
Il sito di informazione omosessuale gay.it, nelle scorse ore, ha ripreso una notizia pubblicata su un magazine statunitense secondo la coppia Jolie-Pitt avrebbe deciso di assecondare la natura potenzialmente transgender di uno dei sei figli: Shilohn.
La quartogenita della famiglia Jolie-Pitt in queste settimane avrebbe destato l’attenzione della stampa statunitense per via dell’abbigliamento, maschile, che i genitori le avrebbero permesso di indossare. Della concessione fatta alla figlia ha dovuto parlarne la madre per smorzare l’attenzione che i mass media hanno sulla bambina di soli 4 anni.
“Non forzerò mai nessuno dei miei figli ad essere ciò che non sono. Shiloh - ha dichiarato Angelina Jolie - ha uno stile da uomo, ama la tuta da ginnastica, le piacciono i vestiti. Le piace vestirsi come un ragazzo. Le abbiamo dovuto tagliare i capelli. Le piace essere uomo in tutto. Pensa di essere il fratello dei suoi fratelli, non la sorella.
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Peggio dei luoghi comuni sui gay ci sono solo quelli riguardanti le lesbiche. Per molti maschi eterosessuali le donne omosessuali sono ancora, e soltanto, delle persone piuttosto esibizioniste (ogni riferimento a Sarah Nile e Veronica Ciardi non è casuale) che passano il loro tempo a strusciarsi contro per soddisfare le fantasie dei mariti frustrati.
La realtà, come accade molto spesso, non coincide con l’immaginario dopato di alcuni. Mentre alcuni si domandano su quanto possano essere lesbiche da uno a dieci una coniglietta di Playboy e l’amichetta altri decidono di andare avanti.
Gabriele Dario Belli, concorrente transessuale (FtoM) del Grande Fratello, è diventato a tutti gli effetti un uomo. In estate oltre a prepararsi per il matrimonio con la compagna storica inizierà le pratiche per adottare un bambino.
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Anche quest’ anno, Carlo Cremona e Marco Taglialatela hanno organizzato la seconda edizione del Festival di Cinema Omosessuale e Questioning, a Napoli. In programma dal 29 ottobre al 1 novembre, Omovies è già stato definito ‘L’evento gay dell’anno”, proprio per l’importanza e per l’eco a livello nazionale che questo festaval gayfriendly riesce a garantire. Lo stesso Cremona ne parla così:
“Quest’anno il Festival capita in un momento difficile per la Campania e per tutto il paese, a causa delle sempre più frequenti aggressioni a danno di gay, lesbiche e transgender. Noi siamo convinti che l’omofobia si combatte con leggi ad hoc ma anche con la cultura. Omovies è uno dei pochi prodotti culturali del suo genere al Sud, e vuole essere un’attrazione per tutti quelli che hanno voglia di vedere un cinema differente, stando insieme e confrontandosi in modo sereno e libero da pregiudizi”
Testimonials della rassegna Vladimir Luxuria e il regista partenopeo Pappi Corsicato; la prima sarà presidente di giuria per il concorso di cortometraggi indetto dal Festival mentre Corsicato sarà protagonista della prima retrospettiva dedicata al famoso regista. Questi due appuntamento speciali, completeranno il programma, che, come nell’edizione precedente, assicura una programmazione dedicata al cinema italiano con titoli come “Una giornata particolare” fino al recentissimo e discusso “Il compleanno” di Marco Filiberti.
Un’occasione, per chi è a Napoli o interessato all’iniziativa, per 3 giorni di cultura ed arte, con toni gayfriendly e anteprime assolute, presso il cinema Academy Astra, ad ingresso libero.

Tutto è nato da un trans svedese che ha deciso di usare un secondo nome (femminile). Il fisco però non ha gradito e ha continuato a lamentarsi della cosa, non accettando che qualcuno, maschio all’anagrafe, potesse avese un nome di donna. Jan/Madelaine, la diretta interessata, si è rivolta al tribunale che ha stabilito una sentenza storica: gli uomini possono usare nomi da donna e viceversa.
E ciò non è solo valido in questo caso bensì per tutti quanti, con la possibilità di scegliere quale nome (se femminile o maschile) uno si vuole scegliere ” a patto che non provochi disgusto a malessere”. Soddisfazione totale, ovviamente, da parte di Jan/Madelaine che ha vinto sotto ogni punto di vista. Perciò se domani un George qualsiasi volesse, potrebbe cambiare il proprio nome… per esempio in Cameron: diventando come in foto, Cameron Clooney! E voi amici/che vi cambiereste il nome? Perchè io sto pensando a come mi starebbe quello di Brenda… o Gabrielle… Voi?
Grazie al nostro Robo per la foto!
