Poco importa se avete già scelto le mete dove andare a trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno; di certo ci sono luoghi dove sarà possibile andare in un futuro prossimo, da soli o il lieta compagnia. Partire è l’inizio di nuovi sogni, di nuove conoscenze e incontri, probabilmente un amore o una passione fugace o semplici amici che entrano nei nostri affetti più cari. Viaggia la popolazione gay e lesbica; parecchio in quelle nazioni che hanno saputo dare risposte legislative ai diritti; luoghi dove il divertimento gay notturno è sfavillante o dove la comunità glbt ha un suo alveolo di rappresentanza nella democrazia delle istituzioni. La Spagna ne è un esempio, ma anche l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, la Francia. Più in là gli States, il Canada, il Brasile e persino il Sudafrica.
È così vero che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali amino viaggiare che questo particolare segmento è diventato da qualche anno molto appetibile per le agenzie di viaggi e i tours operator come per gli Enti del Turismo che hanno un settore parecchio vivace che si occupa proprio del mercato vacanziero glbt. Sono loro a studiare offerte sempre più mirate, disporre di servizi di una certa qualità, alberghi e strutture capaci di esaudire le “folli” richieste del cliente omosessuale. Nei paesi dove tutto questo avviene, il cliente glbt usufruisce delle stesse attenzioni riservate alle coppie tradizionali, così se due uomini si presentano alla reception di un hotel riceveranno una matrimoniale senza altre stupide e imbarazzanti domande.
Una interessante realtà, molto giovane per questo mercato in espansione è Quiiky, tour operators capace di esaudire ogni richiesta che arriva dai suoi clienti glbt: dalla vacanza più lussuosa a quella low profile, capace di gareggiare con chi oggi, online, ha prezzi con pochi zeri. Per aiutare le agenzie di viaggio a confrontarsi meglio con i loro clienti glbt, si sono riuniti in seminario a Roma e Milano, creando un certo interesse tra gli operatori del settore poco avvezzi al mercato gay. Loro lo slogan “Libero di viaggiare come sei“.
![]()
6 di sabato mattina, dopo una serata trascorsa al Qube. La serata è quella famosa e conosciutissima in tutta Roma, il Muccassassina. Un gruppo di amici sta facendo colazione dopo aver ballato per ore: son stanchi ma tra una brioches e l’altra scherzano e ricordano buffi avvenimenti della serata. Più specificamente parlano di un certo “Mario”, un ragazzo forse conosciuto quella sera stessa, forse un loro amico, non ha importanza.
Ci ricamano sopra risate e scherzi tra loro, l’ilarità è generale. Un uomo passa accanto a loro per uscire e uno di questi giovane, ancora tra le risate di prima, lo saluta con “Ciao Mario!“. L’errore è stato commesso.
“Froci di merda, dovete stare attenti, io vi ammazzo, io vi gonfio, vi spacco il culo e senza vasellina! Già me so fatto due anni de galera, non me ne frega un cazzo de tornacce!”
Continua a leggere: Roma: gay minacciati con un coltello fuori dal Muccassassina

E’ da più di una settimana che i muri di Roma sono tapezzati di manifesti come quelli che vedete nella foto. Io personalmente li ho visti affissi soprattutto a Roma nord, ma si incontrano anche in centro, per esempio a piazzale Flaminio.
Lo slogan “Uomo fobia” e il riferimento alla pillola abortiva RU-486 si fondono in un mix non inedito, anzi ben consolidato, massimalista e, per dirla alla romana, “caciarone”: la critica alla tutela legale del diritto di omosessuali e transessuali a non avere paura dell’omofobia, del preguidizio, della discriminazione e della violenza vanno di pari passo con la battaglia per togliere alle donne il diritto all’autoterminazione, in nome di un presunto rispetto della vita umana (eterosessuale), che si celebrerà in una “Festa della vita”.
La manifestazione, che si svolgerà il 12 e 13 dicembre, viene promossa in questo modo da un gruppo che si firma Il Popolo della Vita. Chissà se quel popolo ha a cuore anche la vita di gay, lesbiche e trans uccisi per l’odio nei confronti del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere. Chi ha paura dell’uomo, inteso come termine plurale che assomma molte diversità senza annullarle, loro o le perosne lgbtqi che chiedono tutela e diritti?
Continua a leggere: "Uomo fobia" secondo il Popolo della Vita

Bella iniziativa del collettivo universitario lbgt SuiGeneris: ieri pomeriggio davanti ai semafori nei dintorni della città universitaria della Sapienza, come anche all’interno, studenti e studentesse tra i venti e i venticinque anni si sono scambiati anche baci “alla francese” con persone del loro stesso sesso. Si è creato qualche problemino ai semafori, tra lo stupore degli automobilisti e la fretta che sempre accompagna il traffico della Capitale (e non solo di quella). Al verde i baci smettevano e al rosso riprendevano, sempre più numerosi, anche a tre.
L’iniziativa – definita cross kissing – è stata una sorta di preparazione alla manifestazione Uguali che si terrà a Roma sabato prossimo, per dire no all’omofobia e al sessismo.
Dopo il salto il video di un’iniziativa svoltasi avvenuta in Francia: guardate i volti delle persone…
Continua a leggere: Baci gay all'Università La Sapienza di Roma

