Oggi è la giornata contro l’Aids. Ne abbiamo già parlato in alcuni post precedenti e proprio dal 1 dicembre andrà in onda uno spot ideato dal Ministero, per evitare la malattia. Ma il problema principale è la disinformazione di quella pubblicità, così soft nel linguaggio, nei termini, così vacuo da dimenticare l’unico alleato fondamentale: il preservativo.
Ed è appunto da quest’idea, del sesso occasionale e senza profilattico, che ho deciso di entrare in chat nei due giorni scorsi, per assistere e parlarvi delle reazioni avute dalle persone a cui ho proposto di fare sesso senza precauzioni. Il mio nick era “SenzaPreservativo”
Non esiste uno standard generico, ovviamente. Mi hanno scritto e risposto persone di qualsiasi fascia d’età, di qualsiasi stato civile, anche uomini sposati. Alcuni potevano sembrare stupiti di fronte alla mia richiesta, ma la cosa peggiore, è che altri apparivano realmente eccitati. Dopo il salto, la cronaca di queste ore, a contatto con gente stupida e incosciente, disinteressata della propria vita. Ragazzi/e, usate il preservativo!
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Già in campo etero, il problema delle dimensione colpisce spesso l’uomo. Nella versione più romantica degli appuntamenti e degli incontri, dopo un tot di volte, tra cene, cinemino, film, caffè ecc ecc, se l’alchimia (almeno fisica) scatta, l’uomo e la donna vanno a letto insieme. Insomma, finalmente dopo un tira e molla estenuante, si tromba. Punto. Non tiro in ballo l’ape e il fiore perchè sono già stato abbastanza esplicito. E il giorno dopo, il maschetto si domanderà se la sua prestazione è stata superiore (o almeno pari) alle aspettative, anche a livello di dimensione. Perchè, non facciamo gli ipocriti, come nell’ambiente etero, anche nel settore gay si spettegola e si racconta agli amici spesso anche i minimi particolari.
E se comunque con una donna non c’è via di scampo, nelle storie gay può succedere anche quello. Provo a spiegarmi meglio: quando nell’intimità ci si spoglia, essendo entrambi muniti dello stesso elemento, quando l’occhio cade in quella parte, dopo la gioia (nel caso in cui le dimensioni “soddisfino” l’attesa) o la delusione ( in caso si faccia fatica a trovare l’elemento di cui stiamo parlando), scatta nella mente dell’uomo il passaggio forse più elementare che esista: il confronto.
Perchè l’invidia del pene, mai frase più adatta, tra due uomini a letto insieme, forse è ancora più elevata. E se noi siamo la parte vincente, ci si sente fieri, leoni, possenti e virili più che mai, gongolanti nella nostra supremazia di misura. Ma… ma se ciò non accade e l’altro sfodera “un’arma” che non ci aspettavamo, può avvenire il contraccolpo. Per cui, se si era sempre stati fieri del proprio pene, ci si sente, metaforicamente parlando, un chihuahua di fronte ad un mastino napoletano. E il senso di inferiorità può colpire (a volte anche far ritirare il chihuahua con la coda fra le gambe). A voi è mai successo? Di sentirvi “minati” della vostra mascolinità con un vostro partner (occasionale o meno che sia). Oppure, nella migliore delle ipotesi, vi siete mai sentiti potenti, forti e “superiore” mentre vi suonavate mentalmente una roboante “We will rock you”?
Foto | SoloBuonumore
Già ne avevano parlato i colleghi di GossipBlog, ma non potevamo escluderci dalla dichiarazione a sorpresa di Francesco Venditti, figlio del famoso Antonello, e membro del clan degli Izzo. Durante un’intervista in cui parlava di argomenti generali, quali il matrimonio di Myriam Catania con Luca Argentero, il giovane attore ha anche toccato il tema dell’omosessualità.
Nella sua ultima piace teatrale in cui ha lavorato, Ultima stagione in serie A, si parlava anche del mondo del calcio e dei gay. Un argomento che spesso è stato al centro di dibattiti e presunti scandali. Lui sembra invece avere un’idea chiara e del calcio ha detto:
“Quel mondo lo conosco, penso proprio sia un mondo gay. Non sono leggende, lo dico perché ho sentito calciatori e allenatori parlare dell’omosessualità con schifo e ribrezzo. Una tale cattiveria, un tale accanimento, non sarebbero concepibili se non fosse qualcosa che li riguarda. Capisco che il calciatore, considerato ormai un’inarrivabile icona, possa avere un problema a dirsi omosessuale, allo stadio chissà cosa succederebbe!”
