
La prima gravidanza di Thomas Beatie, la donna diventata uomo, aveva sconvolto il mondo intero. Poi, poco tempo dopo la nascita, vi fu la notizia del secondo figlio in arrivo. E adesso? Ora, la notizia che in autunno, Thomas partorità per la terza volta.
Ma lo scandalo iniziale ora sta diventando sempre più legato al comportamento della coppia che, anche in questo caso, sembra già essersi concordata per esclusive con varie riviste e giornali. Hanno infatti già deciso di dare le fotografie della gestazione (e della nascita) a Splash News, un’agenzia fotografica, intenta poi a piazzare le foto nei vari giornali (attraverso una generosa offerta).
Per cui, in molti si chiedono, quanto, ormai, sia desiderio di creare una famiglia numerosa oppure il senso degli affari, del business, dietro a questa storia.
Foto | FisherWy
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Una coppia transgender ha rivelato di essere in attesa del loro primo bambino entro un mese. Scott Moore - il secondo uomo incinto rivelatosi pubblicamente - sta per dare alla luce un maschietto a febbraio, con, al suo fianco, il marito Thomas. La coppia era formata originariamente da due donne ma sono entrambe ricorse alla chirurgia estetica per modificare il proprio sesso.
Scott, 3o anni, che è legalmente sposato con Thomas poiché ha ancora il certificato di nascita da donna, ha ammesso di essere ansioso di dare alla luce la sua creatura. Lo chiameranno Miles:
“Siamo consci che alcune persone ci criticheranno ma siamo entrambi colmi di felicità e non ci vergogniamo affatto”
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Abbiamo parlato spesso di Thomas Beatie, il primo uomo incinto, che recentemente ha dato alla luce il secondogenito Austin Alexander. Intervistato da Gente, Beatie parla del parto e della sua famiglia:
“Il parto è stato più veloce di quello di Susan [la primogenita]. Nancy [la moglie, ndr] allatta il bambino e io mi occupo di Susan. Ora siamo la famiglia perfetta”.
La famiglia perfetta – sia essa tradizionale che no – è quella dove ci si ama, checché alcuni vogliano dire. E certamente Thomas, Nancy, Susan Juliette e Austin Alexander sono una bella famiglia e a loro va tutto il nostro affetto.
Via | APCom
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Fiocco azzurro per Thomas Beatie e sua moglie Nancy: è nato il secondo figlio, con parto naturale. Così l’uomo incinto è per la seconda volta madre.
Come ben ricorderete, Thomas è nato donna e ha tutto il cammino per diventare quello che è veramente: un uomo. Dal momento che Nancy, sua moglie, non poteva avere figli, lui aveva provato a rimanere incinto e aveva dato alla luce Susan Juliette. Nel dare la notizia della prima gravidanza di Thomas, Queerblog scrisse:
Certe situazioni di vita sono così complesse che se non vengono viste in un’ottica più generale risulterebbero incomprensibili. Anzi, risultano incomprensibili ai più. Credo anche a parte del mondo omosessuale […] Il concetto di genere, di maternità anche, non trova facile collocazione nelle menti strutturate di chi vede la famiglia e la sessualità in un modo solo. Se invece si riesce ad andare oltre tutto questo, si trova il grande desiderio di portare alla luce una nuova vita.
Anche in Spagna, Ruben Noe Coronado è incinto di due gemelli.
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Dopo Thomas Beatie abbiamo un altro uomo in dolce attesa: si chiama Ruben Noe Coronado, all’anagrafe Stefania, spagnolo. E questa volta sono dei gemelli.
Ruben Noe Coronado (in foto) ha deciso di ritardare il processo ormonale e le operazioni necessarie per diventare uomo, così da conservare gli organi riproduttivi e poter portare a termine una gravidanza, ottenuta con la fecondazione assistita. Una volta partorito, Coronado terminerà gli interventi chirurgici per diventare uomo. Madre (non biologica) dei bambini sarà, dunque, la compagna di Ruben, Esperanza Ruiz, 43 anni, che dopo aver partorito due bambini, non può più portare avanti gravidanze.
Ruben ed Esperanza hanno fatto sapere di aver reso pubblica la loro storia affinché le gravidanze dei transessuali vengano percepite sempre di più come la normalità.
