Come anticipato la scorsa settimana da Robo, a partire da oggi su Queerblog.it con cadenza precisa verranno approfonditi dei temi che fanno parte dell’attualità che siamo soliti raccontare su questo sito.
La polifonia che abbiamo riscontrato nei commenti ai diversi post, che abbiamo dedicato all’inchiesta di Panorama, ci ha indotto ad approfondire fin da subito il rapporto che la comunità GLBTQ italiana ha con la Chiesa Cattolica italiana.
A soli dieci anni dal Gay Pride romano, organizzato nella capitale proprio per ricordare a chi in quel momento partecipava al Giubileo deciso da Giovanni Paolo II la presenza di gay e lesbiche all’interno della comunità cattolica italiana, qualcosa è cambiato.
Continua a leggere: Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia
In queste ore tutti, o quasi, i siti a tematica GLBTQ si sono occupati dell’inchiesta di Panorama riguardante i sacerdoti che sono soliti frequentare discoteche gay. Per queerblog.it si è occupato dell’inchiesta Desperate Gay Guy a questo link.
Al di là di come ognuno possa giudicare i sacerdoti coinvolti nell’inchiesta credo sia opportuno, a 48 ore dalla pubblicazione delle anticipazioni, spiegare perché il settimanale della Mondadori ha sbagliato anteponendo il clamore, che puntualmente è scoppiato, alla sostanza.
Per sbugiardare il lavoro della redazione di Giorgio Mulè (ex direttore di “Studio Aperto”) sarebbe sufficiente, come giustamente ha osservato Franco Grillini, ricordare pubblicamente i casi analoghi che nel corso degli anni sono scoppiati.
Continua a leggere: Perché Panorama ha sbagliato sull’inchiesta dei preti gay?
Come ha evidenziato Desperate Gay Guy nella piazza mediatica è scesa la chiesa cattolica contro la Carfagna, rea di aver difeso i gay e di aver definito gioioso il Pride.
Il popolo femminile di Facebook non ci sta a questa denigrazione della Carfagna, sia perché ha detto cose giuste, sia perché siamo al solito problema medievale delle donne che devono tacere:
Eccoci quindi, nostro malgrado, ricatapultati in epoca medievale, con tanto di tribunale inquisitorio, composto da tutti e soli uomini, Giovanardi compreso, ad intimare con parole decisamente aggressive (una volta c’era la tortura) la conversione e la penitenza della strega di turno, peccatrice che verrà perdonata, nella infinita misericordia della Chiesa, ma solo se rinnega ciò che ha detto. Solo se smentisce di avere un suo pensiero che, ogni tanto, si distacca da quello che gli uomini al potere le hanno scritto sul copione.
Continua a leggere: Facebook sostiene la Mara Carfagna che difende i gay

Pochi giorni fa vi avevamo parlato del problema degli affitti di appartamenti negati ai gay: grandi città esplicitano nell’annuncio di non volere inquilini omosessuali. Ne è nata una forte polemica, nella quale anche Mara Carfagna ha voluto sottolineare l’assurdità di tale richiesta:
“Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro”
Il ministro che prende pubblicamente le nostre difese, dopo un video contro l’omofobia? Qualcosa di inaccettabile per la Chiesa che, dal suo solito sito, non risparmia critiche e parole velenose contro di lei. E non si limitano ad una critica, bensì ad una serie di accuse anche pesanti:
Continua a leggere: Attenzione attenzione: la Chiesa contro Mara Carfagna!

Il giovane 22enne vittima di un’aggressione la scorsa settimana, a Roma, e nemmeno aiutato dai clienti di un bar poco distante che si sono rifiutati di porgergli dei fazzoletti per tamponare sangue e ferite, è stato dimesso dall’ospedale e resta a casa sua, insieme ai familiari, senza però esporsi pubblicamente per non ostacolare le indagini. Ma lancia un appello, direttamente al Presidente del Consiglio:
“Volevo ringraziare Gay Help Line per il sostegno ricevuto e tutte le istituzioni per la solidarietà espressami, però credo ci sia bisogno di azioni concrete e volevo fare un appello al presidente Berlusconi affinché venga approvata la legge contro l’omofobia e nello stesso tempo mi auguro che le forze dell’ordine risolvano il mio come tutti gli altri casi irrisolti. Come atto di civiltà spero che ci sia una partecipazione attiva al prossimo Gay Pride di Roma del 3 luglio dove sicuramente parteciperò anche io”
Infine il commento di Vladimir Luxuria che riprende il concetto espresso da più esponenti politici: è ora di smetterla di esprimere solidarietà solo in questi casi ed è il momento di agire concretamente:
“Tutti i recenti casi di violenza contro gay e trans hanno due fattori comuni: la giovane età e l’agire in gruppo contro una sola persona che dimostra più vigliaccheria che virilità. Purtroppo la promessa del ministro delle Pari opportunità di presentare una proposta di legge a marzo sull’omofobia è ancora disattesa e mi auguro che alle chiacchiere inutili di solidarietà seguano presto fatti concreti che facciano sentire meno impunito il crescente popolo di omofobi”
Via | Corriere
Continua a leggere: Parla il gay aggredito: "Berlusconi approvi la legge contro l'omofobia"

