
Renato Zero è un bravo artista; ha saputo coniugare musica e poesia accompagnando entrambi, nella luce del successo, con un intenso carisma personale, modellato nel tempo a misura dei suoi idolatranti fan. I suoi successi raccontano un mondo onirico, un dolore o una speranza, costruiti con meticolosa puntigliatura per ammaliare il pubblico, farlo proprio sul palcoscenico, identificarlo con l’artista. A me, salvo qualche brano, non è mai piaciuto; gli artisti spesso predicano bene e razzolano male. E Renato mi è parso, sempre più spesso un predicatore che esercita l’arte della musica popolare. Nulla di più! Nulla con l’arte altamente poetica alla De Andrè o Guccini, o persino Antonello Venditti.
Non mi sono mai neppure preoccupato della sua presunta o vera omosessualità, pensando ai tanti ragazzi gay che ogni giorno devono farci i conti con la loro condizione personale e sociale. Non mi piacerebbe neppure che un tipo come Renato Zero si ergesse a icona della nostra comunità, raccontasse il suo amore per i ragazzi, visto come ha trattato finora l’omosessualità. Il cantore dell’amore è lo stesso che cinque anni fa ci paragonò ai bambini down, riuscendo in un sol colpo a offendere categorie “delicate” dall’alto della sua “normalità”; che spiegò come un fervente papalino, che i preservativi erano “maligni”, e persino sull’aborto disse la sua. Contro, ovviamente.
Naturalmente tanta devozione non è mai passata inosservata da parte della chiesa, e così: cantate natalizie in Vaticano e fervide accoglienze. E lui: “Un tempo cantavo per un manipolo di disadattati e parlavo di depressione, disagio, paura di vivere, emarginazione”.
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C’è chi viene definito gay e nega placidamente (leggi: Valerio Scanu) e chi invece si offende e inizia a infastidirsi (leggi: Marco Carta). Ma c’è anche un’altra, rara e quasi sconosciuta, quella di coloro che vengono definiti omosessuali e se ne vantano. E Freddie Ljungberg ne è l’esempio. Stella del calcio svedese e modello per Calvin Klein, è stato spesso al centro di voci sui suoi presunti gusti sessuali. E lui stesso ne ha parlato in prima persona, senza negare il gossip che lo accompagna:
“C’è stato per molto tempo un gossip, dei pettegolezzi sulla mia omosessualità, ma non mi dispiace per nulla. Amo la moda e penso che molti gay abbiano una classe magnifica. Perciò, per me è un complimento. Non capisco perchè alle persone importi così tanto essere a conoscenza che io lo sia o no. Ho fatto una scelta: non ne avrei mai parlato”
Che ne pensate di questa dichiarazione? Un modo impeccabile e dignitoso di affrontare il discorso oppure l’ennesimo inno all’omosessualità però senza esporsi in prima persona?
Foto | Whoateallthepies
Via | Outsports
Continua a leggere: Freddie Ljungberg è fiero che la gente pensi sia gay
Valerio Scanu, insieme a Marco Carta sono nel mirino di coloro che insistono e attendono un coming out dei due cantanti. Ma loro, niente, irremovibili. Anzi, al secondo iniziano pure a girare ad elica per questa storia, ribadendo delusione e rabbia per le sue foto online spuntate su siti gay (quella con la piastra per i capelli, avete presente?). Valerio Scanu, invece, è colui che passa la sera prima di Sanremo a fare la tinta dei capelli a Noemi e vive in casa con il grande e unico amore: il suo cane. Ulisse? Maciste? Hulk? No, Miranda.
Ma in una delle sue ultime interviste, punzecchiato dal giornalista, anche Scanu ha voluto ribadire la sua ferma e decisa eterosessualità, negando la voce:
“Lo si dice per quasi tutte le persone del mondo dello spettacolo. Se lo fossi, non avrei problemi a fare outing. Ho un mucchio di amici gay che parlano tranquillamente della loro sessualità”
Valerio… Coming out, non outing…
Via | Voce
Foto | ValerioScanu, fansclub
Continua a leggere: Valerio Scanu non è gay (e non conosce il significato del termine "outing")

Sanremo 2010 ha visto l’apoteosi del camp, dell’ambiguità sessuale o comunque delle chiacchiere da cortile su chi era gay, chi bisex, chi non ha ancora deciso. Abbiamo già parlato di Marco Mengoni, che ha ribadito di non aver mai detto che è bisex; non parliamo poi di Valerio Scanu, che è casto e bello, ma non è gay.
Aggiungiamo che hanno fatto una splendida figura le Sorelle Marinetti, coriste di Arisa, e che nell’ultima serata Antonella Clerici si è lanciata in un coretto sulle “Tagliatelle di nonna Pina“, un must del Borgo, la serata gay più camp di Milano.
Ieri sera, però, quando è stata annunciata la terna dei finalisti, è stato chiarissimo che l’edizione 2010 è stata una delle più gay della storia del Festival. I finalisti erano solo uomini e almeno uno di loro, infatti, è sicuramente gay! Nel sondaggio che segue potete esprimere chi è, secondo voi, questo cantante gay misterioso: vediamo nei sondaggi chi indovina.
Continua a leggere: Sanremo 2010: chi dei tre finalisti è gay?
Nel saperlo, stiamo tutti meglio: da quando è uscito da Amici Valerio Scanu non ha fatto più sesso e si mantiene puro e casto.
Ci tiene a sottolineare, poi, che non solo non ha mai provato a fare sesso con un uomo, ma nemmeno ha mai pensato di farlo con una persona del suo stesso sesso. Tempo fa aveva detto che lui è solo bello, ma non gay.
Certamente non tutti sono gay, certamente a volte alcuni giornalisti ripetono sempre lo stesso ritornello con le stesse domande e uno si può anche spazientire, ma credo che ci siano mille modi per affermare (o negare) una cosa. Assumere posizioni categoriche e ultra-fiscali non fa altro che generare altre illazioni. Meglio un po’ di sana ironia, come insegna George Clooney. È scusato, visto che ha solo vent’anni…
Foto | TvBlog
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Valerio Scanu, secondo classificato di Amici 8, ha detto senza mezzi termini di non essere gay, anche se bello: “Dicono che io sia gay. Sono solo bello. Che male c’è?”.
La sua reazione mi ha fatto tornare in mente una domanda che ho trovato qualche tempo fa su Yahoo! Answers:
Perché nell’immaginario collettivo i gay sono visti come bei ragazzi? È ovvio che è un’assurda generalizzazione. L’orientamento sessuale non è un parametro estetico ma molto frequentemente vi sono commenti, specialmente da parte delle ragazze eterosessuali sulla bellezza estetica degli uomini riferita all’orientamento sessuale. Paradossalmente le ragazze omosessuali vengono viste al contrario poco attraenti. Secondo voi quali sono le ragioni di queste generalizzazioni? Seppure “positivi” sono comunque degli stereotipi!
Nel corso dell’estate avevamo notato che un’altra persona si era posta una questione simile: i belli sono gay? Evidentemente il problema (i belli sono gay o i gay sono belli?) dev’essere molto sentito da alcune persone…
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