
Dopo aver passato in rassegna una serie di vescovi e cardinali in pensione, quel sito tradizionalista che tutti conosciamo, continua la sua missione contro noi gay cercando consensi anche fuori dalle “sacre” mura.
I curatori del sito hanno, quindi, intervistato Antonello Venditti in merito agli “insulti contro la chiesa e il papa” durante il Gay Pride di Roma. Ne è venuta fuori un’intervista tragicomica: da un lato Venditti che diceva che criminalizzare il movimento gay – solitamente corretto e rispettoso – per qualche “testa calda” non ha senso, dall’altro l’intervistatore che dice “si, però hanno offeso il papa”. Un bell’esempio, insomma, di voler vedere la realtà solo da un punto di vista e pretendere che gli altri concordino.
Dopo il salto, la parte dell’intervista che ci interessa.
Continua a leggere: Antonello Venditti: nessuno può pretendere di limitare le rivendicazioni dei gay
Come ha evidenziato Desperate Gay Guy nella piazza mediatica è scesa la chiesa cattolica contro la Carfagna, rea di aver difeso i gay e di aver definito gioioso il Pride.
Il popolo femminile di Facebook non ci sta a questa denigrazione della Carfagna, sia perché ha detto cose giuste, sia perché siamo al solito problema medievale delle donne che devono tacere:
Eccoci quindi, nostro malgrado, ricatapultati in epoca medievale, con tanto di tribunale inquisitorio, composto da tutti e soli uomini, Giovanardi compreso, ad intimare con parole decisamente aggressive (una volta c’era la tortura) la conversione e la penitenza della strega di turno, peccatrice che verrà perdonata, nella infinita misericordia della Chiesa, ma solo se rinnega ciò che ha detto. Solo se smentisce di avere un suo pensiero che, ogni tanto, si distacca da quello che gli uomini al potere le hanno scritto sul copione.
Continua a leggere: Facebook sostiene la Mara Carfagna che difende i gay

Pochi giorni fa vi avevamo parlato del problema degli affitti di appartamenti negati ai gay: grandi città esplicitano nell’annuncio di non volere inquilini omosessuali. Ne è nata una forte polemica, nella quale anche Mara Carfagna ha voluto sottolineare l’assurdità di tale richiesta:
“Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro”
Il ministro che prende pubblicamente le nostre difese, dopo un video contro l’omofobia? Qualcosa di inaccettabile per la Chiesa che, dal suo solito sito, non risparmia critiche e parole velenose contro di lei. E non si limitano ad una critica, bensì ad una serie di accuse anche pesanti:
Continua a leggere: Attenzione attenzione: la Chiesa contro Mara Carfagna!

Quasi un anno fa, Gianni Alemanno si è presentato al Gay Village, dopo il caso Svastichella, per dialogare con il popolo Lgbt e al termine dell’incontro aveva ammesso di essere favorevole ai diritti per i gay ma non alle coppie di fatto. La sua opinione aveva provocato polemiche e discussioni, ma alcuni avevano apprezzato il suo voler confrontarsi.
Ieri, invece, è arrivata la notizia ufficiale che il sindaco di Roma non parteciperà al Roma Pride 2010:
“È una manifestazione portatrice di istanze che non condivido ma ha comunque il mio rispetto. Tuttavia non parteciperò”
Continua a leggere: Alemanno non parteciperà al Roma Pride 2010

Mancano due giorni alla data del Roma Pride che, solo nelle attese, sta diventando un crocevia di polemiche e accuse. Prima il video criticatissimo delle associazioni Lgbt, poi l’invito a scendere in campo da parte delle associazioni cattoliche. Ora, Alessandro Cecchi Paone critica Renata Polverini e la sua insicura presenza al corteo:
“La Polverini dovrebbe essere in prima fila al Gay Pride, come accade in tutti i paesi civili del mondo”
E qua inizia il valzer delle botte e risposte:
Continua a leggere: Roma Pride 2010: Cecchi Paone contro Polverini: "Dovrebbe essere in prima fila!"

Ecco qua, puntuale, giusto qualche giorno prima del Roma Pride 2010, la crociata contro il corteo per i diritti Lgbt. Ecco la voce di Pontifex che accusa Alemanno di esprimere solidarietà con i gay picchiati e invita i cattolici a scendere in piazza e far sentire il proprio disgusto:
“Sabato prossimo Roma celebra in pompa magna il gay pride a Roma: un ennesimo volgare insulto al Papa nella città cara ai cattolici. Una sconcezza senza riparo per la quale invitiamo i veri cattolici a scendere in campo, a protestare a ribellarsi contro questo sindaco troppo tollerante che ad ogni gay picchiato manifesta ipocrita solidarietà”
E se pensate che si concluda qua quest’arringa, vi sbagliate. Dopo aver spinto tutti i credenti a boicottare il Roma Pride, si arriva ad un rimpianto che fa rabbrividire (pensate sempre che queste persone sarebbero ministri di Gesù) :

