Da oggi nel New Hampshire sono legali i matrimoni gay e diverse coppie hanno deciso di celebrare le loro nozze allo scoccare della mezzanotte di questo primo gennaio 2010.
Quindici coppie si sono sposate con una cerimonia nel palazzo del Governo di Concord – capitale dello stato –, altre coppie hanno organizzato le nozze privatamente.
Negli USA i matrimoni sono legali in Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont e New Hampshire e nella città di Washington; New York riconosce le nozze celebrate altrove; California, New Jersey, Oregon e Nevada riconoscono altre forme di unioni civili.
Si preannuncia lotta per i diritti civili in California: i sostenitori dei matrimoni gay, infatti, hanno appena lanciato una campagna per rovesciare il divieto di nozze tra persone dello stesso stesso. L’idea di Love Honor Cherish – gruppo che lavora per i diritti civili di noi gay – è quella di raccogliere firme per sottoporre revocare il divieto al voto nel novembre 2010. La campagna proseguirà fino ad aprile e l’obiettivo è quello di raccogliere almeno un milione di firme.
Va detto, comunque, che molti californiani sono stanchi di questa lotta per le nozze gay: secondo un sondaggio congiunto del Los Angeles Times e della University of Southern California si è evidenziato che ben il 60% degli interpellati non vuole la revisione del divieto nel 2010, anche se la maggior parte (il 51%) è favorevole al matrimonio gay. Gli organizzatori della raccolta firme confidano nei giovani sotto i trent’anni: il 71% di loro, infatti, è favorevole alla revoca del divieto.
Nei cinque stati in cui i matrimoni gay sono consentiti, Iowa, Connecticut, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, tale diritto è stato raggiunto attraverso azioni legali o legislative.
Il Vermont si è ufficialmente unito agli Stati in cui possono essere celebrati matrimoni gay. Una legge statale, approvata quest’anno ad aprile, permette alle coppie dello stesso sesso di potersi sposare, come già nel Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Maine e Iowa.
La parola sposo e sposa sono stato sostitute, nel certificato di matrimonio, da “richiedente A” e “richiedente B”. Neutro e utilizzabile da chiunque. Già da mezzanotte del 1 settembre, numerose coppie gay si sono unite in matrimonio, attendendo questo momento storico da anni.
E mi sorge una domanda “provocatoria”. Secondo voi, in Italia, fosse possibile dalla prossima settimana potersi sposare, quante richieste di unioni civili ci sarebbero? L’affluenza, in questo tale e quale clima sociale, sarebbe bassissima o volontariamente alta?
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