Sapete da cosa è minata la nostra confusa e fragile democrazia? Dai nudisti che per molti sono “puri esibizionisti”; da quelli che per alcuni amministratori locali -leghisti, ex Dc, non importa, con l’annovero dei centrosinistri - vengono oramai catalogati come guardoni, tipi che si crogiolano in “atteggiamenti offensivi”, pensiamo verso quella che viene definita morale pubblica. Il Nord del “ghe pensi mi”, sembra issare il nuovo vessillo del puritanesimo di massa, prontamente copiato da qualche solerte amministratore del sud. Mai restare indietro. L’Italia dei luoghi d’incontro di natura intima, dei “posti” frequentati dai gay (me che ci vanno a fare le famiglie lì? Anch’essi guardoni?), deve vedersela ora con questa rinascente epopea del “degrado” di antiche libertà.
Sindaci e assessori in allenamento ad arginare quelle che loro stessi hanno definito “bollenti evoluzioni” e così il nuovo talebanismo nostrano vuol ricacciare nel più assurdo privato ciò che da tempi immemori si consuma anche in luoghi naturali. Vale per i gay o le coppie etero che non sapendo dove consumare lo fanno tra oscuri cespugli e rive di fiumi, dove si sa, la notte, le famiglie e i bambini, si recano a frotte. Se ci si mettono di buona lena, l’ultima crociata potrà essere fatta contro le darkroom e certe saune e finalmente ottenere la fatidica castità tanto proclamata dai bolsi capi cattolici. Entreremo in Paradiso.
Pensavamo risolta la questione dell’area golenale in quel di Spresiano e dintorni, dopo che il sindaco aveva bollato come malati i gay e successiva ritrattazione a metà. Non sono bastati i pattuglioni notturni per bloccare gli amori al chiar di luna, complice la natura. Andavano bloccati gay, amorucci e natura.
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Al termine della scorsa settimana, quando ancora Riccardo Missiato non aveva rettificato la propria posizione sulla comunità omosessuale, abbiamo raggiunto al telefono Giuseppe Civati che insieme a Paola Concia e Ivan Scalfarotto ha sostenuto la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Partito Democratico.
Abbiamo deciso di commentare con Giuseppe Civati quanto è accaduto in Veneto per capire se il Partito Democratico, di cui fa parte, ha (come sostenuto in più occasioni da diversi utenti della community) deciso di escludere dal proprio programma politico la tutela del proprio elettorato non eterosessuale.
Il questo periodo dell’anno, nel 2009, sostenevi la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Partito Democratico. Marino è stato l’ultimo, tra i grandi leader del Pd, a parlare di tutela delle persone omosessuali e delle coppie di fatto. Il tuo partito, nel frattempo, si è dimenticato queste tematiche?
No, non le ha dimenticate ma forse non ha scelto di fare la cosa più importante che era di assumere queste tematiche come integranti di una proposta politica contemporanea che sa sa affrontare la società in cui viviamo. Mi pare che il paese, nel frattempo, anche alla luce di episodi molto gravi abbia fatto un passo indietro. Forse, a maggior ragione, ci vorrebbe un impegno più vistoso del Partito Democratico su questi argomenti cominciando da una visione condivisa sulle coppie di fatto che rientrava nella proposta di Ignazio Marino.

Ad una settimana dalle dichiarazioni di Riccardo Missiato, sindaco di Spresiano secondo il quale agli omosessuali dovrebbe essere vietato il campeggio sulle rive del Piave, il diretto interessato ha ridimensionato le proprie, omofobe, posizioni.
Secondo quanto riportato da gaywave.it, il primo cittadino veneto durante lo scorso fine settimana avrebbe precisato che per lui l’omosessualità non è una malattia e che le dichiarazioni riportate dalla stampa si riferivano, in realtà ad un ragionamento più ampio fatto sulla prostituzione maschile e femminile.
“La premessa che vorrei sottolineare – ha dichiarato Riccardo Missiato - è che non ritengo l’omosessualità una malattia, anzi ho il massimo rispetto per le persone e per i loro orientamenti sessuali. La mia azione amministrativa è volta a marginare un fenomeno ormai insopportabile di prostituzione femminile e maschile presente nel nostro territorio e che ha raggiunto un degrado morale inaccettabile”.
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Non è passato neanche un mese dall’ultima volta in cui il Governo nazionale, che teoricamente dovrebbe occuparsi della risoluzione della crisi economica, si è dovuto occupare di un caso di discriminazione ai danni di un omosessuale.
In attesa di capire come l’amministrazione Berlusconi intenderà rispondere a Gabriele, il ragazzo gay a cui è stato vietato donare il sangue (e di cui abbiamo già raccontato qui la risposta ufficiale dell’Avis, qui la cronaca della vicenda e qui del silenzio del Ministro della Salute Ferruccio Fazio), il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, su esortazione di Arcigay, dovrà spiegare perché il sindaco di Spresiano ha potuto sostenere pubblicamente che gli omosessuali sono malati.
