Tutti gli articoli con tag stonewall

L'Inghilterra premia chi si batte contro le discriminazioni glbt e bacchetta i bacchettoni

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Party & Clubbing Omofobia Cronaca Mondo Palcoscenico


Sarebbe utile e bello copiare la splendida iniziativa organizzata dall’associazione omosessuale inglese Stonewall: dare un premio a quanti si sono battuti lealmente contro ogni forma di discriminazione verso le persone glbt. E darne anche, uno a titolo di scherno, a coloro che si sono contraddistinti per aver ostacolato cammini di civile libertà individuale e collettiva, a chi si è macchiato e persevera nella sua omofobia. Forse, in Italia, sarebbero i secondi a trionfare. Mestamente, s’intende!

Ma parliamo di quello che è avvenuto nel regno di Sua Maestà. Circa un mese fa, Jan Moir, editorialista del Daily Mail, aveva scritto un pezzo sulla scomparsa di Stephen Gately, star del gruppo musicale Boyzone. L’articolo fece infuriare la comunità glbt inglese i e tanti fans dell’artista, tanto da condurre la Moir a scrivere un secondo articolo in cui precisava che nulla di quello che aveva scritto avesse a che fare con la sessualità di Stephen. Voleva semplicemente capire di cosa fosse morto dopo la serata in discoteca col suo partner Andrew Cowles.

Evidentemente quel secondo articolo non era riuscito a sedare gli animi e le proteste, tanto da metterla in lizza per un premio non proprio d’affetto, da parte dello Stonewall. E così si è beccata il Bigot Stonewall of the Years Awards a pari merito con un certo padre John Owen che pare predichi che la maggior parte dei gay è pedofila.

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Festival di cinema trans a Bologna

pubblicato da egizia mondini in: Movimento Cinemalandia Homosexual Intifada LGBT

In questi giorni lo stiamo ripetendo spesso: quest’anno sono 40 anni dalla rivolta di Stonewall, che ha dato vita al movimento glbt mondiale. Allo Stonewall Inn, locale gay di New York, il 28 giugno 1969 i gay e le trans, stanchi delle aggressioni squadriste della polizia, quel giorno decisero di dire basta. Lo fecero prendendo coraggio sulla scia di un gesto, quello di Sylvia Rivera, transessuale, che scagliò contro gli aggressori una bottiglia (ma la leggenda narra anche di una scarpa col tacco, che a noi piace immaginare fucsia glitterata). Dopo quel momento niente è stato più come prima e la comunità glbt si è unita dando vita alla giornata dell’orgoglio omosessuale, il gay pride attraverso il quale avrebbero rivendicato negli anni i propri diritti (in alcuni paesi raggiunti in altri meno).

A questo importantissimo anniversario si aggiunge quello del trentennale della fondazione del Movimento d’Identità Transessuale in Italia, una delle più importanti associazioni di transessuali nel nostro paese, se non la più importante e senza dubbio la più attiva storicamente. Filo conduttore fra le due celebrazioni, l’universo trans, l’anima più controversa del movimento glbt. Molti gay infatti discriminano le trans ritenendo che la loro immagine eccessiva e trasgressiva getti un’ombra e screditi tutto il resto del movimento. Forse però non tutti sanno e riconoscono invece il valore storico di questa parte del nostro movimento, e ricordandovi come ha avuto inizio la giornata dell’orgoglio gay ci auguriamo di averlo sottolineato.

Il mondo trans a mio avviso è la parte più intima, più discriminata, più dolorosa ma allo stesso più gioiosa, ironica e gaya del nostro universo rainbow. E ritengo un dovere non solo essere uniti ma non discriminarci tra noi. Tutto questo mi è venuto in mente mentre leggevo della notizia della II edizione del Festival internazionale di cinema trans Divergenti, che inaugura dal 14 al 17 maggio a Bologna. L’unico, e sottolineo l’unico, festival cinematografico in Italia, e tra i pochi in tutto il mondo, dedicato al tema del transessualismo e transgenderismo, organizzato appunto dal Movimento d’Identità Transessuale.

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Over the rainbow: l’inno ufficiale del RomaPride09 cantato da Luxuria

pubblicato da egizia mondini in: Movimento In Pride we trust LGBT Music & Live

Ve ne avevamo dato fugace anticipazione: Over the Rainbow, storico pezzo di Judi Garland, sarà l’inno ufficiale del RomaPride09 del 13 giugno (di cui aspettiamo aggiornamenti), in un’inedita e moderna versione realizzata appositamente da Vladimir Luxuria.