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Si sa che l’estate libera facilmente gli ormoni e il piacere del brivido a volte ha la meglio sulla razionalità. Ma quello che uno svizzero, originario di Lugano, ha fatto in Thailandia gli costerà un po’ caro come ricordo. L’uomo, un 45enne in vacanza in uno delle mete più conosciute del turismo sessuale, incontra in un locale un giovane 25enne del posto. I due si conoscono, chiacchierano e scatta, diciamo, una certa complicità.
A quel punto, l’uomo offre circa 7 franchi al ragazzo per potergli solo aprire la cerniera dei jeans. Lui accetta. Così avviene il rilancio: la stessa cifra per potergli anche fare “un servizietto”. E nuovamente il 25enne accetta la proposta. E tutto questo, atto compreso, avviene al pub all’aperto, dove, sfortunatamente per lo zurighese, transita una volante della polizia e si accorge di quello che sta accadendo.
I due vengono interrotti e lo svizzero viene arrestato e portato in caserma dove nega l’accaduto (sebbene visto dagli stessi agenti). E come risultato dovrà pagare una multa salata per atti osceni in luogo pubblico. Non c’è che dire: una vacanza “cara” e indimenticabile per il turista eccitato.
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Quando si parla di prostituzione generalmente si tende a pensare a quella femminile. Ma come si sa esista anche quella maschile, i gigolò che vanno con donne giovani e meno giovani. E accanto a queste tipologie, esiste anche la prostituzione gay, dove ragazzi generalmente piacenti cercano clienti generosi con cui passare qualche ora, possibilmente ben ricompensati.
A Milano, per esempio, sono note alcune zone e vie dove è facile, passando in macchina, vedere ragazzi (alcuni anche giovani, troppo giovani), che, (poco) vestiti, camminano per le vie, guardando chi passa in quelle zone e cercando di abbordare e di essere abbordati. Non è più un mistero e ormai scandalizza ben poche persone. Purtroppo è la realtà: ci sono quelli che lo fanno per strada e quelli che lo praticano al “sicuro” nelle loro abitazioni, scegliendo anche, nei casi migliori, a chi concedersi.
Certe volte scattano anche alcune retate da parte della polizia, come qualche sera fa a Padova. Alla fine dei controlli, in una delle vie più note della prostituzione maschile sono scattate anche le manette per un 21enne, già ricercato e condannato per furto. Lo scherzo del destino di un giovane che attende che si apra la portiera di un auto e poche ore dopo invece, a lui, si spalancano le porte del carcere. Una beffa, se non avesse il sapore della disperazione. Di giovani vite che si vendono per decine di euro e di clienti che, chissà, forse anche loro disperati, cercano il piacere in corpi sudati e sconosciuti. Sfidando il rischio, forse eccitati da questo piacere “proibito”: ma quanto può essere pericoloso per entrambi? Perchè qui chiunque può essere lupo o agnello…
Festeggiano gli attivisti transgender degli Stati Uniti: Dwight DeLee, 20 anni, arrestato per aver ucciso lo scorso Novembre Lateisha Green all’uscita di una festa, è stato condannato a scontare dai 10 ai 25 anni di carcere. Il clamore è dovuto al fatto che DeLee è solo la seconda persona negli USA, dopo un unico recentissimo precedente dello scorso aprile, a cui è stata imputata l’aggravante di “crimini d’odio” per l’assassionio di una persona transgender.
Lateisha, al momento del suo assassinio, si trovava in macchina con il fratello quando DeLee le è piombato addosso sparandole con la sua calibro 22.
Lo stato di New York, dove si è svolto l’episodio, come più della metà degli stati USA prevede la protezione delle potenziali vittime di crimini d’odio includendo fra di esse quelle potenzialmente prese di mira per il proprio orientamento sessuale ma non per l’identità di genere riconosciuta solo in 11 stati. L’originaria legge sui crimini d’odio, datata 1968 dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr. , prevdeva che le categorie a rischio fossero i discriminati in base alla razza, il colore della pelle, la religione e la nazionalità. Per inserire in gran parte degli stati, ma non ancora nella legge federale, come movente l’orientamento sessuale si è dovuto aspettare il 1998 con il celebre e tragico assassinio di Matthew Shepard che scosse gli animi degli americani.
Giovedì il Senato ha però discusso l’estensione della protezione federale prevista per le potenziali vittime dei “crimini d’odio” anche alle persone esposte ed attacate per questioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e disabilità. Queto significa che, se la proposta di legge terminerà positivamente il suo iter di approvazione, la protezione delle persone omo e transessuali esposte ai crimini d’odio non riguarderà più i singoli stati ma sarà regolata dall’estensione della legge federale approvata in prima istanza nel 1968. Un gran bello scarto con il nostro paese dove abbiamo dovuto sentire di Senatori che chiedono al Signore che non vengano inserite norme antiomofobia nel pacchetto sicurezza, vi pare?
