
Qui su Queerblog non vogliamo certo essere dogmatici e dare delle regole per come fare sesso e come non farlo. Siamo fautori della libertà di espressione, anche sotto le lenzuola. Però alcuni consigli per godere pienamente del sesso con il proprio partner li possiamo dare.
Ci sono alcuni errori che si fanno frequentemente e che potrebbero trasformare un’esperienza bella ed eccitante come il sesso fra uomini in un fiasco clamoroso. Ecco la nostra lista di errori che sarebbe meglio non fare:
Via | Askmen (rivisitato in chiave gay)
Foto | Queerclick
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Blake Riley è un attore porno gay della Randy Blue (o meglio era, visto che non è più in attività). Ha recitato in film porno sia gay che bisessuali ed è stato particolarmente apprezzato per il suo fondoschiena. E così ha pensato di perpetuare il suo mito realizzando un sex toy che riproduce il suo lato b “con dettagli dipinti a mano e appigli per le mani”, come leggiamo nella descrizione. È realizzato in cyberskin, un materiale “soffice come la vera pelle ma sodo come se fosse fatto veramente di muscoli umani” e, tanto che si trovavano a realizzare qualcosa di particolare, hanno inserito un elemento vibrante con ben sette modalità di funzionamento diverse, in modo da dare sfogo a tutte le proprie passioni. Il prezzo è l’incognita maggiore: sui sexy shop online americani si trova intorno ai 200 dollari, mentre su quelli italiani arriva anche a 540 euro.
Il culetto di Blake Ridley si affianca, così, ai vari dildo che si trovano in commercio (o che potete farvi da soli a misura del vostro birillo). Resta, comunque, la mia personale preferenza per uomini veri, magari non perfetti e morbidi e ultravibranti come questi aggeggi, ma pure sempre veri.
Dopo il salto, una foto di Blake Ridley che ci mostra il fondoschiena.
Continua a leggere: Sex toys: il fondoschiena del porno attore gay Blake Riley
Lui si chiama Danny Perez Jr. Il fotografo è Rick Day, che da queste parti piace sempre più. Il volto è dolcissimo e fa fare pensieri romantici, tipo il matrimonio. Il corpo, poi, è molto interessante e al romanticismo si affiancano fantasie sessuali varie e desiderio di mettere in pratica tutto il kamasutra gay.
Lo confesso: l’ultima foto, con quel lato b particolarmente eloquente, mi fa piace proprio.








Foto | Queerclick
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Letteralmente fist fucking vuol dire scopare con il pugno. Nella realtà, poi, si tratta della mano che viene inserita nell’ano. Si tratta di una pratica che vanta diversi fan ma, va detto subito, è un modo di fare sesso fra uomini che può essere pericoloso. Precisazione: non solo i gay praticano il fist fucking, ma anche gli etero e le lesbiche (all’inizio del XX secolo, come ci ricorda Ayzad, le lesbiche dell’alta società portavano le unghie lunghe e smaltate solo su una mano, per far capire che l’altra potevano agevolmente inserirla nel corpo della partner).
Non fate subito la faccia allibita o allupata: il fisting è una pratica sessuale che può piacere o meno. Quindi non imponetela a chi non vuole, ma nemmeno bollate come “malati” o “pervertiti” o “disgustosi” quanti la praticano. Altro consiglio: lasciate perdere i film porno che mostrano acrobazie circensi con mani che quasi si perdono nell’ano. Se volete conoscere e praticare il fisting cercate qualcuno esperto, conoscetevi di persona, fidatevi l’uno dell’altro e poi passate ai fatti, in maniera graduale.
Per conoscere meglio il fist fucking nel nostro kamasutra gay abbiamo rivolto alcune domande ad Eros Ampiotti, che ha praticato fisting per diverso tempo.