Perché Over the rainbow? Perché quest’anno ricorrono i quarant’anni da Stonewall (la prima ribellione di lesbiche, gay e trans contro i soprusi della polizia presso il locale Stonewall Inn di New York) che avvennero proprio una settimana dopo la morte della Garland. La Rainbow è la bandiera della comunità glbt in tutto il mondo e il testo della canzone è un inno alla libertà. Nel 1969 fu una transgender a lanciare il primo tacco contro la polizia, atto che diede vita alla rivolta.

Oggi è un’altra transgender a unire tutto questo e a farne un inno per il gay pride romano, progetto voluto dalla neonata Muccassassina Records che a sua volta devolverà i ricavati della vendita digitale del brano per contribuire al finanziamento del Romapride09.

In anteprima pubblichiamo le immagini che ritraggono Vladimir Luxuria durante la registrazione del brano (già ricantato anche da Faith Hill) e il concept che fungerà da campagna promozionale. Ascoltatelo e fateci sapere cosa ne pensate. Noi di Queer saremo senz’altro il 13 giugno a Roma a cantare Over the rainbow (sempre sperando che Alemanno conceda un percorso decente).

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Usa: il piano di Obama per i diritti LGBT

pubblicato da andrew in: Citizen Gay Mondo

Sembra che Barack Obama non abbia tardato a rispondere alle preoccupazioni che venivano mosse da alcuni giornalisti circa i suoi programmi riguardanti i diritti di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali americani.

Il sito della Casa Bianca, rinnovato in occasione del giorno dell’insediamento del nuovo presidente, presenta infatti nella sezione dedicata ai diritti civili un ampio paragrafo intitolato “Support for the LGBT Community” che ha già generato le aspre critiche dei più ultraconservatori gruppi cristiani che, con l’ormai nota American Family Association in testa, sostengono che l’agenda presidenziale circa i diritti civili non sia altro che “un pretesto per promuovere e sostenere il criminale comportamento sessuale deviato dell’omosessualità“.

Obama, in coincidenza del quarantennale dei moti di Stonewall che ha più volte richiamato durante i suoi discorsi ricordando che c’è ancora tanto lavoro da fare per garantire pari diritti e pari dignità alla popolazione LGBT, propone nella sua ricca agenda, senza più mezzi termini, di allargare alla giurisdizione federale i reati legati alla discriminazione per orientamento sessuale, insieme a quelli legati alla razza, alla religione ed alla disabilità, impegnandosi a combattere la discriminazione di gay e lesbiche sui luoghi di lavoro e a supportare l’approvazione di leggi che regolino le unioni civili in tutti gli stati. Il neopresidente ribadisce inoltre il suo secco no al divieto di matrimonio per le coppie omosessuali alle quali è convinto si debba garantire la possibilità di adozione. Inoltre l’esercito dovrà dimenticare l’ormai celere politica del “Don’t Ask-Don’t Tell” mentre durante il primo anno di presidenza è prevista non solo una nuova massiccia campagna di prevenzione all’Hiv, ma anche una campagna di sensibilizzazione contro la discriminazione e la tristemente intramontabile emarginazione delle persone sieropositive.

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Gay Pride 2009: al lavoro per una data alternativa

pubblicato da Robo in: In Pride we trust

Foto da un prideIl prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri, dopo un incontro con Riccardo Gottardi, segretario nazionale di Arcigay, per fissare una data alternativa al Gay Pride del 2009, ha dichiarato:

“È emersa la voglia di lavorare insieme con serenità. La decisione finale arriverà tra qualche tempo anche perché attorno a quella data ruotano altre questioni, tra cui le elezioni europee, anche se non ancora stabilite con precisione ma presunte per quella data. Quando avremo un quadro preciso di riferimento ci organizzeremo di conseguenza. Mi riesce difficile immaginare una città che tutto sommato non è enorme percorsa da due cortei [Gay Pride e Corpus Domini] che potrebbero coincidere nei percorsi”

Gottardi le fa eco:

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Il cinema omosessuale tra contaminazioni e sdoganamento di genere

pubblicato da Robo in: Cinemalandia Arte e cultura

Copertina del libro Engendering gay cinema di Stefano GrespanÈ in libreria un interessante studio di Stefano Grespan dal titolo Engendering gay cinema. Analisi ed evoluzione del cinema omosessuale tra contaminazioni e sdoganamento di genere (Edizioni Croce). L’autore ha gentilmente risposto ad alcune domande sul suo libro per noi di Queerblog.