Foto | Apbailey
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In maniera del tutto rispettosa del calciatore maschio, Il Messaggero riporta la notizia della mega-festa privata che il calciatore Adriano avrebbe organizzato nella propria casa di Barra de Tijuca, a Rio de Janeiro alla quale avrebbero partecipato modelle, ex fiamme e una trans. Adriano sostiene che non si è trattato di un party ma di una festicciola con familiari e amici.
Ma pare che le cose siano andate un po’ diversamente. Patricia Araujo, una transessuale fidanzata con un giocatore della nazionale brasiliana, ha detto di aver partecipato alla festa e di essere stata “minacciata” per non rivelare i dettagli più piccanti. Patricia ha affermato, inoltre, che alla festa c’erano “molti più uomini che donne” e la stampa brasiliana ha evidenziato che sono state chiamate diverse prostitute della casa d’appuntamenti Centauras e svariati “travestiti”.
Stando a quanto ha dichiarato uno degli invitati, è stata una “festicciola” con molto sesso e orge.
Studi interessanti – senza dubbio particolari – alla Georgia State University di Atlanta. Ci sono dei corsi, infatti, che intendono approfondire il ruolo del sesso nella società attuale e nella storia. Abbiamo, pertanto, lezioni di sesso orale, di prostituzione maschile e approfondimenti sulla teoria della transessualità. Sia chiaro: non si parla di pratica, ma di studio dei fenomeni.
I conservatori USA fanno guerra a questo progetto, annunciando di voler dare il via ad un’azione popolare contro i docenti dello scandalo, ma le autorità scolastiche dello Stato tirano avanti per la loro strada, non comprendendo l’ingerenza della politica nelle lezioni universitarie. Il portavoce dell’Università, John Millsaps, ha dichiarato:
“Di certo la missione dell’istruzione superiore consiste nell’ampliare il campo della conoscenza e della ricerca. Questo significa che i temi di discussione possono essere molti e se per alcuni possono essere controversi, per altri vanno assolutamente incontro ai bisogni e interessi personali”.
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Il teeneger americano al centro dello scandalo che ha coinvolto Sam Adams, sindaco di Portland, con il quale avrebbe avuto una relazione ha rilasciato un’intervista ad un giornale dell’Oregon.
Nell’intervista a The Oregonian, il giovane ammette sì di aver conosciuto e frequentato Adams prima dei sui 18 anni ma precisa di averlo semplicemente baciato un paio di volte e di non aver fatto sesso con lui prima del compleanno.
L’età legale perchè una persona sia considerata capace di fare sesso in maniera consenziente nell’Oregon è di 18 anni. Il sindaco si era scusato la settimana scorsa per aver mentito per un anno e mezzo circa la sua relazione con l’allora diciassettenne Beau Breedlove ammettendo che il tirocinio che, secondo le su precedenti dichiarazioni, avrebbe seguito il giovane sotto la sua ala non era altro che una scusa per potersi frequentare. I due, secondo quanto riferito da entrambi, si sarebbero conosciuti prima dell’elezione del primo cittadino che ha iniziato il suo mandato lo scorso primo gennaio.
Continua a leggere: Beau Breedlove: "Non ho fatto sesso con il sindaco prima dei 18"
Dentro di me è l’opera prima di un giovane blogger, Anthony Will, che narra il sesso e l’amore – o l’amore e il sesso – gay attraverso una serie di racconti ben scritti e stuzzicanti. Sadomaso, coming out, amore tenero, affetto, crudezza… sono alcuni degli elementi che si possono trovare in questo testo. Ringraziamo l’autore per aver risposto ad alcune nostre domande.
Raccontaci qualcosa di curioso su di te
Mmm… vediamo… ok ecco una curiosità che riguarda me e il libro! La foto in copertina inizialmente scelta da una grafica l’ho trovata orrenda, raffigurava una piccola spina di un fiore. Giuro era davvero brutta e sono corso ai ripari (il tutto in un pomeriggio) fotografandomi la schiena con l’autoscatto una cinquantina di volte. Poi le dieci foto venute meglio le ho inviate subito a una mia amica che ha fatto il cuore e il contorno rosso e la stessa sera le ho girate all’editore. Per fortuna l’editore ha scelto la mia idea.
“Dentro di me” è il tuo primo libro: com’è nata l’idea?
L’idea è nata un po’ per caso: a 21 anni ho preso piena consapevolezza della mia omosessualità, ho iniziato a frequentare ambienti gay e ho fatto le mie prime esperienze. Era tutto desiderato da molto tempo e sapevo che stavo facendo un passo molto importante, così ho deciso di scrivere a riguardo per testimoniare le emozioni e gli stati d’animo. Scrivendo e scrivendo è nata questa raccolta e mi sono detto: perché non proporla a qualche editore?
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