Quando il nemico appare dal buio e colpisce un altro essere umano ci si chiede se quel gesto sta imbarbarendo la società o è semplicemente il gesto dissennato di chiara marca delinquenziale. Quando questo nemico, che si fa nemico per caso ma anche per volontà, colpisce un omosessuale, fende una lama nell’addome e lascia il gay esanime sul suolo, una volta individuato, esiste ancora la voglia e volontà di perdono, o va assolutamente destinato al castigo carcerrio?
Dino, il giovane gay accoltellato lo scorso 22 agosto a Roma davanti al Gay Village, oggi, nella sede di Arcigay Roma, ha fatto sentire tutta la sua rabbia e anche la paura per quanto gli è capitato. Ma di fronte a quello che ha dovuto passare, la pietà è passata in secondo piano:
‘‘Io e Giuseppe - dice - ci stavamo baciando. E’ possibile essere accoltellati per questo? Per ‘Svastichella’ non deve esserci nessun tipo di sconto: deve scontare gli anni in galera o in un istituto psichiatrico per quello che ha fatto’‘.

Le fiaccolate a Roma e non solo, sono diventate un piccolo rito collettivo e partecipato per le persone lgbtq, dopo i venti di violenza omofoba che hanno investito tutta la Penisola. Nella Capitale si organizzano da fine agosto, con cadenza settimanale, in modo vivace, auto-organizzato e spontaneo, dando vita a veri e propri “micro pride” che hanno portato bandiere rainbow e la voce di trans, lesbiche e gay a manifestare nei luoghi simbolici del potere e mostrando una voglia di partecipazione finora sopita.
Domani, 24 settembre, si tiene a Roma una nuova manifestazione, indetta però da Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, interlocutore importante delle associazioni lgbtq romane. A questa fiaccolata “istituzionale” hanno aderito un gran numero di soggetti politici e associazioni, dal sindaco Alemanno al vicariato di Roma, fino ad Acca Larenzia, centro sociale di estrema destra. Lo specifico problema dell’omofobia e della transfobia sembra diluirsi e forse perdersi nello slogan “Contro l’intolleranza e tutti i razzismi. Roma per la solidarietà”, suscitando perplessità e malumore tra le persone lgbtq.
Un gruppo di attivisti lgbtq romani, alcuni facenti parte di “We have a dream”, sigla che ha inventato e organizzato le fiaccolate delle ultime settimane, annuncia quindi un’adesione provocatoria e simbolica a questa manifestazione “annacquata”:
Noi parteciperemo alla fiaccolata e lo faremo VESTIT* DI BIANCO con una MASCHERA DI CARTA BIANCA SUL VISO, con uno striscione bianco e le rainbow. Fantasmi perché così vorrebbero che fossero le persone lgbtqi.
Continua a leggere: Roma in piazza contro tutti i razzismi: lgbtq in bianco

Da venerdì prossimo, 25 settembre, presso lo Sporting Club Garden di Roma, in via delle Capannelle, si disputerà il primo Torneo Internazionale di tennis GLBTE (la E sta per etero). Slogan della manifestazione: “Uno Smash per i Diritti Civili”. Il torneo si concluderà il 27 settembre e pare che vedrà scendere in campo 100 atleti provenienti da quasi tutta Europa: Italia, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Francia, Olanda, Romania, Svizzera, Irlanda e Gran Bretagna. Ci saranno più atlete donne che maschi.
L’iniziativa è stata voluta dall’Associazione Di’ Gay Project, da Yellow Rome Tennis e dal X Municipio. La Regione Lazio, Comune di Roma e Provincia hanno dato il loro patrocinio. Per dare un segno di come un’iniziativa sportiva possa anche essere un momento di riflessione e di rivendicazione dei diritti, tutti i partecipanti a “Uno Smash per i Diritti Civili”, parteciperanno alla fiaccolata indetta a Roma contro ogni violenza e contro gli attacchi omofobi che nella capitale hanno avuto il loro volto più cruento.
Nel presentare l’iniziativa, la presidente di Di’ Gay Project, Imma Battaglia ha affermato: “Sarà un momento di competizione sportiva ma anche un momento di riflessione sui diritti civili. Oltre che una risposta positiva ai casi di omofobia di questa estate”.
Continua a leggere: A Roma torneo internazionale di tennis glbte

