
Mancano due giorni alla data del Roma Pride che, solo nelle attese, sta diventando un crocevia di polemiche e accuse. Prima il video criticatissimo delle associazioni Lgbt, poi l’invito a scendere in campo da parte delle associazioni cattoliche. Ora, Alessandro Cecchi Paone critica Renata Polverini e la sua insicura presenza al corteo:
“La Polverini dovrebbe essere in prima fila al Gay Pride, come accade in tutti i paesi civili del mondo”
E qua inizia il valzer delle botte e risposte:
Continua a leggere: Roma Pride 2010: Cecchi Paone contro Polverini: "Dovrebbe essere in prima fila!"

Dopo la notizia dell’aggressione ad un ragazzo gay a Roma, nella notte tra il 25 e il 26 maggio che ha rischiato di perdere un occhio, ecco le parole di alcuni esponenti politici e di associazioni Lgbt italiane.
Fin dal commento di Aurelio Mancuso è evidente la necessità di agire concretamente e non parlare solo teoricamente di quanto sia criminale e feroce la violenza omofobica in Italia:
“Ricomincia l’estate e ricompaiono con più frequenza a Roma e in Italia le aggressione ai danni delle persone omosessuali. Non sappiamo se sia il caldo a dare la testa, di certo le bande composte spesso da giovani e giovanissime continuano ad agire indisturbate, sicure di non essere individuate e nel caso di non subire eccessive conseguenze. Nell’esprimere la mia solidarietà nei confronti del ragazzo aggredito, faccio appello al Governo, in particolar modo al ministro delle Pari Opportunità, affinchè come gesto di chiara volontà politica di agire, si approvi con urgenza un decreto legge che introduca l’aggravante per i reati da odio ai danni delle persone omosessuali e transessuali”

L’imminente appuntamento elettorale ha, in questi giorni, fatto perdere il lume della ragione a qualcuno. Oltre alle dichiarazioni rilasciate dal card. Bagnasco sull’aborto agli onori della cronaca è arrivato anche il pensiero di Emma Bonino che, come osservato da river-blog.com sulla sua pagina facebook, sulla sentenza della Corte Costituzionale riguardante il matrimonio gay non ha voluto esprimersi prima della pubblicazione del ragionamento fatto da chi di dovere.
Il Nì dell’esponente radicale è certamente migliore, ma fin troppo diplomatico, di quanto dichiarato sul matrimonio gay da Renata Polverini secondo la quale questo tipo di unioni sono una delle constatazioni peggiori da augurarsi per l’Italia.
Al di là di come ognuno la voglia pensare sul riconoscimento delle coppie di fatto, con queste dichiarazioni Renata Polverini ha perso un’occasione importante. Poteva dimostrare che la posizione di Benedetto Della Vedova sull’argomento, raccolta nei giorni scorsi da polisblog.it, non è isolata.
È probabile che alla candidata alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, poco interessi il voto delle coppie omosessuali. Del resto, la politica non da oggi sa quanta poca coesione vi sia nel movimento lgbt e quanto sia disgiunto il voto politico delle persone lgbt. Colpa nostra o loro, poco conta e interessa. Almeno, rispetto ai politici di centrosinistra, parlano chiaro sulle loro intenzioni, senza farci sognare propositi che non verranno mai attuati. Parlando con Klaus Davi, nel corso della trasmissione di approfondimento politico Klauscondicio, la candidata di centrodestra è stata parecchio esplicita sul tema della omogenitorialità: le coppie gay non necessitano di riconoscimento. Punto!
“Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l’adozione siano una loro priorità. Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione”.
Che tipo di amici gay abbia la signora Polverini e cosa vogliono per vivere serenamente la loro condizione, credo interessi poco a me che scrivo, a voi che leggete e, a quanto pare, anche al movimento omosessuale. Tutti in politica, progressisti e no, vantano amicizie omosessuali, non sappiamo quanto palese e vissuta quella omosessualità dagli interessati e dai loro amici. Quel citare “ho tanti amici gay” sembra diventata una triste e stanca litania per poi dimenticare che quei tanti amici gay, lo dichiarino o meno, necessitano di diritti, per loro stessi, per la loro dignità e soprattutto per gli altri cittadini omosessuali che non hanno la fortuna di essere amici della Polverini e quindi, in un certo senso, dirsi privilegiati.
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Cena da mille euro a posto; menù elettorale per Renata Polverini in quota Pdl per la poltrona di presidente della Regione Lazio. Alla cena, naturalmente, presenti molti pezzi grossi della politica nazionale e locale e, su tutti, il Premier Silvio Berlusconi che, dopo il pranzo “ereditario” si è spostato a Roma per presentare il libro di Bruno Vespa e partecipare alla cena per raccogliere i fondi che servono alla Polverini per continuare la campagna elettorale.
Così, dopo i piatti consumati, il premier ha rispolverato la sua verve di grande oratore e intrattenitore, lasciando basiti noi e probabilmente qualche signora presente in sala.
“Quando vedo le donne perdo il filo. Fossero tutti così gli italiani… o preferite quegli altri? Marrazzo, per esempio? Sono cattivo mi andrò a confessare”.
Probabilmente il Premier ha dimenticato la tragedia di un uomo e probabilmente non interessa affatto la vita e anche la tragedia di molte transessuali. La battuta ci lascia seri nel pensare che molti altri Marrazzo cercano la notturna compagnia delle transessuali, qualche volta finendo per brutalizzarle o peggio. Il rispetto evidentemente per molte cittadine italiane e per le transessuali di altri paesi che cercano una vita migliore nel nostro, può finire deriso in una cena, e, ahinoi, non solamente lì. Sì, presidente, si vada a confessare!
Foto | Camelotdestraideale.it
È bastata una semplice intenzione a redimere, in caso di vittoria, la questione sulle coppie di fatto, che i suoi stessi alleati le si sono rivolti contro ricordandole che non è nelle intenzioni del centrodestra porre mano alla delicata vicenda. Ma forse non basterà a calmare i bollori pre elettorali. Lei, Renata Polverini, affascinante segretaria dell’Ugl, sindacato almeno nelle intenzioni vicino al Pdl, e concorrente assieme alla radicale Emma Bonino per la poltrona a governatore del Lazio, non si è lasciata sfuggire l’occasione per trovare un misurato dialogo con chi forse non l’avrebbe votata proprio per la chiusura del Pdl in materia di diritti civili omosessuali. Scrive sul suo blog la candidata, irritando i suoi sostenitori e gli avversari.
“Sono favorevole a normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie B. Allo stesso tempo sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio”.
“Ma si è resa conto che è la candidata del Pdl?”, ha chiosato il dipietrista Stefano Pedica. Più ferma e irritata la posizione dell’ex governatore Storace: “Non c’è nel programma elettorale”. Da parte sua anche il sindaco Alemanno alza i toni della polemica:
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