Le dichiarazioni fatte da Riccardo Missiato, malgrado l’intervento di Paola Concia, non hanno svegliato il Partito Democratico, il cui intervento è stato fondamentale alla vittoria politica del primo cittadino omofobo.
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Quello che è successo ieri per voce del sindaco di Spresiano non è solo una esternazione di bassa lega di una infingarda estate; non è la volontà di un primo cittadino di far parlare di sé e della comunità che rappresenta, finendo per dare una rappresentazione di alta discriminazione e violenza. Il sindaco Riccardo Missiato è semplicemente l’immagine bacchettona e povera di un paese che non si rassegna ad avere tra i suoi cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Un paese di miseria e finta nobiltà, che discute di accoglienza e diritti ma a trovarsi un omosessuale in casa o tra i concittadini, diventa altro di intollerabile e nefasto.
Di luoghi dove gli omosessuali vanno per una rinfrescata, per trascorrere una domenica di divertimento e di riunione tra amici, ce ne sono sempre stati e ovunque tra mari, fiumi e natura, e neppure la solerzia puritana di certi amministratori locali potrà cancellarli definitivamente. Al massimo si sposteranno di alcuni chilometri. Probabilmente, sta nelle cose, incontri occasionali danno vita a qualcosa di più intimo. E un po’ a ragione del sindaco, c’è chi lascia “robaccia” che potrebbe benissimo mettere in un sacchetto e buttarla altrove. Ma in questo caso poco c’entra l’omosessualità degli individui, ma la loro buona e civile educazione.
Incontri sessuali, specie di questa stagione, avvengono anche tra eterosessuali e nessuno fiata. Succedono in spiaggia e altrove. Nessuno resuscita, in quei casi, la presenza di famiglie o di fanciulli. Gli omosessuali non a caso scelgono luoghi dove il “cruising” non reca danno a loro né ad altri. Meglio che il Piave conosca, magari, le battaglie dell’amore che non quello di baionette e granate di passata memoria, non le pare signor sindaco?
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Le dichiarazioni omofobe di Riccardo Missiato, il sindaco omofobo di Spresiano che nei giorni scorsi si è auspicato la scomparsa dei gay malati e deviati dal Piave (cito testualmente), malgrado la gravità sono state prese in considerazione solo da Paola Concia.
L’esponente del Partito Democratico, come osservato da River, ha chiesto al proprio partito di ritirare l’appoggio senza il quale Riccardo Missiato non potrebbe amministrare il territorio che al momento gestisce.
“Invito - ha dichiarato Paola Concia - anche gli organi locali del mio partito a fare pressione sul sindaco affinché rinunci ai suoi insani propositi e chieda scusa per le sue improvvide parole. In mancanza di ciò, spero che il Pd voglia prendere in seria considerazione l’ipotesi di ritirare il proprio appoggio a una persona evidentemente incompatibile con i valori di rispetto, accoglienza e non discriminazione propri del Partito Democratico”.
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Riccardo Missiato, sindaco ex democristiano, ha lanciato un’iniziativa per la sicurezza del suo paese, Spresiano, in provincia di Treviso: “Estate sicura”. Pensate che sia una caccia alla delinquenza e alla droga? No, qualcosa di sicuramente più “originale”. La taglia è anche “su di noi”. Il primo cittadino è infatti molto preoccupato dai luoghi di ritrovo per gay, trans e lucciole. Così, ha deciso di impiegare tutte le forze dell’ordine fino al 22 settembre 2010 (ci sono stati meno controlli a New York dopo l’11 settembre…) e ha dichiarato, tronfio:
“I gay sono malati e deviati, hanno bisogno di aiuto psicologico, dobbiamo scoprire dove sono e identificarli, e se sono clandestini devono venir espulsi. I cittadini li hanno visti sul Piave, sulla Pontebbana e nei parchi pubblici. Dire che queste pratiche sono vergognose è poco, siamo al degrado morale. E i gay non devono invadere la libertà altrui: sono stato a verificare, li ho visti che si appartavano. Ma controlleremo anche i tanti trans che prendono in subaffitto gli appartamenti per prostituirsi. Dobbiamo recuperare certi valori e la nostra morale”
Quindi: i gay sono malati, se clandestini ancora peggio. Testimoni giurano di averli visti sulla Pontebbana (forse con le antenne o perché sculettavano?). Ma Missiato non è uno che parla tanto per parlare: lui ha visto, lui in prima persona ha verificato (?). Dopo verranno controllati anche i trans e i loro appartamenti. Ma l’inno all’omofobia non è ancora terminato:
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