
Oggi niente nudi… siamo gay! Battuta a parte, la Queerfoto senza parole di oggi è di Matthew Bomer, che anche vestito è interessantissimo. Per dirla alla Totò: “Non guardarmi così, spogliatoio!”.
Che voto date a questa Queerfoto senza parole?
Foto | guycandi
Continua a leggere: Matthew Bomer affascinante e stuzzicante
Tim Pawlenty, repubblicano, Governatore del Minnesota, ha vietato una legge che permetteva al partner che rimane in vita di una coppia dello stesso sesso di poter organizzare i funerali del proprio partner. Secondo Pawlenty si tratta di una legge “non necessaria” dal momento che già esiste la possibilità di redigere un “testamento” (in Minnesota le coppie di fatto – sia gay che etero – possono iscriversi in un registro che concede diritti molto limitati; il disegno di legge sul matrimonio gay riposa beato in Senato). Ovviamente il Governatore non perde l’occasione per sottolineare che, per lui, il matrimonio è solo quello eterosessuale:
“Il matrimonio – quello fra un uomo e una donna – deve rimanere ad un livello più alto […] Mi oppongo a considerare le coppie di fatto come equivalenti ad una coppia sposata”.
Secondo i difensori della legge, scopo della norma era proprio quello di eliminare la discriminazione nei confronti delle coppie regolarmente sposate, nelle quali il coniuge che resta in vita può prendere tutte le decisioni necessarie sugli adempimenti funerari senza che ci sia di mezzo un testamento.
Esiste una versione inglese della poesia ‘A livella di Totò da mandare al Governatore? Dinanzi alla morte, forse, si potrebbe aver un po’ di rispetto dell’amore che soffre, invece di pensare a beghe politiche.
Compie 70 anni, il 25 marzo, la Tigre, Anna Maria Mazzini, per tutti un nome breve e intenso: Mina! Con lei sono nate e cresciute generazioni di guerre e di pace, di contestazioni e di serenità. Lei, ha accompagnato l’Italia dal bianco e nero della televisione, al colore, alle nuove tecnologie e, dopo stagioni passate nel suo dorato ritiro elvetico, sceglie il più popolare tra le nuove tecnologie per farsi rivedere dal suo pubblico: il web. Accade nel 2001. La voce è sempre quella che conosciamo; la stessa che potrebbe superare ogni nota e pentagramma nella sua estensione vocale. Brava, bravissima Mina, più di tutte, e lei se ne bea con un brano che sembra un’autocelebrazione facendo sentire davvero quanto è brava. Settantanni in sua compagnia nel mondo e, dal 1958, grazie ad una sfida tra amici, sale sul palco della Bussola di Marina di Pietrasanta in Versilia e da lì parte una carriera strepitosa, scintillante. Ecco come lei stessa si ricorda:
…una lungagnona col vestito da cocktail sottratto di nascosto alla madre, saliva sul palco traballante di una balera lombarda. Si ricorda che l’abito era blu e bianco. Lucido. Si ricorda che dopo aver cantato la prima canzone, il titolo? no, è troppo, si arrabbiò, perché la gente applaudiva. “Io canto per me. Cosa c’entrano loro?”. Non aveva le idee chiare. O forse era troppo lucida. Si ricorda che alla fine di quella primissima esperienza scappò via perché i genitori non sapevano…non volevano. A diciott’anni era d’obbligo ubbidire. Ma non l’aveva fatto. E doveva correre subito a rimettere l’abito a posto il più in fretta possibile. Si ricorda che poco dopo, dietro le sue insistenze, il padre aveva convinto la madre: “Tanto, cosa vuoi, durerà qualche settimana questa follia. Lasciamola fare”. La lungagnona invece è ancora qui.
È la Tigre (coniato per lei da Natalia Aspesi, ndr) a ricordare sulla Stampa nel 2008. Oggi, Mina rappresenta una certa nostalgia di una indimenticabile televisione firmata da Falqui e altri; il sabato sera, con altri mostri come Walter Chari, Paolo Panelli, Corrado, Raffaella Carrà, Alberto Lupo. Spettacoli impensabili oggi, con deliziosi balletti, ospiti come Totò, Mastroianni, Gaber, Alda Merini. Gli anni Rai di Studio Uno, Canzonissima, Milleluci, Teatro 10. Altro che reality, quei sabato diventavano un miracolo con lei a repertoriare le più belle canzoni italiane e straniere, a duettare con altri, a fare una padrona di casa che entrava con stile nelle case degli italiani.

Il 15 febbraio 1898 nasceva a Napoli il grande Totò, principe della risata.
Il suo nome completo di titoli nobiliari è Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e d’Epiro, conte e duca di Drivasto e di Durazzo.
Nel corso della sua poliedrica attività di attore (son ben 97 i film che lo hanno visto protagonista) ebbe modo di interpretare diversi personaggi che bene o male possono avere a che fare con il mondo gay e/o del travestitismo. Di seguito un elenco cronologico di tali personaggi in base ai film, mentre qui se ne può trovare una breve analisi.