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Michelle Kosilek, precedentemente conosciuta come Robert, sta scontando una condanna a vita per aver ucciso, nel 1990, sua moglie Cheryl e per l’ennesima volta la sua richiesta di una terapia di depilazione è stata negata dal giudice. L’uomo, Mark Wolfe, ha commentato che non aver accolto la preghiera del prigioniero trans non causerà “un serio danno”.
Ma l’avvocato di Michelle sostiene che si tratti di una seria richiesta medica per il suo trattamento di elettrolisi, ciclo che può essere alterato solamente dopo la settima seduta. Kosilek inoltre è sospettato di aver già tentato il suicidio due volte. Il giudice Wolfe ha comunque aggiunto di poter anche rivedere la disposizione.
Michelle sta anche attendendo di sapere se lo stato del Massachussets pagherà le operazioni per la sua riassegnazione sessuale, richiesta già rifiutata sia nel 2002 che nel 2005.
Foto | UsaToday
Festeggiano gli attivisti transgender degli Stati Uniti: Dwight DeLee, 20 anni, arrestato per aver ucciso lo scorso Novembre Lateisha Green all’uscita di una festa, è stato condannato a scontare dai 10 ai 25 anni di carcere. Il clamore è dovuto al fatto che DeLee è solo la seconda persona negli USA, dopo un unico recentissimo precedente dello scorso aprile, a cui è stata imputata l’aggravante di “crimini d’odio” per l’assassionio di una persona transgender.
Lateisha, al momento del suo assassinio, si trovava in macchina con il fratello quando DeLee le è piombato addosso sparandole con la sua calibro 22.
Lo stato di New York, dove si è svolto l’episodio, come più della metà degli stati USA prevede la protezione delle potenziali vittime di crimini d’odio includendo fra di esse quelle potenzialmente prese di mira per il proprio orientamento sessuale ma non per l’identità di genere riconosciuta solo in 11 stati. L’originaria legge sui crimini d’odio, datata 1968 dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr. , prevdeva che le categorie a rischio fossero i discriminati in base alla razza, il colore della pelle, la religione e la nazionalità. Per inserire in gran parte degli stati, ma non ancora nella legge federale, come movente l’orientamento sessuale si è dovuto aspettare il 1998 con il celebre e tragico assassinio di Matthew Shepard che scosse gli animi degli americani.
Giovedì il Senato ha però discusso l’estensione della protezione federale prevista per le potenziali vittime dei “crimini d’odio” anche alle persone esposte ed attacate per questioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e disabilità. Queto significa che, se la proposta di legge terminerà positivamente il suo iter di approvazione, la protezione delle persone omo e transessuali esposte ai crimini d’odio non riguarderà più i singoli stati ma sarà regolata dall’estensione della legge federale approvata in prima istanza nel 1968. Un gran bello scarto con il nostro paese dove abbiamo dovuto sentire di Senatori che chiedono al Signore che non vengano inserite norme antiomofobia nel pacchetto sicurezza, vi pare?
Foto | Apbailey
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In questi giorni lo stiamo ripetendo spesso: quest’anno sono 40 anni dalla rivolta di Stonewall, che ha dato vita al movimento glbt mondiale. Allo Stonewall Inn, locale gay di New York, il 28 giugno 1969 i gay e le trans, stanchi delle aggressioni squadriste della polizia, quel giorno decisero di dire basta. Lo fecero prendendo coraggio sulla scia di un gesto, quello di Sylvia Rivera, transessuale, che scagliò contro gli aggressori una bottiglia (ma la leggenda narra anche di una scarpa col tacco, che a noi piace immaginare fucsia glitterata). Dopo quel momento niente è stato più come prima e la comunità glbt si è unita dando vita alla giornata dell’orgoglio omosessuale, il gay pride attraverso il quale avrebbero rivendicato negli anni i propri diritti (in alcuni paesi raggiunti in altri meno).
A questo importantissimo anniversario si aggiunge quello del trentennale della fondazione del Movimento d’Identità Transessuale in Italia, una delle più importanti associazioni di transessuali nel nostro paese, se non la più importante e senza dubbio la più attiva storicamente. Filo conduttore fra le due celebrazioni, l’universo trans, l’anima più controversa del movimento glbt. Molti gay infatti discriminano le trans ritenendo che la loro immagine eccessiva e trasgressiva getti un’ombra e screditi tutto il resto del movimento. Forse però non tutti sanno e riconoscono invece il valore storico di questa parte del nostro movimento, e ricordandovi come ha avuto inizio la giornata dell’orgoglio gay ci auguriamo di averlo sottolineato.
