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Tutti gli articoli con tag rupert everett

Rupert Everett ripete: "Sarei stato 007 se non avessi detto che ero gay"

pubblicato da Desperate Gay Guy

rupert everett coming out amaro

Oggi esce nelle sale il film “Hysteria“, di cui i cugini di Cineblog hanno parlato abbondantemente. Tra gli attori presente c’è anche Rupert Everett che, al settimanale Gioia, aveva raccontato poco tempo fa:

“Lo show business, se dichiari di essere gay, ti offre solo parti da omosessuale. Una scelta che ho pagato. Se avessi una bella moglie, una casa a Malibu, tre bambini, un cane e una station wagon, avrei girato molti più film. Sapevo perfettamente cosa rischiavo. C’è una sola cosa che mi dispiace tanto: non aver potuto interpretare 007!”

Un sapore amaro dopo il coming out che non lancia sicuramente un messaggio positivo nei confronti dell’Hollywood che conta. Voi pensate che Rupert abbia ragione e che siano delle conseguenze reali del suo coming out o che sia una giustificazione ai pochi ruoli ottenuti?

Fonte Foto | TM News

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Gli attori gay hanno ancora paura del coming out

pubblicato da aelred


Per chi non ha il talento di Ian McKellen (qui in una foto giovanile) o l’ego di Rupert Everett, probabilmente è ancora troppo difficile ammettere di essere gay nel mondo del cinema. Lo conferma una ricerca condotta dal sindacato britannico Equity: quasi tutti gli attori sono sinceri con amici e colleghi sulla propria sessualità, ma molti mentono ancora con gli agenti.

Meno della metà degli attori lgbt dice la verità al proprio agente, per timore di ritorsioni o di subire un rallentamento alla propria carriera: il 57% ammette di non essere sincero. È vero che interpreti come Ian McKellen o Neil Patrick Harris vestono i panni di personaggi etero, senza alcun problema, ma bisogna ammettere che tra le super star non c’è nessun gay.

Il 35% degli attori giustifica la propria riservatezza col fatto di avere sperimentato una qualche forma di omofobia nella loro vita professionale. Al contrario, più del 90% degli attori gay è sincero con amici e colleghi di lavoro. A Hollywood, dunque, lo schermo è ancora “velato”.

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Glee: Jane Lynch non pensa che Hollywood sia omofoba ma...

pubblicato da Desperate Gay Guy

jane lynch glee

“Personalmente non sono mai stata esclusa da un ruolo solo perchè sono gay. Non trovo che hollywood sia, in base alla mia esperienza, omofoba. Che poi io sia stata scartata per quel motivo non lo posso sapere, non succede così quando ottieni o non ottieni qualcosa. Ma allo stesso tempo credo che la gente etero continuerà ad interpretare ruoli etero da leader”

Questa l’opinione di Jane Lynch, attrice dell’acclamato Glee. Lei, lesbica dichiarata, sembra gettare acqua sulle parole di fuoco pronunciate da Rupert Everett. Dove starà mai la verità? E poi ci sarà mai un attore apertamente omosessuale che possa interpretare un eroe o un leader etero?

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Portia De Rossi: "Non ho avuto modelli di attrice lesbica a cui potermi ispirare"

pubblicato da Desperate Gay Guy

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“Penso che avrei continuato a soffrire di disturbi e disordini alimentari se non avessi affrontato la mia sessualità. Tutto è iniziato quando mi sono messa a dieta a 12 anni e da lì la cosa è diventata cronica. Ma sicuramente non mi ha aiutato nascondere quello che ero, per me la cosa era davvero inaccettabile e insostenibile, non c’erano attrici lesbiche nella storia del cinema, non avevo un vero modello gay, è stato un periodo davvero difficile”

Queste le parole di Portia De Rossi alla compagna Ellen DeGeneres durante una recente intervista. E sono parole che dovrebbero essere ascoltate più volte, la replica migliore a tutti quegli attori (citofonare Rupert Everett) che, invece, continuano a scoraggiare chiunque a fare coming out. Perché non tutti sono abbastanza forti e sicuri di sé nell’affrontare tutto come ha fatto Portia e qualcuno ha bisogno, egoisticamente, di un buon esempio che lo preceda…

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Rupert Everett contro Jennifer Aniston: "Dopo aver detto di essere gay non lavoro più, lei può fare quanti flop vuole"

pubblicato da Desperate Gay Guy

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Dopo Richard Chamberlain, ecco anche Rupert Everett che torna sull’argomento del coming out, sconsigliando di farlo, visto la sua esperienza negativa in merito. Parlando ai microfoni della BBC’s Radio 4, l’attore ha ricordato la reazione di Hollywood nel momento in cui ha parlato della sua omosessualità:

“Non è successo molto, in termini di reazione Hollywoodiana. Non ho mai avuto un lavoro là e non ho avuto lavoro qui, dopo il mio coming out. Ho fatto un paio di film. Mi sentivo così fortunato all’inizio della mia carriera… e poi, non ho ottenuto un altro lavoro per i dieci anni successivi e così mi sono spostato in Europa”

Hollyowood viene descritta, senza mezzi termini, un mondo estremamente conservatore che pretende (e finge) di essere liberale. E tira in mezzo proprio una sua collega, Jennifer Aniston:

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Avete mai spiegato il termine “gay” a chi non ha gli “strumenti” per capirlo?

pubblicato da Robo

Anni fa la televisione spagnola trasmetteva un programma in cui a dei bambini veniva chiesto il significato di alcune parole. Ricordo che alla domanda: “Che significa gay?” un bambino rispose: “Quando uno attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali è gay”. Mi sa che aveva sentito da mammina o da papino qualche gentile epiteto rivolto a un ignaro pedone… Una scena simile è presente anche nel film Sai che c’è di nuovo? con Rupert Everett e Madonna.