Per oggi pomeriggio è prevista a Roma, in preparazione al Pride di sabato prossimo, la staffetta dei diritti. L’appuntamento è alle 19,30 al Circo Massimo dove dieci staffette composte da dieci persone dovranno percorrere mille metri ognuna per un totale di 100 chilometri.
Un’iniziativa volta a sensibilizzare un po’ le persone in vista del Roma Pride 2010 (che, ricordiamo, si terrà sabato 3 luglio, con partenza alle 16,30 da piazza di Porta San Paolo) che quest’anno pare sottotono sia per le polemiche sia perché (com’è giusto che sia, a mio parere) è stata data molta più importanza al Pride nazionale svoltosi a Napoli lo scorso 26 giugno.
Proviamo a contarci: quanti di voi parteciperanno al Roma Pride 2010?
Lo spot per il Roma Pride 2010 ha indignato molti di voi lettori per la voluta presenza di luoghi comuni e macchiette all’interno di una pubblicità da cui non vi siete sentiti rappresentati. Ma gli organizzatori dell’evento hanno voluto replicare a queste critiche, ribadendo fermamente le loro idee:
“Si tratta di uno spot ironico giocato sugli stereotipi e sui pregiudizi più comuni. Uno spot che vuole dare in modo semplice anche un messaggio contro l’omologazione. L’immagine del ragazzo gay che guarda quasi annichilito la televisione e che non ricorda l’appuntamento del Pride, fino a quando un personaggio amatissimo dalla comunità gay non glielo ricorda, vuole ‘scuotere le coscienze’ e parlare proprio ai milioni di omosessuali e transessuali italiani che non ci ‘mettono la faccia”
Infine, qualche considerazione sulle ulteriori polemiche nate:
Continua a leggere: Roma Pride 2010: "Lo spot è volutamente ironico! Polemiche assurde!"
Ecco qua lo spot ufficiale per il Roma Pride 2010 del 3 luglio. Vorrei trovare un lato positivo in questo video. Mi ci sto sforzando. Però non ci riesco proprio. Io mi chiedo solo alcune cose. Siamo nel 2010, in un Paese che cerca di sconfiggere i luoghi comuni, di sfatare il legame gay=superficiale che pensa solo al sesso o a Madonna (quella che canta), Britney, cerette e televisione. Insomma: i gay sono persone come tutti quanti, hanno diritti, hanno doveri, devono poter amare, perché provano seriamente sentimenti, vogliono seriamente un unione civile e non per un misero capriccio, sono seriamente stanchi della discriminazione. E poi… poi mi viene partorito questo video.
Video dove un gay fa flessioni (guardando in due televisioni, contemporaneamente, un reality show e un telefilm), poi mette un dvd di Will & Grace, mentre decide di farsi una ceretta. E a quel punto, arriva la vocina doppiata di Karen Walker che peggiora ancora le cose con slogan come: “Perdi il pelo, ma non l’orgoglio” e “Tira più il pelo di un gay che il carro del Pride“.
Ah, il ragazzo viene anche chiamato “Principessa” (a questo punto poteva pure dire “checca” o “sfranta” dato che c’era). Comunque il senso che vuole passare è questo: tu gay che passi i tuoi pomeriggi a guardare tv trash, ti depili e fai flessioni, il 3 luglio mettiti la maglietta e vai a manifestare i tuoi diritti (ne fosse stato ricordato uno…). Consigli per il plot del prossimo spot: inserite qualche glitter, del gloss che fa sempre chic, una canzone della Cuccarini, piume di struzzo e un tacco 12. Così chiudiamo proprio il cerchio.
Però io sono curioso anche della vostra opinione… Dopo il salto, il video del Roma Pride 2010 (sigh):

Il giovane 22enne vittima di un’aggressione la scorsa settimana, a Roma, e nemmeno aiutato dai clienti di un bar poco distante che si sono rifiutati di porgergli dei fazzoletti per tamponare sangue e ferite, è stato dimesso dall’ospedale e resta a casa sua, insieme ai familiari, senza però esporsi pubblicamente per non ostacolare le indagini. Ma lancia un appello, direttamente al Presidente del Consiglio:
“Volevo ringraziare Gay Help Line per il sostegno ricevuto e tutte le istituzioni per la solidarietà espressami, però credo ci sia bisogno di azioni concrete e volevo fare un appello al presidente Berlusconi affinché venga approvata la legge contro l’omofobia e nello stesso tempo mi auguro che le forze dell’ordine risolvano il mio come tutti gli altri casi irrisolti. Come atto di civiltà spero che ci sia una partecipazione attiva al prossimo Gay Pride di Roma del 3 luglio dove sicuramente parteciperò anche io”
Infine il commento di Vladimir Luxuria che riprende il concetto espresso da più esponenti politici: è ora di smetterla di esprimere solidarietà solo in questi casi ed è il momento di agire concretamente:
“Tutti i recenti casi di violenza contro gay e trans hanno due fattori comuni: la giovane età e l’agire in gruppo contro una sola persona che dimostra più vigliaccheria che virilità. Purtroppo la promessa del ministro delle Pari opportunità di presentare una proposta di legge a marzo sull’omofobia è ancora disattesa e mi auguro che alle chiacchiere inutili di solidarietà seguano presto fatti concreti che facciano sentire meno impunito il crescente popolo di omofobi”
Via | Corriere
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