Stando ai primi accertamenti, non sarebbe una molotov, come inizialmente ipotizzato, la causa dell’incendio appiccato oggi all’ingresso della discoteca Qube, location dei party di Muccassassina, ideati e promossi dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Le fiamme sono divampate alle 6.45, secondo quanto notato da un passante che avrebbe visto allontanarsi in moto due persone, gli autori dell’intimidazione, e dato l’allarme.
Annunciando che la stagione 2009/10 di Muccassassina riprenderà come previsto il 9 ottobre, Rossana Praitano, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, mantiene il sangue freddo e invita a valutare con cautela l’accaduto, come si legge in una nota:
Pur non sottovalutando il preoccupante gesto, invita alla massima prudenza anche i media, per evitare allarmismi all’interno di una comunità già sotto pressione per gli eventi che si sono ripetuti a Roma e in altre città italiane negli ultimi mesi.
Queste sono le informazioni sul principio di incendio diramate dalla storica associazione romana:
Sono ancora in atto gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine, prontamente intervenute in via di Portonaccio: secondo le prime informazioni non si tratterebbe di molotov, ma di un sasso avvolto con uno straccio imbevuto di benzina e appoggiato davanti a un’uscita del locale, che non ha provocato danni alla struttura. Mancherebbero quindi i presupposti perché si possa parlare di attacco omofobo, diretto contro la comunità glbt e uno dei suoi locali simbolo.
Sull’episodio ha già preso posizione il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Continua a leggere: Fiamme al Qube: i commenti degli organizzatori di Muccassassina e di Alemanno

Non solo fiaccolate e manifestazioni di piazza, aspettando che in Parlamento qualcosa si muova in merito alla lotta all’omofobia: c’è fermento anche a livello delle amministrazioni locali. Sinistra e libertà ha presentato alla Regione Lazio una mozione per contrastare l’omofobia e la transfobia, sottoscritta da sedici consiglieri di maggioranza e opposizione. Aspettiamo di vedere come verrà accolta.
Segnali positivi per le persone omosessuali e tranessuali giungono invece dal consiglio regionale della Toscana. In risposta all’emergenza omofoba, sono infatti fresche di approvazione due mozioni, una presentata da forze politiche di sinistra e l’altra dal Popolo delle Libertà.
Sia Roma che Firenze sono state colpite, nelle scorse settimane da gravi azioni di violenza contro persone gay. Tanto la mozione proposta alla Regione Lazio quanto quelle approvate in Toscana hanno come obiettivi la diffusione di una cultura del rispetto e di condanna delle discriminazioni e la promozione di iniziative di comunicazione e sensibilizzazione su questo tema. A seguire, potete leggere alcune dichiarazioni dei promotori di queste iniziative.
Continua a leggere: Mozioni anti-omofobia nei consigli regionali di Toscana e Lazio

Organista per 18 anni alla cattedrale di Lecce e licenziata dopo aver cambiato sesso, la musicista Luana Ricci è l’ospite d’onore del quarto appuntamento romano contro l’omofobia organizzato dal gruppo “We have a dream”. Dopo il Campidoglio e il Senato, l’iniziativa che porta in piazza bandiere rainbow e fiaccole, ma soprattutto la rabbia e l’orgoglio di gay, lesbiche e trans, stanchi di essere vittime di una cultura omofoba, ha luogo stasera a partire dalle 21.00 davanti Montecitorio. Per interpellare direttamente il Parlamento.
Per saperne di più su questa manifestazione e capire meglio cosa si muove di nuovo nella comunità lgbtq in termini di voglia di partecipazione, Queerblog ha incontrato Guido Allegrezza, uno degli animatori del gruppo “We have a dream”, che promuove le fiaccolate e i sit-in che a partire dalla Capitale hanno conquistato varie piazze di tutta Italia, nelle sultime settimane, come veri e propri “micro pride”. Gli abbiamo rivolto qualche domanda e qui di seguito potete leggere l’esito della nostra chiacchierata.
Come si è arrivati alla manifestazione di stasera? Ci racconti brevemente il percorso fin qui fatto?
Approdiamo a Montecitorio dopo essere passati per il Campidoglio e per il Senato. Un itinerario ideale fra i luoghi del potere politico che ci porta ai piedi della Camera dei Deputati. Ognuna delle iniziative ha portato in strada e in piazza una popolazione che ha espresso un deciso bisogno di partecipare, ogni volta in modo diverso. La prima sera, quella dell’autoconvocazione, con una semplice fiaccolata fino ai piedi del Campidoglio. Il venerdì successivo con un corteo ed un sit-in sulla piazza del Campidoglio. Venerdì della scorsa settimana una fiaccolata a Piazza Navona, presso il Senato, in cui abbiamo proposto la formula della piena libertà di intervento. Molti di noi si sono profondamente emozionati a sentire gli interventi di Teresa, la mamma di Emilio Rez, accompagnata anche dal suo uomo. Oppure quello di Lollette, la persona intersessuale che ha raccontato la sua realtà, condividendo con noi la sua sofferenza ed il suo disagio.
Continua a leggere: "Caro Parlamento...": la fiaccolata lgbtq arriva a Montecitorio