Ora, si sa che i bambini non si fanno tanti problemi come noi adulti, ma vi è mai capitato di dover spiegare cosa significhi essere gay a chi non aveva gli strumenti per capirlo se spiegato per filo e per segno? E se il vostro nipotino adorato ve lo chiedesse, cosa rispondereste?

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Se un attore è gay rischia di perdere il lavoro. Parola di Colin Firth

pubblicato da Robo

Se un attore è gay rischia di perdere il lavoro. Parola di Colin FirthColin Firth ritorna sul discorso attori gay e coming out. Agli inizi di dicembre aveva affermato che Hollywood limita il coming out. Ora sostiene che gli attori che si dichiarano apertamente rischiano di non essere scritturati:

“Ci sono dei rischi per gli attori omosessuali che fanno coming out. Se sei considerato eterosessuale e in un film interpreti un gay, tutti ti lodano. Ma se sei omosessuale e ti proponi per il ruolo di un eterosessuale non verrai scelto. Stesso discorso se un attore gay vuole interpretare un personaggio omosessuale. [Nel cinema] ci sono ancora confini invisibili che sono invalicabili [per gli omosessuali dichiarati]”.

La situazione è, sinceramente, abbastanza triste: personalmente valuto un attore per come recita, non per chi si porta a letto. In questo campo, comunque, le opinioni degli stessi attori gay sono molto disparate: da un lato abbiamo Rupert Everett che sconsiglia di fare coming out, dall’altro abbiamo Ian McKellen che esorta a dichiararsi. Chissà se mai arriverà il giorno in cui se uno è gay o meno interesserà poco al mondo del cinema?

Via | Apcom
Foto | Nikita

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Per Colin Firth Hollywood limita il coming out degli attori gay

pubblicato da Desperate Gay Guy

Per Colin Firth Hollywood limita il coming out degli attori gay Colin Firth, attore di fama internazionale, concorda sulle difficoltà che un attore gay può incontrare nel rivelare la propria omosessualità. Tutto questo ricorda le parole pronunciate da Rupert Everett la settimana scorsa. Firth ha interpretato da poco il film debutto come regista di Tom Ford, A single Man, nel ruolo di un insegnante gay, nell’adattamento dell’opera di Christopher Isherwood. E, intervistato dalla rivista Parade, ha dichiarato:

“Se tu sei un attore etero che hai il ruolo di un gay è ovvio che non sia la medesima cosa se tu lo fossi realmente. Io personalmente credo che ci siano ancora dei limiti verso chi è gay dichiarato. Conosco molti attori che sono ancora assolutamente cauti nel mantenere nascosto il segreto della propria inclinazione sessuale. Non sono molte le persone influenti e potenti apertamente gay”

E in merito al suo ruolo di personaggio omosessuale ha ammesso di averlo interpretato in maniera assolutamente naturale: la natura gay del ruolo è assolutamente insignificante come dettaglio:

“Il potere della storia è l’amore tra gli uomini ed è un messaggio davvero accessibile e una qualità universale che accomuna tutti”

Foto | I-Italy

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Rupert Everett consiglia ai giovani attori: "Non fate mai coming out!"

pubblicato da Desperate Gay Guy

Rupert Everett consiglia ai giovani attori: "Non fate mai coming out!" Rupert Everett, intervistato dal “The Guardian” ha voluto sottolineare ancora una volta come la scelta di dichiarare la propria omosessualità, in realtà abbia danneggiato notevolmente la sua carriera. E amaramente dichiara:

“Il punto che non potevi, e non puoi ancora essere, un 25enne gay che cerca di sfondare nel mercato del cinema britannico, o americano e nemmeno italiano. Riuscirete a fare andare tutto per il meglio per un certo periodo, ma al primo fallimento sarete semplicemente tagliati fuori. E sono stanco di dire che sì, è probabilmente solo colpa mia. Il problema vero, e non mi interessa se qualcuno non è d’accordo, è che non funziona se sei gay… Non è consigliabile essere onesti. Non è così facile e sinceramente non consiglierei a nessun attore che davvero pensa che il cinema sia la sua carriera, di fare coming out

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Rupert Everett a Domenica Cinque con Platinette e Barbara D'Urso

pubblicato da Desperate Gay Guy

Rupert Everett a Domenica Cinque con Platinette e Barbara D'Urso

Ruper Everett è stato intervistato oggi pomeriggio da Barbara D’Urso nel corso di “Domenica cinque” e tra i vari argomenti toccati, si è parlato anche di omosessualità. Dopo avergli fatto i complimenti per essere stato da esempio con il suo coming out, Rupert ha dichiarato:

“Non ho fatto veramente un coming out ufficiale. Ma ho realizzato una cosa, che mentire è una cosa sbagliata: se menti sei sempre nella posizione sbagliata. E’ il ventunesimo secolo e anche l’Italia è un paese un po’ troppo conservatore e non puoi essere chi vuoi essere”

Da lì, dopo aver mandato uno spezzone del film “Sai che c’è di nuovo?”, Barbara ha chiesto ad Everett se mai avrebbe accettato di avere un figlio da un’amica, come è accaduto nella finzione:

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