Il mondo trans a mio avviso è la parte più intima, più discriminata, più dolorosa ma allo stesso più gioiosa, ironica e gaya del nostro universo rainbow. E ritengo un dovere non solo essere uniti ma non discriminarci tra noi. Tutto questo mi è venuto in mente mentre leggevo della notizia della II edizione del Festival internazionale di cinema trans Divergenti, che inaugura dal 14 al 17 maggio a Bologna. L’unico, e sottolineo l’unico, festival cinematografico in Italia, e tra i pochi in tutto il mondo, dedicato al tema del transessualismo e transgenderismo, organizzato appunto dal Movimento d’Identità Transessuale.
Il 10 Marzo Ebru Soykan, attivista transgender turca, è stata usccisa ad Istambul.
Soykan, accoltellata alla schiena e poi sgozzata nella propria casa a soli 28 anni, che aveva lavorato con l’associazione Lambda Istambul, è la seconda vittima transessuale della stessa associazione nell’ultimo anno. La storia riporta inoltre un orrenda aggravante: pare che la Soykan avesse chiesto protezione alla polizia turca denunciando un uomo che l’aveva già picchiata minacciata di morte. I poliziotti avevano così arrestato l’uomo, che ora è in carcere sospettato dell’assassinio, rilasciandolo però solo due ore dopo.
Inutile dire che, dopo la denuncia dell’associazione per i diritti umani Human Rights Watch, quest’ennesima morte che poteva essere ampiamente evitata sta suscitando forti polemiche verso le autorità turche, accusate di non fare abbastanza per difendere chi è vittima di abusi, minacce e violenze a causa di orientamento sessuale o a questioni riguardanti l’identità di genere. Proprio Lambda Istambul aveva inoltre denunciato solo nel 2007 ben 146 casi di violenza nei confronti di transgender, alcuni di qauali hanno come protagonisti proprio agenti di polizia.
Insomma: l’ennesimo macigno per quella Turchia che da anni si impegna ad oltrepassare la porta dell’Unione Europea ma che suscita ancora parecchi dubbi in diversi campi e, non per ultimo, in quello riguardante i diritti umani.
Alessandro Gilioli è un giornalista de L’Espresso. Nel suo blog – Piovono rane – ha un post dal titolo Quell’eterno adolescente di Benedetto, in cui, in maniera ironica, analizza le recenti affermazioni di Benedetto XVI su gender e sul sesso. Di seguito il post di Gilioli, che magari riuscirà a farci sorridere (dicendo quello che molti di noi pensano).
“A 14 anni, in pieno subbuglio ormonale e ancora drammaticamente vergine, ho passato il mio primo Capodanno con gli amici - quasi tutti maschietti nelle mie condizioni - e abbiamo parlato ininterrottamente di sesso, dalle sei di sera fino all’alba. Poi la sorella grande di un mio compagno di classe ci ha guardati con infinita commiserazione rivelandoci una verità alla quale non avevamo fatto caso: ‘Certo, ragazzi, che meno se ne fa e più se ne parla, eh?’.
Il silenzio imbarazzato con cui fu accolto lo statement della signorina è più o meno quello che meriterebbe quel simpatico signore che abita in piazza San Pietro e che non lascia passare giorno senza parlare di sesso. Tu gli dici: Santità, ci sono due miliardi di persone che campano con due dollari al giorno e quello risponde che i froci non vanno bene. Poi gli parli delle guerre in giro per il mondo e lui dice che i transgender non gli piacciono. Poi scoppia la recessione globale e lui lì a proibire i preservativi. Gli chiedi della globalizzazione e lui capisce fornicazione.
Continua a leggere: Gay, gender e sesso in Benedetto XVI (secondo il giornalista Alessandro Gilioli)
La Luxuria nazionale ha vinto. E Liberazione, dopo le dichiarazione impegnate e diffidenti dell’inizio, ieri apriva in prima pagina con la vittoria all’Isola dei famosi e tutta la portata simbolica che questa ha per l’opinione pubblica del nostro paese. Perché chi ha criticato amaramente la scelta dell’onorevole signora ha osservato superficialmente il fenomeno.
Succede però che proprio da quella sinistra dura e pura, riconoscibile nelle persone di Paolo Ferrero, segretario del Prc, arriva la proposta. Ha offerto all’ex parlamentare transgender la candidatura per le europee: «Spetta a lei decidere». L’invito, peraltro già chiarito in trasmissione ad un sedicente acutissimo ma purtroppo sempre fuoriluogo Luca Giurato, è stato subito declinato: «Grazie a Ferrero, ma lo avevo già detto dopo la sconfitta elettorale, il parlamento europeo non è nei miei programmi per l’immediato futuro », ha detto Vladimir, «scriverò da maggio un libro di favole transgender per bambini e mi dedicherò al teatro».