Raccontaci un po’ la genesi di questo studio
Questo lavoro nasce come ricerca accademica. È da diverso tempo che osservando film a tematica gay rintraccio dei parallelismi sia estetici che narrativi, così mi sono chiesto se esistesse un insieme di film che potessero costituire un genere cinematografico alla stregua e a pari dignità degli altri generi cinematografici.

Il sottotiolo è “Analisi ed evoluzione del cinema omosessuale tra contaminazioni e sdoganamento di genere”: che novità hai ‘scoperto’ sul cinema gay?
Nessuna scoperta. Questo è un primo tentativo d’indagare sistematicamente e con metodo sulle logiche che sottendono produzione, realizzazione, distribuzione, classificazione e interpretazione di una serie di prodotti filmici, rintracciabili fin dalla nascita del cinema stesso, contrassegnati come film ‘gay’ e sentiti come archetipi dalle varie comunità omosessuali del mondo. Adottando un approccio semiologico ho analizzato una componente semantica, sintattica e pragmatica che contraddistinguono a mio giudizio il cinema gay. Cinema che solo oggi, grazie ai mutati contesti sociali e alle nuove strategie di mercato, riesce a parlare un linguaggio verosimile e a essere riconosciuto all’interno di numerosi FilmFestival, anche esterni ai circoli gay.

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Agente 00gay a servizio di Sua Maestà

pubblicato da Robo in: Cronaca Mondo

Security Service MI5

Il Sunday Times ha scritto che i servizi segreti di Sua Maestà sono alla ricerca di agenti ufficialmente gay e la notizia è stata ripresa da moltissimi mezzi di comunicazione. Quasi a sottolineare che “anche” gli agenti segreti possono essere gay.

Il controspionaggio, conosciuto con la sigla MI5, ha chiesto aiuto all’associazione Stonewall (che diversi siti di news, dimostrando di non avere memoria storica, chiamano Stonewell) che ogni anno pubblica una guida per aiutare i neolaureati gay a cercare un lavoro. Per la prima volta quest’anno è stato inserito anche l’MI5 nella lista dei datori di lavoro definiti “gay-friendly”.

Ben Summerskill, direttore di Stonewall, ha dichiarato:

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Favolose narranti. Storie di transessuali

pubblicato da Robo in: Arte e cultura In Pride we trust Attraversamenti di genere

Copertina del libro Favolose narranti. Storie di transessuali di Porpora MarcascianoCome preparazione al Pride del 28 giugno – e come riflessione post-pride – consigliamo il nuovo libro di Porpora Marcasciano, Favolose narranti. Storie di transessuali, edito da Manifestolibri in questi giorni. Porpora definisce il suo libro orgoglioso perché si colloca nello spirito libertario e liberante che innescò la favolosa rivolta di Stonewall. L’autrice ha gentilmente risposto ad alcune domande sul suo libro per noi di Queerblog.

Quanto è importante narrare storie oggi, nell’era di internet, ipod, mp3, payperview e via dicendo?
Viviamo in un’epoca basata sulla velocità, elemento prodotto soprattutto dai mezzi di comunicazione di massa a cui si fa riferimento nella domanda e tutto questo fa sì che le cose, le persone, le esperienze passino e se ne vadano velocemente senza lasciare traccia. Mi sembra chiaro che, in un periodo in cui la memoria fa fatica a stabilizzarsi, raccontare la propria storia è fondamentale. Soprattutto perché narrando di sé non solo si ricostruisce la propria storia – intesa in senso individuale e collettivo – ma con essa anche una coscienza: chi siamo, quale il nostro percorso, quale la nostra storia, qual è la nostra esperienza. È importante narrarlo perché fino ad ora lo hanno fatto altri. Altri hanno spiegato, analizzato, studiato, descritto la vita dei/delle transessuali, mai loro in prima persona. Credo che la narrazione non solo restituisca la coscienza, ma anche il senso della propria vita.