Nello stesso giorno in cui una lesbica veniva riconosciuta come il padre di un neonato, una giornalista dell’Unità ha provato a condividere la sua presunta omosessualità con una serie di sacerdoti per supporre come il coming out venga interpretato all’interno di un confessionale.
Il pezzo evidenzia, come è logico che sia, che sull’argomento le linee guide spesso sono diverse da quelle applicate. Non dimentichiamoci che all’interno della Chiesa Cattolica, malgrado le opinioni differenti tra di loro, convivono il gay friendly don Gallo e l’omofobo Cardinal Bertone.
Con voi non vorrei ragionare tanto quanto sull’intolleranza che il Papa, e colleghi, applicano nei confronti di gay e lesbiche. Con voi vorrei capire il bisogno, spacciato per universale, di alcuni di sentirsi parte comunque della comunità cattolica.
Continua a leggere: Si finge lesbica per capire come la Chiesa Cattolica tratti il coming out

Per quanto sia sconveniente la decisione della Corte Costituzionale sull’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali deve ritenersi giusta. Rimandando al Parlamento l’organo giudiziario ha tentato di ristabilire un equilibrio tra chi fa le leggi e chi deve farle rispettare.
Non sempre questo avviene. Non sempre le leggi garantiscono ai cittadini la dignità che si meriterebbero come persone. Non sempre la giustizia è in un paese il fulcro del dibattito politico.
Peggio della negazione di un diritto c’è solo l’acquisizione postuma che lo rende uno dei tanti cioccolatini negati da una madre cattiva che preferisce un bambino senza carie. Poco importa se il bambino è sufficientemente responsabile e sa che un altro perugina non gli farà male. Anzi.
Continua a leggere: Matrimonio gay: la Corte Costituzionale ha ragione

I commenti che sono stati fatti sul post riguardante i risultati del recente appuntamento elettorale hanno dimostrato che tra il mondo omosessuale e quello politico esiste un tabù sul quale vale la pena ragionare.
Se per qualcuno la colpa dell’attuale scenario era da imputarsi alla, cito testualmente, parte degli italiani razzisti e omofobi per altri l’ascesa della Lega Nord è frutto dell’astensionismo maturato dalle persone omosessuali che non si sono recate alle urne.
Allo stato attuale questo tipo di incomprensioni sono circoscritte alla sola comunità GLBTQ. Il risultato del sondaggio lanciato su polisblog.it su un’ipotetica sostituzione di Pier Luigi Bersani ha dimostrato che la società civile è pronta per aver un leader dichiaratamente omosessuale come Nichi Vendola.

L’imminente appuntamento elettorale ha, in questi giorni, fatto perdere il lume della ragione a qualcuno. Oltre alle dichiarazioni rilasciate dal card. Bagnasco sull’aborto agli onori della cronaca è arrivato anche il pensiero di Emma Bonino che, come osservato da river-blog.com sulla sua pagina facebook, sulla sentenza della Corte Costituzionale riguardante il matrimonio gay non ha voluto esprimersi prima della pubblicazione del ragionamento fatto da chi di dovere.
Il Nì dell’esponente radicale è certamente migliore, ma fin troppo diplomatico, di quanto dichiarato sul matrimonio gay da Renata Polverini secondo la quale questo tipo di unioni sono una delle constatazioni peggiori da augurarsi per l’Italia.
Al di là di come ognuno la voglia pensare sul riconoscimento delle coppie di fatto, con queste dichiarazioni Renata Polverini ha perso un’occasione importante. Poteva dimostrare che la posizione di Benedetto Della Vedova sull’argomento, raccolta nei giorni scorsi da polisblog.it, non è isolata.

Che la politica gongolasse, anche sulle sentenze non emesse, ci era nuovo. Le miti dichiarazioni di speranza di alcuni per il rinvio sulla decisione della Consulta, sono diventate gocce in un oceano politico dove destra e sinistra ci si sono fiondate a navigare in rotta verso le elezioni regionali e comunali di un tre quarti di Paese. Ci stiamo abituando, o tentano di farci abituare, alle regole mai scritte, spesso improponibili e inattuabili. La magistratura, i poteri istituzionali dello Stato, qualche volta persino il Presidente della Repubblica, vanno bene, sono bravi, ma se assecondano il potere esecutivo. Altrimenti….
Un politico di successo e di bravura come il leader del carroccio, Umberto Bossi, pare oramai aver raggiunto l’apice di sacralizzazione verso il leader del Pdl, attuale primo ministro. Avendo egli l’incontrastata egemonia nel suo partito, dove non si muove foglia che Bossi non voglia, ora intende portare agli onori della Repubblica il premier, suo alleato, ex nemico, oggi “il migliore tra noi”.
Così, durante una intervista rilasciata a Sky Tg24, il ministro padano, nonostante sapesse il rinvio della Consulta sulle nozze tra persone dello stesso sesso, nonostante il rispetto che quel rinvio necessita, si immerge in un elogio fantasioso e fantastico sul premier: