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Tutti gli articoli con tag proposition 8

Tom e Shane: una vita spezzata, un amore gay negato

pubblicato da aelred

“Può capitare anche voi” dice questo video che racconta la storia di Tom e Shane: una storia d’amore tra due giovani ventenni, una storia d’amore lunga sei anni e finita tragicamente, con la morte accidentale di Tom. Il punto è che dopo la sua morte, la madre è corsa a riprendersi il corpo del figlio per seppellirlo nello stato dell’Indiana (dove lui non voleva vivere) e ha impedito di partecipare al funerale al suo compagno Shane, che viveva con lui, con cui aveva comprato casa e che stava per sposare.

Tom Bridegroom era un presentatore di Mtv negli Stati Uniti, un modello e un cantante; ma era anche un ragazzo di 29 anni che era innamorato e avrebbe voluto sposare il suo compagno Shane Bitney Crone ma non poteva più farlo a causa di quella maledetta Proposition 8, che nel 2008 cancellò il matrimonio gay in California.

A un anno di distanza dalla sua morte, Shane ha trovato la forza di diffondere questo video per chiedere a tutti di schierarsi a sostegno dell’uguaglianza e della campagna EqualLoveEqualRights.

Non è giusto morire così giovani; ma ancor più ingiusto è che un padre e una madre (Martha e Norman Bridegroom in questo caso) tradiscano a tal punto la vita del loro figlio morto da escludere la persona che lui amava di più, solo perché era un altro uomo e il loro figliolo era gay. Quando tutte le persone, etero, gay, bisex, trans saranno schierate insieme per la libertà e per l’amore, il nostro mondo sarà di certo migliore.

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Usa: i giudici abbattono il divieto ai matrimoni gay

pubblicato da aelred


La Proposition 8 è incostituzionale, dunque è illegittimo che un referendum abbia tolto a gay e lesbiche il diritto di sposarsi. Così, almeno, ha deciso - con una maggioranza di 2 a 1 - una Corte d’appello federale che ha bocciato, così come aveva fatto una Corte di prima istanza, il voto con cui nel 2008 una ristretta maggioranza di cittadini della California aveva cancellato la legge che consentiva i matrimoni fra persone dello stesso sesso.

A questo punto, ovviamente, il caso finirà senza dubbio davanti alla Corte Suprema per dirimere una volta per tutto se la maggioranza ha la facoltà di decidere sui diritti di una minoranza. I giudici, per adesso, hanno detto di no, ma la parola definitiva spetterà ai giudici supremi, che saranno chiamati certamente a esprimersi.

Secondo i giudici della Corte d’appello, la cui sentenza si può leggere per intero in questo link che ci fornisce il buon breather,

“Sebbene la Costituzione consenta alle comunità di introdurre le leggi che esse considerano desiderabili, tuttavia richiede che ci sia almeno una ragione legittima per approvare una legge che tratta persone diversi in modo diverso. Non c’era nessuna ragione per cui la Proposition 8 dovesse essere introdotta”.

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California: una corte federale decide sui matrimoni gay

pubblicato da aelred


Ma la Proposition 8 è legittima o è incostituzionale? In altre parole: la maggioranza ha la facltà di decidere sui diritti di una minoranza o questa è una distorsione della democrazia? A questa domanda dovrà dare una risposta oggi una Corte d’appello federale davanti a cui è finita la vicenda esplosa nel 2008 con il referendum californiano.

Come ricorderete, la Proposition 8 (ribattezzata dai suoi oppositori Prop H8, in cui il numero otto diventa “hate” come odio) mise al voto la possibilità per le coppie dello stesso sesso di unirsi in matrimonio e, con una stretta maggioranza di circa 52 a 48, prevalsero i sì e la legge sul matrimonio gay fu cancellata.

Ma i sostenitori dei diritti civili si appellarono ai tribunali, sostenendo che la maggioranza dei cittadini può decidere se il matrimonio esiste oppure no, ma non se può essere aperto ai gay oppure no; altrimenti si dà alla maggioranza il diritto di decidere sulle minoranze, che non potranno mai prevalere - per la loro caratteristica - in un confronto numerico.

La decisione della Corte d’appello avrà un riflesso anche su tutti gli altri divieti introdotti per referendum in parecchi stati Usa. Che succederà? incrociamo le dita.

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Il semplice desiderio omosessuale non è peccato (secondo i mormoni)

pubblicato da Robo

Il mero desiderio omosessuale non è peccato, secondo i mormoniAvete presente quelle barzellette che vi sembrano tanto gustose da iniziarvi a farvi ridere da subito e poi, quando sentite come vanno a finire, vi deludono tremendamente? Ecco, così mi sono sentito nel leggere la notizia dell’apertura dei mormoni nei confronti dell’omosessualità. La chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, quella che ha, di fatto, sostenuto con ingenti somme la campagna a favore della Proposition 8 per abolire i matrimoni tra persone dello stesso sesso in California e che appena scoprono un gay lo mandano da psicologi, psichiatri e compagnia bella per farlo guarire, proprio loro ora si “aprono” all’omosessualità, tanto da spingere la Human Rights Campaign – importante organizzazione USA a difesa dei diritti civili lgbt – a salutare con favore la cosa?

