
Altro passo in avanti per i diritti lgbt in Spagna: il parlamento di Navarra ha approvato una legge per la non discriminazione per motivi di identità di genere e per il riconoscimento dei diritti dei/delle transessuali. La Navarra diventa così la prima comunità spagnola ad avere una legge organica che garantisca la parità dei diritti delle persone transessuali.
Il punto centrale di questa legge – i cui intenti sono quelli di migliorare la qualità della vita delle persone transessuali – è quello di affrontare la situazione globalmente. Non vengono garantiti solo diritti sociali e sanitari, ma viene anche stabilito che l’autorità competente realizzi programmi che garantiscano la tolleranza e l’empatia verso i/le transessuali. Si garantisce, inoltre, il diritto al cambiamento chirurgico del sesso e a ricevere adeguate attenzioni dal punto di vista medico, psicologico e giuridico. Altri punti importanti della legge sono l’inserimento di misure educative contro la transfobia e la discriminazione anche sul posto di lavoro e la precisazione che anche i minori hanno pieno diritto di ricevere assistenza e terapie, soprattutto quelle ormonali.
Secondo i rappresentanti del movimento glbtq si tratta si una legge pioniera non solo per la Spagna, ma per l’Europa tutta.
Foto | celesteh
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COGAM, associazione glbtq di Madrid, ha realizzato un calendario per il 2010 che ha come idea di fondo quella di dare visibilità soprattutto alle persone trans. Il Calendario Laico 2010, infatti, presenta scene religiose tradizionali interpretate da donne transessuali e da gay seminudi. Le immagini sono quelle più care alla devozione spagnola, anche se anche noi italiani possiamo ritrovare diversi tratti che ben conosciamo. Carla Antonelli, attivista transessuale immortalata nel calendario, ha detto:
Ho fatto il seguente ragionamento: perché una donna transessuale non può rappresentare un’icona religiosa come hanno fatto altri attori e attrici? Rifiutarmi di farlo vorrebbe dire che ho interiorizzato i principi discriminatori che la gente ha nei nostri confronti.
Come potete immaginare, per alcuni è un progetto interessante dal momento che l’iconografia cattolica, volenti o nolenti, fa parte della nostra cultura (le benedette radici cristiane dell’Europa!) e quindi può essere utilizzata anche in forma provocatoria. Per altri potrebbe essere una delle solite provocazioni del mondo glbtq che, prima o poi, ci si ritorceranno contro.
Dopo aver visto alcune foto nella mini-gallery, che ne pensate?
Foto | Gay.it
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