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Cinzia Pierangelini nel suo romanzo ‘A jatta ci racconta dell’amore tra Alfredo, segretario scolastico in pensione, e Andrea, una transessuale. Il tutto ambientato in Sicilia, presente oltre che nelle descrizioni anche nel ricorso ad alcune espressioni dialettali. Fra gli altri personaggi c’è Giorgio, un violoncellista, e una gatta filosofa che, come dice l’autrice, è la coscienza del libro. Si naviga in una marea di emozioni nel leggere questo secondo romanzo della Pierangelini che, per noi di Queerblog, ha risposto ad alcune domande.
Nel “sentire comune” il mondo di una donna-madre è quanto di più lontano possa esserci da quello di una donna transessuale. Cosa ha spinto, dunque, una madre come te a raccontare una storia di “trans”?
Non scelgo mai le storie che racconto, vengo scelta. Detto ciò credo ci siano un paio di elementi significativi, del e nel mio narrare, che possono chiarire il punto: racconto spesso di gente che vive come fosse un po’ a disagio nel luogo, nel corpo, nella condizione che gli è stata assegnata dal destino. Amo questi personaggi che in fondo vorrebbero essere altrove e altri. Poi, sono una scrittrice-chioccia, nel senso che tendo a dare una chance, a proteggere i miei personaggi, anche i cattivi… figuriamoci i buoni! Come non essere affascinata da una sofferenza così ‘inutile’, gratuita come quella delle e dei trans. Inoltre sono sicura che una madre non è affatto lontana da una transessuale: la differenza sta tutta nel ‘figlio’. Ma la madre è madre anche senza figli, anche senza ovaie e spesso non lo è pur avendo prole.
Sempre nell’immaginario comune il Sud è visto come “chiuso” a certi temi: e tu, invece, ambienti il tuo romanzo in Sicilia…
C’è un aspetto ‘pittoresco’ della Sicilia che va sfatato: è vecchia e antiquata ma anche nuova e vitale, pronta al cambiamento. Andrea ne è fuggita, ma torna; per ricominciare la sua vera ‘unica’ vita nell’isola che le ha dato tanto dolore e trova un uomo giusto, sì direi un uomo giusto. Ce ne sono anche qui. Ce ne saranno sempre di più. Non manca chi sghignazza e ammicca quando parlo del libro, purtroppo; ma penso che questo succeda ovunque. Io ho voluto bene ad Andrea e ad Alfredo: ciò che spero è che altri si affezionino ai personaggi e che questo aiuti a capire la stupidità di certe chiusure mentali, l’insensata arroganza del ritenersi ‘normali’.
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Thomas Beatie ci riprova. Il “mammo” dopo aver partorito lo scorso giugno Susan Juliette, ha annunciato di essere nuovamente incinto: è ora al primo trimestre della gravidanza. Il donatore di sperma l’ha trovato in rete.
Thomas Beatie e sua moglie Nancy si considerano una famiglia tradizionale:
“Siamo un uomo, una donna e un bambino: cioè una famiglia, come tantissime altre”.
La rivista People di questa settimana pubblica in esclusiva le foto di Susan Juliette, la figlia di Thomas Beatie e Nancy di cui abbiamo parlato diverse volte. Thomas ha partorito Susan Juliette lo scorso 29 giugno e sua moglie Nancy – grazie ad una cura ormonale – la allatta. Nella gallery le foto, dal blog Glam.
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Gli amici di Cineblog segnalano che la storia di Thomas Beatie, della sua compagna Nancy e della loro figlioletta diventerà un film. Probabilmente un documentario. I diritti su scala mondiale sarebbero stati acquistati da uno studio inglese che si occupa di film e produzioni televisive.
Speriamo che ne traggano un buon film, fuori dai luoghi comuni, e che sappia trasmettere “qualcosa” agli spettatori.
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Domenica scorsa, mentre in varie parti del mondo si celebrava il Pride, Thomas Beatie ha partorito una bimba, che “sta bene ed è molto graziosa”.
Thomas Beatie aveva fatto scalpore perché è un transessuale ftm che ha deciso, con la sua compagna, di avere un bambino. Le sue foto con il pancione hanno fatto il giro del mondo.
Auguri a Thomas e alla sua famiglia, anche per il coraggio che ha avuto nel portare avanti una gravidanza da molti definita scandalosa. Ma, come aveva dichiarato lui stesso: “Avere un bambino non è un desiderio femminile, né maschile. È un bisogno umano. Sono una persona e dunque ho diritto ad un figlio biologico”.