“O famo strano?”. Questa frase è diventata un cult dell’immaginario collettivo. E forse anche a voi, ogni tanto, siete colpiti dal pallino di fare sesso in un posto inusuale. Magari in macchina, in un posto appartato, sul pavimento, nella vasca da bagno. Insomma, nulla di sconvolgente ma interessante per variare e spezzare l’eventuale monotonia.
E forse è lo stesso pensiero, o forse la fretta e la mancanza di altri luoghi e di tempo necessario, che è nato nella mente di due uomini, di 41 e 44 anni, residenti a Bressandivo e Verona, colti in fragrante lungo l’Autosrada A31. Qualche giorno fa, i poliziotti stavano facendo alcuni giri di perlustrazione, per evitare furti e controllare che tutto fosse tranquillo. Ma, poco distante, in quest’area di sosta, hanno sentito gemiti e rumori, e hanno trovato due uomini, impegnati in atti osceni in luogo pubblico. Fermati e portati in caserma, sono poi stati denunciati. Forse il controllo della polizia è stato casuale o forse è stato allertato dalle voci su questo luogo scelto spesso negli ultimi tempi, per rapporti fugaci gay. E la cosa infastidiva alcune persone.
E voi, avete mai fatto sesso all’aperto, sulla macchina (attenzione, non dentro) o in qualche luogo in cui qualcuno poteva anche scovarvi? Oppure vi eccita l’idea ma non avete mai avuto occasione e coraggio di farlo? L’immaginarlo… vi stuzzica?
Foto | Cupido

John Mayer è sicuramente un personaggio che fa parlare di sè, oltre che per la musica che diffonde, anche per la sua vita privata. Mesi fa si parlava di una sua possibile bisessualità con testimoni che affermavano di averlo visto più volte in locali gay americani. E poi la notizia non generò rettifiche dal diretto interessato o da uffici stampa. Oggi, invece, è proprio il cantante in persona, in un’intervista a Rolling Stone, a parlare di sesso. Ma in questo caso, precisamente, di sesso solitario di masturbazione:
“Faccio parte della nuova generazione di masturbatori.”
Si definisce così, dalle pagine della rivista musicale, ammettendo anche di godere di certe attenzioni da parte di fans al termine del concerto, con cui farebbe sesso occasionale. Ma l’onanismo è un’attività di cui non riesce fare a meno e che gli procura piacere e soddisfazione:
Continua a leggere: John Mayer ama masturbarsi, anche per evitare tentazioni
Come annunciato in Nevada sono legali anche i prostituti, sia per uomini che per donne. Il primo puttano legale si chiama Markus, ha venticinque anni ed è un ex marine. Come vedete dalla foto ha un fisico prestante, anche se il volto è un po’ particolare (diciamo così). Markus è molto loquace, si considera paladino dei diritti della prostituzione e prende 200 dollari per 40 minuti di lavoro. Intervistato da Details mette subito in rilievo una cosa: non è disponibile a rapporti sessuali con uomini, pur considerando i gay persone di gran classe.
La cosa mi sta bene, ci mancherebbe: ognuno è libero di scegliere i propri gusti e di vendersi (in questo caso ci sta bene) come meglio crede. Quello che mi è piaciuto di meno è la motivazione del suo non voler andare con gli uomini:
il mio sfintere non è in vendita.
Se lavora come parla mi sa che 200 dollari son un po’ troppi…
Continua a leggere: Markus, il primo prostituto legale degli USA, con riserva sui gay