Ecco, dunque, la clamorosa notizia: nel nuovo Church Handbook of Instructions a disposizione dei leader mormoni si dice che la semplice attrazione tra persone dello stesso sesso non dev’essere più considerata come peccato. Il “comportamento” omosessuale rimane peccato, ma provare attrazione verso persone del proprio sesso no.

Tutto qua? Tutto qua! Se qualcuno mi spiega l’entusiasmo delle organizzazioni lgbt in merito, gliene sarei grato.

Foto | Flickr

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Congelate le nozze gay in California

pubblicato da Robo

Congelate le nozze gay in California

Nulla di fatto per i matrimoni gay in California: la Corte d’Appello federale della California ha stabilito che i matrimoni tra persone dello stesso sesso in California non possono essere celebrate in pendenza di appello, fino a quando, cioè, non ci sarà una decisione definitiva sulla loro legalità.

Come ricorderete il giudice Walker aveva prima abrogato la Proposition 8 (che riservava le nozze solo agli etero) e poi aveva ordinato la ripresa delle celebrazioni dei matrimoni dalle ore 17 di domani 18 agosto. Gli oppositori alle nozze tra persone dello stesso sesso hanno presentato una procedura per direttissima per chiedere il blocco dei matrimoni fino al termine della procedura di appello per l’abrogazione della Proposition 8.

La Corte federale ha accettato il ricorso e ha stabilito che l’appello sul merito sarà esaminato nella settimana del 6 dicembre, ha precisato la Corte. Secondo i più autorevoli giuristi americani il caso finirà davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Questo tira e molla sui diritti delle persone è profondamente ingiusto (oltre che snervante).

Sorpresa: il giudice che presiede il processo sulla Proposizione 8 è gay?

pubblicato da Desperate Gay Guy

Sorpresa: il giudice che presiede il processo sulla Proposizione 8 è gay?

Vaughn Walker, giudice supremo del Distretto Usa che sta supervisionando il processo sulla Proposizione 8, ha letto del suo outing, su una rivista americana. Descrivendo la sessualità dell’uomo ne hanno parlato come “il più grande segreto svelato nella storia dei processi”, il San Francisco Chronicle ha parlato con un giudice federale, rimasto nell’anonimato, che ha dichiarato:

“Ha una vita privata e non la nasconde, ma non pensa che sia assolutamente rilevante sulla sua decisione in alcun caso, e non pesa nel suo utilizzo di scelta”

Il processo federale sta esaminando la possibilità che il divieto dei matrimoni gay in California sia incostituzionale. Inizialmente era stato legalizzato nel 2008, a maggio, prima dell’arrivo della Proposizione 8, a novembre dello stesso anno. Vaughn non è stato sempre popolare nella comunità Lgbt. Nel 1982 aveva rappresentato la Us Olympic Committee nel tentativo di differenziarsi dalle Olimpiadi gay di San Francisco, per non usurpare quel nome: la sua azione fu considerata omofobica. Ma specifica anche che l’assegnazione del processo a lui è stata del tutto casuale:

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Al processo sulla Proposizione 8, la testimonianza di Ryan Kendall, obbligato a frequentare corsi per diventare etero

pubblicato da Desperate Gay Guy

Al processo sulla Proposizione 8, la testimonianza di Ryan Kendall, obbligato a frequentare corsi per diventare etero

In California sta tenendo banco in questi giorni il processo sulla Proposizione 8, di cui vi abbiamo dato alcuni resoconti sulle testimonianze portate in aula. Tra queste, ha assunto molto interesse quella di Ryan Kendall, un ragazzo 26enne costretto a ricoverarsi per una “terapia di guarigione” per renderli nuovamente etero. Il testimone ha raccontato di aver raccontato ai suoi genitori (profondamente cristiani) di essere gay all’età di 13 anni. Così, è stato ha subìto la scelta di questa metodo di cura per quasi due anni, mentre er aun teenager, e quindi mandato a vedere un terapista cristiano e alla Associazione Nazionale di Ricerca e Terapia dell’Omosessualità (NARTH). Ha testimoniato che questa terapia l’ha portato a pensare intensamente al suicidio:

“Ricordo mia madre che mi fissava e mi diceva ‘Brucerai all’inferno!’. Sapevo di essere gay, come so di essere basso e metà ispanico. Non avrei mai pensato che questo avrebbe cambiato le cose”

Interrogato anche dalla controparte, il ragazzo ha ammesso candidamente che dalla sua esperienza personale, nessuna delle persone presenti era in quei luoghi per una propria scelta, ma spesso costretti. Ha quindi ribadito come sia assurdo pretendere che una persona diventi eterosessuale: è entrato da omosessuale e allo stesso modo ne è uscito da quel percorso doloroso e colmo di sofferenza ed umiliazione. La madre, in uno dei suoi violenti litigi col figlio, gli aveva anche gridato che avrebbe preferito abortire se solo avesse saputo che suo figlio sarebbe stato gay. Fino a che punto l’essere gay può portare due genitori a ferire e far del male così gratuitamente al sangue del proprio sangue? Dov’è finito l’amore?

Foto | IndieWire

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San Francisco: psicologa attesta notevoli somiglianze tra coppie etero e gay

pubblicato da Desperate Gay Guy

San Francisco: psicologa attesta notevoli somiglianze tra coppie etero e gay

Un processo federale sulle coppie dello stesso sesso mercoledì ha messo al centro dell’attenzione le similitudini e le differenze tra coppie eterosessuali ed omosessuali, con l’opinione di uno psicologo stimato che ha parlato di “notevoli somiglianze”. Letitia Peplau, esperta di relazioni di coppie, ha reso noto che gli studi hanno dimostrato che la qualità delle relazioni etero e gay, basata su intimità, amore e stabilità, era all’incirca la stessa e che fossero quasi indistinguibili.

La donna, professoressa di psicologia sociale alla Ucla è stata chiamata a testimoniare dagli avvocati della delle due coppie gay che stanno cercando di annullare la Proposizione 8 che proibisce appunto, le nozze gay in California. E, sempre secondo un sondaggio, nello stesso paese, il 61% delle lesbiche intervistate ha ammesso di vivere insieme alla propria partner, paragonato al 46% degli uomini gay e al 62% delle coppie eterosessuali. I legami omosessuali tendono ad essere di durata più breve delle coppie sposate, è vero, ma allo stesso livello delle coppie etero che convivono.

Sotto controinterrogatorio, la Peplau ha ammesso che gli uomini gay danno meno importanza alla monogamia di quanto lo facciamo sia le lesbiche che le coppie etero: tra questi ultimi, infatti, “la monogamia è correlata dalla soddisfazione delle relazione”, ha sempre dichiarato la psicologa al terzo giorno di processo. Invece, per i gay non c’è alcun legame tra l’esclusività sessuale e la soddisfazione della loro relazione.

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Cher posa per la campagna "NoH8 - NO Hate" contro l'omofobia

pubblicato da Desperate Gay Guy

Cher posa per la campagna "NoH8 - NO Hate" contro l'omofobia Da quando in California ha vinto la Proposizione 8, i gay non hanno più potuto ufficializzare il proprio legame e si attende con ansia il prossimo referendum per ribaltare il risultato ottenuto all’ultima votazione.

Nel frattempo, il fotografo delle star Adam Bouska, insieme al proprio fidanzato Jeff Parshley, ha ideato una campagna contro l’omofobia, NoH8, a cui hanno partecipato alcune star americane. Tra di loro, anche Cher, sensibile doppiamente alla causa Lgbt anche per l’esperienza in prima persona da parte della figlia, diventata uomo.

Nell’immagine, la bocca è chiusa da un nastro adesivo grigio, mentre il logo campeggia sulla guancia.

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Drew Barrymore in piazza per i diritti dei gay

pubblicato da egizia mondini


Dovrei iniziare questo post parlandovi in tono serio e compito, perché l’argomento parte da un presupposto tutt’altro che faceto. Ma io quando si toccano i miei punti deboli non ci capisco più niente. Ma andiamo per ordine.

Vi abbiamo dato notizia della legge approvata dalla Corte Suprema della California che conferma il divieto ai matrimoni omosessuali, motivo per cui migliaia di attivisti si sono riuniti nelle strade di Los Angeles per protestare. Tra loro anche diverse star di Hollywood tra il cui il re del gossip Perez Hilton e una delle attrici che amo di più: Drew Barrymore.

Godetevi la gallery della manifestazione contro la Proposition 8, ma io scusatemi riesco solo a restare estasiata davanti all’immagine di Drew che si dimostra non solo bella, semplice e sexy ma anche battagliera e impegnata. Non è stupenda? Io sono del tutto parziale, lo so, e dovrei stare qui a commentare l’importanza di questa manifestazione oltre che la gravità di questa legge, oppure polemizzare sul fatto che negli States star del cinema supportano la causa gay e qui a malapena troviamo i testimonial per i gay pride, ma davanti a Drew non riesco a fare altro che ammirarla. Perdonatemi. E comunque ce n’è anche per voi maschi: guardate che figo con cui s’è presentata Drew…

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