Si legge nel tuo libro: “Io fortunatamente sono riuscita a rimettermi in gioco, la vita mi ha ritirato in ballo e io… mi son messa favolosamente a ballare”. Quante sono le persone transessuali, invece, che non riescono a rimettersi in gioco?
Le persone che non riescono a ballare sono molte, tantissime perché le persone trans che si vedono sono una piccola parte e spiego il perché: siccome il transessualismo corrisponde a una percezione a un modo di sentirsi (mi sento donna e sono nata maschio e viceversa) e questa percezione diventa visibile solo quando si decide di intraprendere il cosiddetto transito. Chi lo intraprende rappresenta una minima parte. C’è gente come Laurella (una delle storie del mio libro) che si è decisa a 56 anni, altri a 60 e altri ancora non ci riescono per motivi culturali più che naturali legati all’ambiente in cui vivono. Ci si mette in gioco più facilmente in alcune aree, in alcuni contesti; l’Italia da questo punto di vista si presenta a macchia di leopardo. Comunque va detto che negli ultimi due anni la situazione è peggiorata perché nel nostro paese è aumentata l’intolleranza, la trans fobia, il razzismo e questo è sotto gli occhi di tutti.

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Gay Pride di Roma e Milano: alcune considerazioni

pubblicato da Robo in: Movimento Camp Attack In Pride we trust

Una coppia al Roma Pride 2008Con le sfilate di Roma e Milano è iniziato il periodo dei pride in Italia che culminerà il 28 giugno prossimo con il pride nazionale a Bologna e continuerà fino alla manifestazione catanese del 5 luglio. Il motto del Roma Pride è stato Testardamente dignità, parità, laicità, mentre quello del pride milanese era … ma non togliamo il disturbo.

Quel che è saltato subito agli occhi è stata la grande partecipazione. A Roma gli organizzatori parlano di 500.000 presenze. Forse saranno stati di meno – di certo non diecimila come sostengono le forze dell’ordine – ma senza dubbio molte persone si sono riversate per le strade per testimoniare che noi ci siamo e continuiamo ad esserci. A Milano hanno sfilato meno persone.

Anche i mezzi di informazione hanno dato rilievo all’evento: le notizie online continuano ad essere molte e in continuo aggiornamento. E anche noi abbiamo seguito in diretta l’evento romano, grazie alla nostra inviata speciale Egizia. Alcune emittenti radiofoniche hanno dato rilievo alle manifestazioni. Le TV hanno mandato in onda dei servizi più o meno interessanti (a parte il TG2 che ormai è diventato inguardabile).

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I gay in tv: UK e Italia a confronto

pubblicato da huggotron in: Popular Omofobia Mondo

Ben Summerskill, presidente dell’associazione inglese Stonewall, ha dichiarato durante una conferenza che la rete televisiva pubblica BBC non rappresenta il pubblico lgbt in modo adeguato. In base alla funzione di collante sociale che dovrebbe svolgere, la tv ha il compito di rappresentare il Regno Unito per quello che effettivamente è nel 21esimo secolo e non per quello che potrebbe essere secondo un ristretto numero di persone al vertice dell’azienda, sostiene Summerskill.

Secondo una recente ricerca condotta da Stonewall, sembrerebbe che le tematiche gay siano presentate sulla BBC in maniera negativa cinque volte più spesso di quanto non si faccia in termini positivi. Inoltre la gaya vita appare più che altro nei programmi di intrattenimento ma poco nei documentari o nelle news, a discapito di un “ritratto realistico” dell’argomento.

In più, l’associazione ha lamentato l’uso di linguaggi ritenuti omofobi da parte di alcuni dj di Radio 1. Anche Kevin Brennan, ministro per l’infanzia britannico, nel luglio scorso aveva definito inaccettabili certi termini usati dai media in riferimento ai gay.

Insomma, persino in Inghilterra, patria dell’avanguardia per i diritti, si lamentano. E che dovremmo dire noi? Se non fosse per quella frociara incallita di Simona Ventura, per Lino Banfi o per qualche sceneggiatore di fiction “progressista” qua e là, le vite dei gay non sarebbero affatto presenti sulla nostra tv. Oltremanica il Grande Fratello ha già da anni concorrenti gay dichiarati e trans, noi ci dobbiamo accontentare di qualche solita macchietta che fa tanto colore e non fa male a nessuno. Grazie a Costanzo, mia madre pensa che Valdimir Luxuria sia “tanto simpatico” e dunque innocuo nella sua baracconaggine. Leggete un po’ qui a tal proposito.

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