Si sa che il porno può essere affascinante, eccitante e un modo in cui riversare le proprie fantasie o, diciamo, trascorrere qualche momento di trasgressione. E ognuno di noi ha i propri gusti: possono essere “classici”, possono riguardare glabri, orsi, pelosi, muscolosi, giovani. E oltre ai protagonisti conta molto anche l’ambientazione e lo sviluppo (anche se non della trama…): c’è chi è fan del bondage, del pissing, amanti dell’orgia, dei rapporti a tre, threesome. Quello che forse non si sa è come le usanze cambino nei cari paesi. Ecco qualche esempio.
In Canada, per esempio, nei film porno gay (e non in quelli etero) è vietato il pissing: titoli come “Piss Off” oppure “Piss my cum away” sono banditi e non possono essere distribuiti. L’unico modo per averli o vederli legalmente è poterli ordinare oltre confini. Invece, in Inghilterra, sono proibiti i film che hanno come protagonisti fratelli o parenti gay che, diciamo, nei film, superano il confine di affetto fraterno. Perchè se l’incesto (ed è quello) eterosessuale è ovviamente vietato, resta “concesso” in alcuni Paesi quello tra uomini gay.
In Giappone, invece, i film gay porno vengono realizzati numerosamente ma… oscurando parti intime genitali. La telecamera più inquadrare di tutto, qualsiasi azione, ma il pene e i genitali devono essere sfuocati. Ovviamente, nel resto del mondo occidentale, questi video vengono totalmente snobbati. E voi, avete preferenze per quanto riguarda i film porno e i loro attori? Oppure siete tra coloro che scuotono il capo e dissentono da queste pellicole hard, non trovandole per nulla eccitanti?
Foto | EvangelicalRight
Continua a leggere: Film porno gay: pissing e feticismo, paese che vai, "usanze" che trovi
Tra i 18 e i 35 anni gli italiani a letto dormono. Ma non sembra solo come riposo quotidiano, ma anche sotto le lenzuola. Sì, insomma, poca fantasia, poche innovazioni e la noia sembra essere la principale protagonista. Altro che amplessi selvaggi, molle de letto che cigolano: al massimo, sbadigliano.
Sembra che da questo sondaggio della Nextplora, ben il 54% degli italiani preferisca fare sesso “tradizionale” e di non fare uso di sex toys. Nessun giocattolo erotico, nessuna voglia di trasgredire (o almeno, non confessata nelle risposte). Il massimo dell’osare sono stati gli oli per massaggi , lubrificanti stimolanti, anelli vibranti e vibratori.
E noi, maschi italiani gay e donne lesbiche qua presenti: avvertite questa noia nel fare sesso? Nelle vostre esperienze di coppia o di sesso puro e divertente, avvertite questo piattume di iniziative? Oppure siete mai incappati in un partner che, a letto, è stato più soporifero di una dose maxi di Valium? In caso voleste aumentare la fantasia, noi qualche consiglio ve lo abbiamo dato…
Foto | ShookDown
Continua a leggere: Sesso: fantasia scarsa e pochi sex toys per gli italiani. E tra i gay?

Il principio base è sempre quello classico: c’è un buco e ci si mette qualcosa dentro. Anche il qualcosa è sempre lo stesso. Nel gloryhole, però, cambia il buco. Nel senso che con questo termine si intende proprio un buco praticato ad altezza dei genitali nella parete di un luogo pubblico, in modo da fare sesso in maniera anonima. Quindi da un lato c’è un uomo che infila il proprio birillo in questo buco nella parete e dall’altro c’è un altro uomo che si dedica al birillo che si affaccia. Cosa fare? Sesso orale, prima di tutto. Ma anche masturbazione e, soprattutto se il pisello che si affaccia è di notevoli dimensioni, si può anche avere un rapporto anale.
Non sto descrivendo la trama di qualche film porno gay ma, come molti di voi ben sanno, è una realtà. Il gloryhole – in inglese suona meglio rispetto a buco glorioso o gloria del buco…! – lo si può trovare nei bagni dei locali o nelle cabine di un sexy shop, anche se sono un po’ caduti in disuso. Negli anni Settanta e Ottanta hanno avuto il loro massimo splendore, soprattutto per il fatto che l’anonimato veniva protetto: si arrivava, si metteva quel che si doveva mettere, ognuno traeva piacere, arrivederci e grazie. Poi con la consapevolezza dei rischi legati all’HIV e ad altre malattie sessualmente trasmissibili, c’è stato un declino. Ma non sono spariti del tutto.
Mai come in questo caso l’uso del preservativo è d’obbligo: non sapete mai chi c’è dall’altra parte! Se questo è un rischio, è pur vero che è proprio tale fattore ad eccitare gli amanti del gloryhole: fare sesso con qualcuno che non si conosce, senza preoccuparsi dell’aspetto fisico sia proprio che del partner. E, se mai voleste provare questo buco, il mio consiglio è proprio quello di non sbirciare dall’altra parte: se poi beccate vostro fratello che vi ha appena praticato un lavoro di fino con la bocca che reazione potreste avere?
Continua a leggere: Kamasutra gay: il gloryhole o buco glorioso