra gay e lesbiche negli USA è la seguente: è legale in Iowa, Connecticut, Massachusetts, New Hampshire e Vermont.
Il consiglio cittadino di Washington ha approvato a larga maggioranza il testo di legge che riconosce le nozze tra omosessuali. Il verdetto finale si avrà tra un paio di settimane quando il consiglio dovrà confermare il voto, a meno che non intervenga in Congresso degli USA.
In tutto il mondo, la strada per conquistare i propri diritti è in salita.
La battaglia per le nozze gay a Washington vede una mossa inaspettata - quanto a mio parere meschina e vergognosa - da parte dell’arcidiocesi della capitale americana: ha infatti minacciato il consiglio comunale che se i matrimoni avranno valore legale, interromperanno i servizi in favore dei bisognosi. Sì, avete letto bene. Innocenti, circa 68mila persone che usufruiscono dei servizi sociali, non verranno più aiutati dalla diocesi di Washington.
Il motivo di tale scelta è dettato dalla costrizione di riconoscere alle coppie gay gli stessi diritti sul luogo di lavoro, anche per chi lavora negli istituti di culto. La dura reazione è solo dovuta al terrore di dover garantire medesimi trattamenti ad eventuali collaboratori nelle Chiese o diocesi. D’altro canto, le autorità non (ripeto, non!) sarebbero affatto costrette a celebrare eventuali unioni tra omosessuali.
Ma il rischio di portare rispetto e diritti a una coppia Lgbt è troppo: così si passa alla “caritatevole” e “compassionevole” quanto “cristiana” minaccia. O ricatto, come preferite.
Foto | VisitingDc